Servono i fondi necessari e un Patto fra Stato e Regioni
“La situazione della Puglia non è isolata. Il nostro Servizio sanitario ha bisogno di risorse, affinché possano essere erogati ai cittadini i servizi e le cure necessarie: va letto positivamente l’investimento sul personale, sui servizi ma anche sulla spesa farmaceutica. L’ingresso di farmaci innovativi, infatti, deve essere equo e garantito in tutte le Regioni e vanno considerate con favore, poiché garantiscono prossimità di cura, misure come il passaggio di alcuni farmaci per le patologie croniche dalla distribuzione diretta alle farmacie territoriali, laddove questo non comporta un aggravio ma solo uno spostamento di spesa. Allo stesso tempo ci sarebbe bisogno, nella nostra Regione come altrove, di un monitoraggio attento degli investimenti in sanità in funzione degli esiti di salute e della qualità di vita, e di servizi e politiche dedicati a contrastare la mobilità sanitaria per evitare ad esempio che i pugliesi vadano a curarsi altrove, disperdendo le risorse che invece servirebbero alla sanità regionale”, dichiara Matteo Valentino, Segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia, in merito alla situazione di disavanzo sanitario annunciata dal presidente della Regione Puglia, Decaro, con conseguenti aumenti Irpef per i cittadini. Matteo Valentino aggiunge: “Certo, questo provvedimento mette in difficoltà i cittadini e per questo seguiamo con attenzione le azioni che saranno messe in atto, per scongiurare il rischio che siano penalizzate le fasce più deboli della popolazione, soprattutto gli anziani. Perché, se è vero che l’aumento dell’Irpef non colpirà i redditi più bassi, come dichiarato dal governatore Decaro, è altrettanto vero che i cittadini pugliesi non possono correre il rischio di un depauperamento dei servizi sanitari né di vedere applicato il meccanismo dei tagli lineari”.
“Quanto si sta prospettando in Puglia, così come avvenuto anche in Abruzzo e Molise, è la cartina di tornasole di una gestione della sanità che merita di essere ripensata, non certo alla luce di una maggiore “autonomia differenziata” – che a nostro avviso si sostiene sull’idea ingannevole e negata dai fatti che in sanità l’autonomia produca una competizione virtuosa –, ma di un Patto per l’equità fra Stato e Regioni, scevro da ogni prospettiva di parte, per superare le disuguaglianze, per programmare insieme le azioni necessarie a governare questa fase, per stimare le risorse adeguate e valutare gli esiti di salute per i cittadini e per la collettività”, afferma Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.





