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L’Italia continua a faticare nel gestire la migrazione come una vera opportunità socio-economica a causa delle profonde falle del Decreto Flussi, e dell'inefficienza e anacronismo dei "click day". A fronte di un mercato del lavoro che necessita disperatamente di manodopera, questo farraginoso sistema finisce per lasciare inutilizzate decine di migliaia di quote, danneggiando le imprese e marginalizzando le persone. Questo paradosso italiano stona rispetto a modelli europei come Germania, Francia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, che adottano strategie molto più flessibili e pragmatiche per superare le rigide barriere numeriche, promuovendo la migrazione circolare. Questi modelli dimostrano nei fatti che facilitare e regolarizzare gli ingressi non pesa affatto sul welfare, ma garantisce sviluppo economico, tutela i diritti e rafforza la coesione sociale.

È quindi urgente un cambio di prospettiva strutturale che abbandoni la continua logica dell'emergenza, riconoscendo finalmente i cittadini migranti come una risorsa vitale e indispensabile per il futuro del nostro Paese. Leggi l’analisi su www.meltingpot.org

Valentina Ceccarelli

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