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Le ondate di calore stanno mettendo in crisi il sistema scolastico italiano, con aule che superano i 30 gradi e condizioni sempre più difficili per studenti, docenti e personale. Il problema non riguarda solo gli edifici più datati: anche molte scuole di recente costruzione, progettate con criteri ormai superati, soffrono per ampie vetrate, scarsa ventilazione e assenza di ombreggiamento, trasformandosi in vere e proprie serre. Genitori e sindacati denunciano rischi per la salute e per la qualità dell’apprendimento, mentre il dibattito sull’eventuale anticipo delle attività scolastiche a fine agosto riaccende le polemiche.

Secondo l’UNICEF, nel 2024 oltre 242 milioni di studenti nel mondo hanno subito interruzioni delle lezioni a causa di eventi climatici estremi, soprattutto per il caldo. Gli esperti chiedono di ripensare le scuole in chiave climatica, puntando su alberature, tetti verdi, schermature solari, ventilazione naturale e sistemi di raffrescamento passivo, perché il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura, ma una realtà che entra ogni giorno nelle aule.

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Fabio Cruccu

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