Immagine1 

Un percorso di cura per le fratture da fragilità per migliorare la qualità ed efficienza delle cure allo scopo di garantire cure appropriate al maggior numeri di pazienti che presentano una fragilità ossea. Questo l'obiettivo del progetto lanciato da Cittadinanzattiva, e giunto nel 2021 alla sua seconda annualità. 

Attraverso la definizione del percorso, l’intento è di agire sull’appropriatezza degli interventi, sia di tipo terapeutico che di tipo assistenziale, riorganizzando e rendendo omogeneo l’impatto clinico, organizzativo ed economico, in modo da contribuire a incrementare ampliare e, soprattutto, migliorare la presa in carico del paziente con fragilità ossea e la continuità delle cure e, rendere il SSN più sostenibile attraverso una razionalizzazione dell’offerta e l’eliminazione delle disuguaglianze alle cure che vivono i cittadini sul territorio nazionale.

Dopo il rapporto realizzato nel 2020 (vedi di seguito), Cittadinanzattiva ha lanciato nel luglio 2021  il secondo monitoraggio sulle fratture da fragilità ossea.

Le regioni interessate saranno 12: alle 6 dell'anno scorso (Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia), se ne aggiungono altre 6: Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Calabria e Sardegna.  

Il monitoraggio, realizzato grazie al contributo non condizionato di UCB, vede coinvolti i referenti amministrativi regionali e i medici specialisti che quotidianamente devono curare e prendere in carico il paziente con frattura da fragilità ossea per evidenziare best practices o criticità circa la gestione e presa in carico del paziente con frattura da fragilità ossea.

I temi trattati sono: i sistemi di monitoraggio appropriatezza e personalizzazione delle cure; la gestione della “nuova normalità” delle fratture da fragilità, grado di applicazione del PDTA, 
sistemi di  monitoraggio delle fratture e la gestione della multidisciplinarietà.

Gli obiettivi principali sono: produrre dati ed evidenze che restituiscono una fotografia della situazione a livello regionale, sensibilizzare a livello territoriale sul tema delle fragilità ossea, misurare il gap tra quanto delineato nel PDTA e ciò che accade nella realtà. 

La sfida è di implementare nuovi modelli di cura e assistenza per cambiare in meglio le condizioni e la qualità di vita del paziente e ottimizzare i costi attraverso il perfezionamento delle azioni utili in grado di incidere sulla diagnosi; sulla prevenzione secondaria che è finalizzata a ridurre il rischio di altre fratture nei due anni successivi; agire sui fattori di rischio e assicurare l’effettiva presa in carico del paziente, unitamente alla maggiore integrazione e interazione dei servizi e delle prestazioni per la continuità assistenziale.

Il paziente non va abbandonato ma bisogna migliorarne la gestione sul territorio con un’assistenza multidisciplinare che coinvolga tutti i soggetti interessati e fornire informazioni precise anche  su dieta, esercizio fisico, apporto di vitamina D e calcio.

Scarica il I Rapporto

Leggi l'intervista della dott.ssa Maria Luisa Brandi  «Così mettiamo in salvo le ossa più fragili» «Per l’osteoporosi c’è una predisposizione familiare e di genere. Alimentazione corretta e stile di vita possono fare una grande differenza» e l'articolo Coalizione vincente fra medici e pazienti.Il gioco di squadra fa sempre la differenza riguardo al nostro documento del percorso diagnostico terapeutico (PDTA) dedicato alla gestione del paziente con frattura da fragilità.

Leggi il comunicato stampa della Fondazione Italiana Ricerca sulle malattie dell'osso (Firmo Onlus) su emergenza Covid-19 e l'utilizzo di vitamina d in particolare a popolazione over 65 e sull’ attivazione help line covid-19 per pazienti 24h su 24h

 

Per maggiori informazioni contattare Tiziana Nicoletti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Anno di realizzazione dal 2019, in corso

 

L’iniziativa è realizzata con il contributo non condizionato di UCB.

Tiziana Nicoletti, calabrese di nascita, classe ’71. Laurea in Giurisprudenza, master in Diritto del lavoro. Mi sono occupata dei diritti di minori stranieri non accompagnati. Il mio punto di forza è la famiglia. Per Cittadinanzattiva mi occupo di consulenza in ambito sanitario per il PiT Unico.

Condividi