Si è chiusa con la Relazione dell’energia elettrica e gas la “stagione”delle presentazioni annuali delle Autorità di regolamentazione e vigilanza, per alcune importati Autorità è tempo anche di rinnovo delle più alte cariche (Antitrust, Consob, AEEG). Pare opportuno cogliere l’occasione per riflettere sul rapporto tra queste importati istituzioni e le Associazioni di Consumatori. La progressiva affermazione del ruolo delle Autorità indipendenti infatti è un dato che va di pari passo con il progressivo tentativo delle associazioni di consumatori di realizzare un impegnativo processo di “governance allargata” dei processi di liberalizzazione

 

 

Con l’AEEG prima, e più di recente nel corso degli anni con l’AGCOM si è costruito e formalizzato un sistema di interazione che inizia ad avere un suo peso specifico. anche in termini di monitoraggio sulla qualità dei servizi erogati nei settore ad esempio dell’energia elettrica e del gas o delle telecomunicazioni.

 

E’ possibile però fare altri passi avanti? Ad esempio nella direzione di una possibile valutazione civica applicata anche ai processi di regolamentazione e vigilanza ?

 

Il sistema di valutazione adottato dal Legislatore italiano per la valutazione delle Autorità è rimandato di fatto alla Relazione Annuale, momento istituzionale nel quale le Autorità “rendono conto” del loro operato . Il tipo di valutazione per così dire sostanziale, è di fatto quello di natura giudiziaria (ricordo a TAR e Consiglio di Stato) strumento imprescindibile per la verifica del rispetto del criterio di correttezza dell’esercizio della discrezionalità amministrativa, ma non sufficiente per la valutazione dell’operato delle Autorità.

 

La valutazione però dal nostro punto di vista potrebbe avere altri strumenti e altri indicatori come ad esempio;

 

  • la misurazione del livello di confronto con le rappresentanze degli utenti;
  • rilevanza e quantità degli interventi di regolamentazione che vedono rappresentato il punto di vista del cittadino accanto a quello delle imprese,
  • ripetitività delle fenomenologie sanzionate,
  • durata dei procedimenti e loro tempestività rispetto a segnalazioni,
  • capacità di produrre buone prassi nel confronto con Autorità di settore di altri Paesi Europei in termini di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder.

 

 

 

 

Tutti parametri che potrebbero essere ripresi anche in un’ottica di riforma del sistema di vigilanza e controllo dei mercati e che potrebbero far parte del pacchetto di proposte (contenute nella nostra Relazione annuale del Pit servizi ) in tema di Autorità accanto alle seguenti.

 

 

  1. Riordino delle competenze delle Autorità ripartendo dal ddl 1366,(la c.d. terza lenzuolata Bersani) in particolare in merito alla creazione delle Autorità nel settore dei trasporti, servizi idrici (estensione della competenze di AEEG) e postali (estensione delle competenze di Agcom)
  2. Prevedere la consultazione obbligatoria delle associazioni di consumatori attraverso parere obbligatorio del CNCU per la nomina dei Commissari e Presidenti delle Autorità di Regolamentazione e vigilanza
  3. Istituzione di enti rappresentativi degli interessi dei consumatori quali “presidi interni”(i consumers’watch del modello anglosassone) alle stesse autorità con competenze specifiche soprattutto in merito alla valutazione dei servizi secondo standards codificati di garanzie di tutele e partecipazione dei cittadini nei monitoraggi della qualità secondo quanto previsto dalla legge finanziaria 2008 art 2 comma 461
  4. Implementazioni di metodi di co- regolamentazione come ad esempio un sistema di controllo preventivo da parte delle Autorità e delle Associazioni di consumatori sui contratti di somministrazione (c.d. contratto di massa), che consenta di eliminare clausole vessatorie o comunque eccessivamente pericolose per il consumatore.

 

 

 

Liliana Ciccarelli
Area consumatori
Cittadinanzattiva

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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