energia elica 2015 02 19

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Fatturazione e aumento delle tariffe per le utenze elettriche e del gas, per acqua e rifiuti. Presentato il XIV Rapporto PIT Servizi diCittadinanzattiva, focus Energia e Ambiente

Le tariffe dell’energia elettrica e del gas sono il principale cruccio dei consumatori italiani nell’ambito dei servizi pubblici. Fatturazioni fuori controllo e aumento delle tariffe anche nell’ambito del servizio idrico e della gestione dei rifiuti. È ciò che emerge dal XIV rapporto PiT Servizi “Consumatori, servizi e utenze: l’era dello scont(r)o?”, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, sulla base di 9.583 segnalazioni riferite ai seguenti ambiti: energia e ambiente, telecomunicazioni e servizi postali, servizi bancari e servizi assicurativi, mobilità e trasporti, pubblica amministrazione e beni e contratti.

 

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Fonte: Cittadinanzattiva, XIV Rapporto PIT Servizi

"A distanza di 14 anni dal primo rapporto PiT e dopo 6 anni di crisi economica, i cittadini italiani vivono una difficilissima situazione, stretti nella morsa di pagamenti rateizzati, di utenze arretrate e di pratiche commerciali aggressive”, afferma Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. “La profondità e la straordinaria durata della crisi economica ha prodotto effetti che incideranno nella definizione dei servizi stessi, mettendo a rischio la tenuta sociale ed ampliando i divari territoriali e sociali. I consumatori stanno già, seppur timidamente, indirizzando il mercato verso nuovi modelli di consumo e nuove modalità di erogazione di servizi. Ora la sfida sarà quella di co-progettare, con i diversi attori del sistema, per far sì che questa crisi non lasci solo macerie e difficoltà”.
Il focus su Energia e Ambiente  riguarda 3 aree:  fornitura elettrica e del gas (25,6%), servizio idrico e servizio di gestione dei rifiuti (11%). Nella prima voce, Il 76% riguarda il servizio elettrico e il rimanente 24% il servizio gas.
Entrando nel merito delle segnalazioni, in entrambi i settori, la voce fatturazione (42,9%) occupa il primo posto. I cittadini lamentano l’invio massiccio di bollette di conguaglio, l’irregolarità della fatturazione e la poca trasparenza delle stesse.
Seguono le segnalazioni su mercato (17,3%, in riduzione del 2,4% per l’energia elettrica e del 3,8% nel caso del gas) e contratti (12,8%, -2,1% per energia elettrica e +1,4% per gas). Le problematiche percepite dai cittadini relative al bonus aumentano sensibilmente per la fornitura elettrica (+5,7%) e diminuiscono per il gas (-0,4%). Tuttavia si riduce il numero di cittadini che lamenta il costo dell’energia elettrica (3,6 %), mentre aumentano del 3% quelli che ritengono smodatamente elevate le tariffe del gas.
Aumentano in entrambi i casi le lamentele sulla qualità commerciale, soprattutto si coglie il malcontento circa la gestione dei reclami da parte delle imprese. I problemi inerenti alla misura rimangono inalterate per l’elettrico e aumentano del’1,5% per il gas.
Dall’analisi redatta dal PIT emerge dunque una situazione preoccupante, che richiede un repentino intervento da parte delle istituzioni. Bisogna adoperarsi soprattutto sulle principali criticità riscontrate dagli utenti, ovvero fatturazione dei consumi, conguagli emorosità: ciò si potrà fare solo  incrementandolo scambio di informazioni tra distributore e venditore. È, inoltre, necessario rafforzare le misure cautelative quali i bonus sociali per i clienti più vulnerabili e attuare maggiori sforzi in termini di trasparenza delle offerte commerciali.
Anche per il servizio idrico, l’aspetto più problematico per i cittadini è quello della fatturazione (71% delle segnalazioni), con un aumento del 25% rispetto al 2012, unica voce in aumento, insieme a quella relativa al servizio clienti; tutte le altre hanno subito una riduzione rispetto al 2012. Le proposte di Cittadinanzattiva per migliorare il servizio puntano innanzitutto sulla tutela e sulla partecipazione attiva del consumatore: in primo piano il problema della trasparenza dei consumi e gli aumenti delle tariffe, che potrà essere arginato solo migliorando e adeguando i vecchi sistemi di misurazione, sostituendoli con altri più equi ed efficienti.
Anche nel caso dei rifiuti, i cittadini annoverano la fatturazione come l’aspetto più problematico, con un aumento del 20% rispetto al 2012. In crescita anche le segnalazioni sull’aumento delle tariffe per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, derivati anzitutto dall’adozione della Tares. Diminuiscono, invece, le segnalazioni su raccolta differenziata, raccolta irregolare, condizione dei cassonetti e isole ecologiche.  Nell’ambito della questione rifiuti, Cittadinanzattiva chiede un maggiore impegno nella strategia «Rifiuti Zero 2020», nonché l’introduzione di sistemi di tariffazione sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili, andando a premiare i cittadini realmente virtuosi.
Più costi, meno qualità: la fotografia del servizi che emerge dal XIV Rapporto PIT Servizi
Un elemento ricorrente nei diversi settori, e che accomuna le lamentele dei cittadini, riguarda la crisi economica che ha inciso profondamente sugli stili di vita delle famiglie italiane e anche sulla modalità con cui i cittadini-consumatori accedono ai servizi e usufruiscono degli stessi. La spending review in servizi quali il trasporto locale o le scuole e i tagli messi in atto dalle aziende nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia pesano significativamente sui servizi finali offerti ai cittadini. Le famiglie, dunque, si trovano a dover fare i conti con servizi sempre più cari che peggiorano da un punto di vista della qualità. Al contempo la concorrenza è ancora ostacolata dalla presenza di pratiche commerciali aggressive e/o scorrette che si sostanziano, nei casi più estremi, nell’attivazione di contratti non richiesti. Infine, si evidenzia per alcuni settori (in particolare energia, banche e assicurazioni) la grande difficoltà di accesso ai servizi a causa dei costi degli stessi e della crisi economica che ha inciso sul bilancio delle famiglie. Molti consumatori segnalano di rinunciare al riscaldamento e all’automobile poiché non riescono a sostenerne i relativi costi.
Dal punto di vista dei diritti dei consumatori utenti, il diritto più violato in tutti i servizi resta quello alla qualità (27,4%), seguito da quello alla trasparenza (17%) e all’informazione (14,2%). Aumenta la violazione del diritto al servizio (11%, +4,4%) e di quello alla sostenibilità economica (8,2%, +3,1%). In sostanza, sempre più spesso i cittadini denunciano di non aver potuto usufruire di servizi di pubblica utilità per la carenza o la totale assenza degli stessi soprattutto nell’ambito del trasporto locale su gomma e su rotaia e nell’ambito dei servizi postali; inoltre,  i cittadini lamentano di non riuscire a   sostenere i costi di energia (luce e gas), dei tributi locali, delle assicurazioni, delle banche e dei servizi finanziari.

Ufficio Stampa
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