Domanda 
Salve devo sottopormi ad un intervento di inserimento di bypass  coronarico e vorrei farmi un’idea di dove eseguirlo. Sono molto spaventato. Potete consigliarmi? Vi sono dei criteri che possono aiutarmi nella scelta della struttura più idonea?

Risposta
Capire dove operarsi, può non essere facile. Potremmo scegliere di eseguire l’intervento in base all’equipe chirurgica o al centro di riferimento presso la struttura alla quale ci siamo rivolti per avere la diagnosi, o che ci segue da tempo. Potremmo anche pensare di scegliere in base a criteri specifici quali: comfort della struttura, orari di visita ampi dei familiari, vicinanza da casa, servizi offerti. In altri casi, tuttavia, la scelta basata unicamente su questi criteri può non essere quella giusta e con ogni probabilità lo stesso medico ce ne darà comunicazione. Può essere utile ad esempio capire se, dato il tipo di intervento, la complessità del proprio quadro clinico, la presenza di patologie concomitanti, non sia più utile rivolgersi a strutture sanitarie che hanno reparti pronti a gestire l’emergenza, che abitualmente e con buoni esiti praticano metodiche innovative più adatte ai nostri bisogni o che utilizzano macchinari e innovazioni tecnologiche di qualità e di comprovata efficacia clinica, etc.

La scelta non è sempre facile, in quanto il nostro attuale Servizio sanitario non è ancora così “trasparente” da consentire al singolo cittadino di avere tutte le informazioni utili sul funzionamento e sulla qualità delle strutture sanitarie. Tutto questo fa sì che, il cittadino, spesso si rivolga ad amici e conoscenti che hanno dovuto effettuare prima di lui una scelta simile. Questo però potrebbe non essere il modo più giusto per scegliere.

In primo luogo, può essere utile consultare le Carte dei servizi (spesso pubblicate sui siti internet o reperibili presso le stesse strutture) che al loro interno contengono molte informazioni utili: la presentazione dell’azienda, l’organizzazione dei reparti, gli standard e gli impegni, le tipologie di prestazioni che sono in grado di erogare, i tempi di attesa per esami ed interventi ed anche le dotazioni strumentali e tecniche operatorie all’avanguardia di cui sono dotati. Verifica che la carta dei servizi sia aggiornata e che contenga tutte queste informazioni in modo chiaro ed esaustivo; può essere un primo indice di trasparenza e qualità della struttura!

Inoltre è sempre fondamentale parlare con un medico di fiducia, il quale certamente saprà aiutarci nella scelta.
Ecco alcune possibili domande da rivolgere al professionista:
- Per la patologia che mi è stata diagnosticata, per il mio specifico caso, qual è il tipo d’intervento più appropriato che potrei eseguire?
- Esistono alternative terapeutiche che possono indirizzarmi in una struttura piuttosto che in un’altra?
- Esistono tecniche chirurgiche innovative, la cui efficacia sia comunque scientificamente dimostrata, che, data la mia situazione, possono orientarmi a scegliere una struttura piuttosto che un’altra? (es: uso di tecniche endoscopiche o intervento tradizionale, ricorso a tecnologie che consentano una più rapida convalescenza, etc.)
- L’intervento può essere eseguito con diverse tipologie strumentali? Saprebbe indicarmi la struttura che utilizza con successo macchinari e tecnologie utili per la mia condizione e le mie necessità?
- Per l’intervento che devo eseguire, è necessario scegliere una struttura che abbia a disposizione un reparto che tratta le emergenze (terapia intensiva, rianimazione)?
- Tra le strutture idonee a trattare il mio caso, ne conosce qualcuna che garantisca i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e che renda pubblici i tempi entro i quali è in grado di erogare alcune prestazioni, anche successive all’intervento?
- È al corrente di strutture che adottano procedure e attenzioni particolari (es. cibo, presenza di un luogo di preghiera, trasfusioni, servizi di mediazione culturale, etc.) che siano compatibili con le mie esigenze personali?

 

Rubrica realizzata grazie a "Rafforziamo la tutela!", progetto realizzato grazie al contributo non condizionato di Johnson &Johnson Medical

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