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Si chiude il Festival della Partecipazione: una bussola che orienta Il bilancio della seconda edizione della manifestazione dedicata ad attivismo e impegno civico.
4 giorni, 12 location, 70 eventi, oltre 120 giovanissimi volontari, 200 pasti al giorno serviti nell'osteria all'ombra del parco del Castello, più di 300 ospiti tra singoli e associazioni, migliaia di partecipanti, quasi 4mila fan solo al concerto di Elio e Le Storie Tese, centinaia di migliaia di persone raggiunte virtualmente tra dirette live e condivisioni, una comunità più che raddoppiata numericamente sui social network, una presenza fissa e quotidiana nei trend principali di Twitter. Con questi numeri si chiude all'Aquila la seconda edizione del Festival della Partecipazione, la manifestazione organizzata, assieme al Comune abruzzese, dall'alleanza "Italia, Sveglia!", un patto per il cambiamento attraverso il coinvolgimento attivo delle persone promosso dalle organizzazioni ActionAid, Cittadinanzattiva e Slow Food Italia.

Per Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva, "il Festival è stato anche quest'anno un grande laboratorio di idee, un momento attraverso cui offriamo a tutti i cittadini la possibilità di riflettere sul proprio ruolo in un sistema complesso qual è l'attuale, di mettere in rete attività, verificare come attraverso la partecipazione si possa incidere sulla realtà modificandola positivamente nell'interesse collettivo. Speriamo che nei prossimi anni l'Aquila diventi sempre più luogo di resilienza civile, di partecipazione, di ricostruzione di una democrazia in cui i cittadini possono e devono contare certamente di più".

L'appuntamento, auspicano le tre organizzazioni, è per l'estate 2018 per la terza edizione del Festival della Partecipazione.

Leggi il comunicato stampa sul sito del festival e guarda le foto di Alessandro Serranò di alcuni dei nostri eventi e i video dalla pagina Facebook del Festival.

 

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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