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L'accordo tra Italia e Albania per la gestione dei flussi migratori non è una questione di costi o di efficienza, ma il sintomo di una precisa scelta politica volta a esternalizzare la detenzione amministrativa a scapito dei diritti umani. Attraverso lo sguardo dell'attivista Fioralba Duma del Movimento ISC-Italiani Senza Cittadinanza e dell'avvocato Arturo Salerni di Progetto Diritti, il dibattito sui CPR in Albania si sposta dai costi economici alla loro reale natura politica e sociale. La loro intervista doppia ci racconta il nuovo Patto europeo sulla migrazione, in vigore dal prossimo giugno, e la progressiva svalorizzazione dei diritti umani e del diritto alla difesa che rischia di trasformare la detenzione amministrativa in una zona d'ombra fuori dal controllo costituzionale.

Questo approfondimento è stato curato da Marco Biondi, uno dei nostri giovani attivisti della Rete delle “Sentinelle dei diritti umani”, nata nell'ambito del progetto SCUDI realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con CILD. Leggi l’intervista

Valentina Ceccarelli

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