Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva su stipula protocollo sui servizi pubblici locali: con Confservizi ottimo punto di partenza, ora necessario il coinvolgimento dell’Anci

Il protocollo firmato oggi con Confservizi pone le basi per una vera svolta in tema di servizi pubblici locali, in quanto apre la strada alla partecipazione e al controllo degli utenti nel mercato dei servizi delle utilities, segnando il passaggio dall’autoreferenzialità alla "civil regulation".
Dopo tre anni dall’entrata in vigore della disciplina che regolamenta il coinvolgimento dei cittadini nella valutazione e controllo dei servizi pubblici locali, il protocollo siglato oggi a Roma tra le Associazioni dei Consumatori e Confservizi (Asstra-Federambiente-Federutility) pone le premesse per una nuova stagione in tema di qualità dei principali servizi a maggior impatto ed uso quotidiano quali acqua, trasporti, energia e rifiuti.

Poter inserire in sede di stipula dei contratti di servizio istituti di tutela come la conciliazione piuttosto che modalità di ristoro dell’utenza, prevedere nuovi standard di qualità periodicamente verificati dagli utenti stessi, istituire tavoli di confronto tematici: questi alcuni degli ingredienti con i quali inaugurare una nuova stagione nei servizi locali, e per la quale va dato atto a Confservizi di aver preso sul serio il punto di vista dei cittadini.

Ci aspettiamo a questo punto un'agenda dei lavori nella quale siano indicate espressamente le realtà territoriali dalle quali iniziare a tradurre in realtà i principi oggi affermati.

Perché la svolta sia effettiva, manca ancora il coinvolgimento della "terza gamba" dopo cittadini e gestori, ovvero la volontà degli enti locali di inserire in sede di stipula dei contratti di servizio quanto disposto già nella Finanziaria 2008 e finora mai applicato. Rivolgiamo all’Anci l’invito ad aprire un confronto così come avviato con le rappresentanze aziendali.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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