Comunicati

Trasparenza, anche sul sito web della struttura sanitaria, delle azioni poste in essere per la prevenzione delle infezioni; formazione continua dei professionisti sanitari e informazione ai cittadini per rendere, gli uni e gli altri, sempre più consapevoli delle principali situazioni di rischio infettivo e attori di comportamenti responsabili di protezione della propria e altrui salute; azioni di sorveglianza più efficaci, da parte della struttura sanitaria, a partire dalla registrazione/documentazione delle infezioni, coinvolgendo e incentivando cittadini e personale sanitario a segnalare in modo spontaneo eventuali eventi avversi e situazioni a rischio, al fine di attivare prontamente le azioni di gestione di rischio clinico; massima attenzione all'igiene e alla sanificazione degli ambienti sanitari e non sanitari delle struttura, nel rispetto delle più recenti Linee di indirizzo, riconosciute come buone pratiche clinico-assistenziali, finalizzate al controllo delle infezioni nelle strutture (ospedaliere e socio-sanitarie); adozione delle pratiche cliniche e dei protocolli di sicurezza e sterilizzazione e vigilanza perché siano eseguite secondo le più accreditate Linee Guida.

Sono i principali contenuti della “Carta della qualità e della sicurezza delle cure per pazienti e operatori sanitari” presentata oggi da Cittadinanzattiva nel corso di un webinar e realizzata con il supporto non condizionato di COPMA (la Carta è disponibile a questo link). Si tratta in sostanza di un patto tra Direzioni, professionisti sanitari e cittadini per stabilire ciò che non può mancare per assicurare un servizio sanitario con livelli sempre più elevati di qualità e sicurezza, nel rispetto dei diritti della Carta Europea dei diritti del malato.

“Apprezziamo vivamente e condividiamo la decisione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese di proseguire l’interlocuzione con l’Anci, attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro per individuare immobili alternativi agli edifici scolastici, d’intesa con le Prefetture, da utilizzare come seggi elettorali, come avviene già da decenni in molti altri Paesi europei. Sin da su subito abbiamo chiesto che si superasse questa pratica irrispettosa e incivile che perdura da troppo tempo nel nostro Paese e che lede il diritto costituzionale allo studio interrompendo, ad ogni tornata elettorale, l’erogazione di un servizio pubblico cruciale quale è quello della scuola. Tanto più che, in questo periodo di emergenza, non si può pensare di sottrarre ulteriori spazi alle scuole né di privare i ragazzi di un solo giorno di scuola”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

Per i pazienti cronici e rari difficoltà e ritardi nelle cure; associazioni protagoniste nella risposta alla pandemia. Presentato il XVIII Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità.

Alle prese con problemi pratici come la cancellazione improvvisa di visite ed esami programmati e un senso di abbandono e di incertezza. È così che i pazienti “ordinari” hanno vissuto il periodo di emergenza sanitaria. E nello stesso tempo associazioni civiche e di tutela dei diritti che, sin da subito, si sono attivate con senso di responsabilità, creatività ed energia rivelandosi spesso l’unico punto di riferimento e l’unico servizio a disposizione dei cittadini.

È la doppia faccia della medaglia, nei risvolti della pandemia sui malati cronici e rari, che emerge dal XVIII Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità, presentato oggi dal titolo “Isolati ma non soli: la risposta alla pandemia nel racconto delle associazioni”. Il Rapporto nasce dal racconto di 34 associazioni di pazienti con malattie croniche e rare aderenti al CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici) di Cittadinanzattiva.

 

Cittadinanzattiva ha dato il via a settembre ad una indagine civica relativa all'approvvigionamento dei vaccini da parte delle regioni, attraverso lo strumento dell'accesso civico generalizzato, (noto come Foia italiano) che a partire dal 2016 permette anche ai singoli cittadini e alle associazioni come Cittadinanzattiva di chiedere conto alle pubbliche amministrazioni di dati da esse detenuti e che devono essere accessibili a tutti. Le amministrazioni sono tenute a rispondere alle richieste (a meno che queste non ricadano nei pochi casi di esclusione previsti dalla legge per motivi di sicurezza nazionale o segreti di Stato), le pubbliche amministrazioni hanno 30 giorni per rispondere alle richieste.

Alle regioni è stato sottoposto un set di domande specifiche sulle gare di acquisto dei vaccini e domande di carattere più generale relative alle disposizioni che le regioni stanno adottando per anticipare la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti e anche per applicare le linee guida previste dalla Circolare del Ministro della salute del 4 giugno 2020. Le regioni avevano la possibilità di rispondere entro il 3 ottobre 2020, l'elaborazione dei dati prende in considerazione le risposte ricevute entro il 7 ottobre 2020.
Quest'anno, ancor più che negli anni precedenti, l’importanza della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica è cruciale anche per fronteggiare l'emergenza covid 19.

“E’ molto grave che solo 10 Regioni abbiano risposto alla nostra richiesta di accesso civico, in particolar modo in questo periodo, in cui ci sarebbe bisogno della massima trasparenza, anche per fugare dubbi su chi ha affrontato la necessità di approvvigionarsi in tempo di vaccini anti influenzali, e poter intervenire prontamente a supporto delle popolazioni delle regioni in cui questo non sia ancora avvenuto, o sia avvenuto solo parzialmente”, ha commentato il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso. .”Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibili azioni da mettere in campo per far rispettare il "sacrosanto" diritto di accesso dei cittadini a queste informazioni fondamentali, non escludiamo di ricorrere al Tar.

coronavirus

Torna l'appuntamento con la Guida coronavirus, uno spazio web a cura di Cittadinanzattiva a disposizione dei cittadini sin dall'inizio dell'emergenza e che raccoglie informazioni e consigli utili nei principali settori di intervento dell'organizzazione: sanità, scuola, servizi pubblici, giustizia.
Questa settimana l'approfondimento è sui principali bonus messi a disposizione delle famiglie in conseguenza dell’emergenza coronavirus: da quelli legati all'abitazione (eco bonus, mobili ed elettrodomestici, caldaie e condizionatori, affitto) a quelli sulle utenze (bonus acqua, gas, elettricità, spazzatura); dalle agevolazioni previste sul fronte tempo libero per l'acquisto di biciclette e monopattini e per pc e internet, a quelle per i figli come bonus bebè, “mamma domani”, bonus asilo nido, e bonus cultura per i neo diciottenni.

Consultazione SDGs e SPL presentazione 1

Servizi pubblici locali: in basso alla classifica di soddisfazione degli utenti il trasporto pubblico locale. Obiettivi di sostenibilità ritenuti poco raggiungibili. I risultati della consultazione civica di Cittadinanzattiva

Non pienamente soddisfatti dei servizi pubblici della propria città, con un livello di soddisfazione che diminuisce dal Nord al Sud del Paese. Più apprezzato il servizio idrico, a seguire quello di raccolta dei rifiuti, in basso alla classifica il trasporto pubblico locale. Ma come è messa l’Italia rispetto al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile?  Secondo i cittadini, non proprio bene: circa la metà ha scarsa fiducia nelle possibilità di migliorare e rendere sostenibili tali settori, come indicato dagli obiettivi dell’Agenda 2030.

È quanto emerge dalla Consultazione civica sui servizi pubblici locali e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile realizzata da Cittadinanzattiva nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi del DM 7 febbraio 2018.

Alla consultazione hanno partecipato 3.586 cittadini, di età compresa - quasi per il 90% - fra i 18 e i 65 anni, di cui il 45% ha il titolo di istruzione superiore e quasi il 44% ha conseguito la laurea. I rispondenti appartengono per il 40% alle regioni del Centro Italia, per il 37% al Nord e per il 23% al Sud.

Consegnato il XIV Premio Scafidi promosso da Cittadinanzattiva.

Cinque scuole sul podio e sette proposte per non tornare indietro.

Cava dei Tirreni, Nardò (LE), Robecchetto con Induno (MI), Roma, Udine: provengono da varie parti d’Italia gli studenti delle cinque scuole che salgono sul podio della quattordicesima edizione del Premio Buone pratiche a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato oggi in una diretta sui canali Youtube e Facebook dell’organizzazione.

Una maratona che ha visto protagonisti in diretta social studenti ed insegnanti delle scuole vincitrici e delle altre sette che hanno ricevuto una menzione speciale per aver realizzato progetti innovativi nell’ambito della sicurezza scolastica, della cittadinanza attiva, del benessere e – novità di questa edizione – dell’emergenza covid-19.

Alle buone pratiche raccontate dalle scuole protagoniste del Premio Scafidi, Cittadinanzattiva affianca #lascuolachevorrei. 7 proposte per non tornare indietro. “L’emergenza covid-19 ha portato gravi disagi, ma anche alcune cose buone per le scuole come una maggiore igiene, l’attenzione per gli spazi, investimenti sulla didattica digitale. E qualche buona pratica: si pensi ai Comuni, troppo pochi, che hanno spostato i seggi elettorali fuori dagli edifici scolastici”, afferma Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Ora bisogna andare avanti, garantire quello che doveva essere già scontato prima e guardare oltre per far ripartire davvero la scuola e non lasciare indietro nessuno. Da qui le nostre sette proposte, fra cui: investire parte del recovery fund per l’edilizia scolastica, estendere il tempo pieno, garantire la mensa a tutti, investire sugli asili nido, migliorare il trasporto scolastico per gli studenti soprattutto nelle aree interne”.

Costi bassi ma mezzi vecchi: nel confronto con gran parte dei Paesi europei, del nostro trasporto pubblico locale vien fuori una immagine in chiaro-scuro. Se in media l’abbonamento annuale in Italia costa poco meno di 300€ rispetto agli oltre 500€ di Madrid e ai 750€ di Parigi, il parco mezzi del nostro Paese nel 2018 ha un’età media di 12,3 anni rispetto ai circa 7 anni della media europea.
Notevoli le differenze inoltre che si riscontrano nelle diverse regioni, con Sud e Isole penalizzate in termini di disponibilità del servizio e numero di passeggeri trasportati a fronte di tariffe non sempre inferiori alla media.
Nei principali centri urbani, inoltre, si viaggia ad una velocità media di circa 15km orari (in linea con quella del ‘700, come ricorda Confcommercio) e nelle ore di punta si scende fino a 7-8 km/h. Non a caso sono ben 5 le città italiane nella classifica delle prime 25 al mondo per ore perse nel traffico: oltre a Roma (seconda dopo Bogotà, con 254 ore perse nel 2018 da ogni romano nel traffico), ci sono Milano (7ma in classifica), Firenze (14ma), Napoli (17ma) e Torino (23ma).

Costo abbonamenti: Perugia e Alessandria i capoluoghi più cari
Nel 2020 l’abbonamento ordinario mensile in Italia costa in media 33 euro (+22,2% rispetto al 2005). A spendere di più sono gli umbri con 47,50€ al mese (+30% vs al 2005), a spendere meno sono i molisani con 25,13€ mensili e nessuna variazione rispetto al 2005. L’incremento più elevato negli ultimi 15 anni si registra in Calabria (+82,2%), a seguire la Sardegna con +50,7%.
La spesa media per l’abbonamento annuale è invece di 297 (+18,8% rispetto al 2005); la tariffa più elevata si registra in Liguria (374€, +37% vs 2005), quella più bassa in Campania (201€, -3,4%).
Fra i capoluoghi di provincia al vertice della top ten dei più cari troviamo Perugia con 55€ per l’abbonamento mensile e Alessandria con 473€ per quello annuale; i più economici sono invece Andria per l’abbonamento mensile (17,50€) e Vercelli per quello annuale (150€).

I dati sono resi noti nell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito del progetto Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018).
L'indagine ha interessato le tariffe per il trasporto pubblico locale urbano applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2020 (e confrontate con quelle applicate nel 2005, primo anno di indagine), e ha preso come riferimento i seguenti titoli di viaggio: il biglietto ordinario a tempo, l'abbonamento mensile ordinario personale e l'abbonamento annuale ordinario personale.

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Indagine di Cittadinanzattiva su mascherine a scuola: ancora non pervenute quelle del Governo. E per il momento ci pensano le famiglie.Da oggi disponibile Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per segnalazioni su disagi e buone pratiche per la scuola che riparte

“Per il momento portatele da casa, perché quelle che abbiamo bastano per le emergenze e per fornirle ai docenti e a tutto il personale scolastico”. È in sintesi quello che emerge da una indagine telefonica, svolta fra il 9 e il 10 settembre da Cittadinanzattiva, sulla dotazione di mascherine nelle scuole e sulle indicazioni che in questi giorni stanno arrivando alle famiglie e agli studenti in vista della prossima apertura. L’indagine ha riguardato 4 regioni del Nord, 4 del Centro e 5 regioni del Sud, per un totale di 23 città e 39 istituti coinvolti.

Il lavoro ha messo in evidenza come ci sia una profonda incertezza tra i dirigenti e il personale scolastico, le mascherine non sono arrivate o quando ci sono, spesso acquistate direttamente dalla scuola, la quantità non è sufficiente per coprire le esigenze quotidiane degli studenti e di tutto il personale docente e non docente. Dubbi anche in merito alla tipologia di mascherina che si può usare in classe.

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"Visti i ripetuti appelli della scienza, Ministero e CTS, vogliamo che i cittadini abbiano un quadro chiaro, e comprendere se saremo pronti ad ottobre"

“Una situazione ancora non chiara, e che sta provocando un clima di incertezza e di ansia nelle persone. Per questo vogliamo avere dalle Regioni un quadro chiaro e capire se effettivamente saremo pronti ad ottobre alla campagna vaccinale antinfluenzale auspicata da Ministero, CTS e mondo della scienza. Noi cittadini siamo pronti a fare la nostra parte, è necessario sapere se tutti lo siano”. Questo il commento di Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, organizzazione che ha dato il via, attraverso l’uso dell’Accesso civico generalizzato (detto FOIA italiano), ad una ricognizione regionale sulle modalità di approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali.

Al fine di avere un quadro preciso delle disposizioni che le regioni stanno adottando, Cittadinanzattiva ha anche chiesto di conoscere le categorie target individuate, la data di inizio della campagna vaccinale e le misure organizzative volte a garantire un efficace svolgimento delle vaccinazioni antinfluenzali e quelle per fronteggiare una possibile carenza vaccinale per i soggetti non a rischio.

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