Cittadinanzattiva su tariffe: il Governo aiuti le famiglie smettendo di fare cassa attraverso le bollette e favorisca reale concorrenza. Su bolletta annuale di 426 Euro 99 vanno allo Stato

Cittadinanzattiva accoglie con soddisfazione i primi effetti positivi della concorrenza nel settore elettrico e dell'importante lavoro dell’Autorità per l'energia elettrica e il gas sul piano della determinazione delle componenti tariffarie, che hanno portato ad un continuo e sensibile calo delle bollette elettriche degli italiani (-3,1%). Preoccupazione invece per gli aumenti del gas (+3,6%), che soffrono ancora di un mercato fortemente caratterizzato dall’azione di un operatore dominante, investimenti infrastrutturali ancora al palo, una concorrenza ancora tutta da realizzare lungo tutto la filiera.

Non trascurabile infine la questione degli oneri generali di sistema (+4,8%) una vera e propria tassa presente in bolletta con la quale lo Stato finanzia capitoli di spesa a nostro avviso da ricondurre alla fiscalità generale in quanto proporzionale ai redditi anziché ai consumi (incentivi alle fonti rinnovabili, la dismissione delle vecchie centrali nucleari in verità mai realizzata, il finanziamento dei bonus elettricità e gas, ecc.).

Fatti i conti, sono circa 99 gli Euro (oneri generali di sistema e imposte) che gravano sulla bolletta media di una famiglia italiana, quantificata dalla stessa Autorità in 426 Euro.

Chiediamo pertanto al Governo di accelerare il processo di riforma del mercato del gas creando le condizioni per una reale concorrenza, sviluppando un sistema che non vanifichi gli sforzi altrimenti inutili di istituzione della borsa del gas.

Chiediamo con forza inoltre di rivedere la composizione degli oneri generali di sistema trasferendo le componenti che concorrono al perseguimento degli interessi generali del paese alla fiscalità generale o almeno eliminando "la tassa sulla tassa" vale a dire l’IVA su tali componenti.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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