giustizia bilancia 2015 02 26

Sulla scia del lavoro degli Stati generali sull’esecuzione della pena istituiti dal ministro Orlando – che e conclusisi a maggio del 2016, il 22 dicembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario presentata dal Ministro della Giustizia. Ora manca solo il parere delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato che hanno a disposizione quarantacinque giorni per esprimere un parere sulla conformità dei decreti alla legge delega: solo così l’ordinamento penitenziario del 1975 sarà finalmente aggiornato, una grande operazione di “restyling”, anche culturale, volta a superare un sistema che identifica la sanzione penale con la reclusione.

In sintesi, la riforma prevede il rafforzamento delle misure alternative al carcere eliminando automatismi e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari, incentivare la giustizia riparativa, favorire l’inclusione sociale dei detenuti ed assicurare effettività alla funzione rieducativa della pena. Tutto questo mentre all’interno degli istituti di pena italiani il sovraffollamento continua a rappresentare un grave problema, con 58.115 detenuti presenti, rispetto ai 50.511 previsti dalla capienza regolamentare. Approfondisci

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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