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L’impegno per la tutela dei diritti delle persone con diabete è parte strutturale delle politiche di Cittadinanzattiva. La consapevolezza della distanza del Ssn da una adeguata capacità di presa in cura integrata della persona con diabete su tutto il territorio nazionale, in grado di garantire omogeneamente attenzione per le politiche di prevenzione e accesso appropriato a ciò che l’innovazione scientifica e tecnologica mette a disposizione, ci hanno spinti ad aggiornare nel 2021 le informazioni e i dati raccolti sulla condizione delle persone con diabete con la Seconda Indagine Civica sul Diabete.

Il filo rosso della Seconda Indagine Civica è stato, come già per la prima, l’esistenza di differenze significative tra le Regioni, nei modelli organizzativi, negli indirizzi che regolano l’accesso a farmaci e dispositivi e, in particolare, alla innovazione, nelle pratiche prescrittive, nelle politiche di prevenzione. Differenze che sono all’origine di disparità e disuguaglianze nell’accesso alle cure, e ci restituiscono l’immagine di un’Italia divisa in due, tra Nord e Sud del Paese.

L’Indagine è stata anche una occasione per verificare l’applicazione ancora solo parziale del Piano nazionale sulla malattia diabetica, la cui approvazione risale ormai al 2012. Le Regioni si sono impegnate ad attuarlo, anche se con le modalità organizzative che ritengono più adeguate, esercitando l’autonomia decisionale riconosciuta loro. Alcune di esse hanno fatto decisamente bene, e i dati lo documentano, altre continuano a far male. È un documento che conserva la sua validità strategico-programmatoria, ma che andrebbe riconfermato e aggiornato al contesto attuale, con un occhio particolarmente attento a concretezza e a pragmaticità delle diverse politiche.

Da questo bagaglio di analisi, riflessioni, valutazioni, siano ripartiti con il progetto di quest’anno, dapprima attraverso due tornate successive di focus group, quindi con il confronto sviluppato da un think tank che ha potuto contare, ancora una volta, così come già per la realizzazione della Seconda Indagine, sul contributo delle principali Organizzazioni di tutela delle persone con diabete, delle Società scientifiche di riferimento e delle rappresentanze della componente professionale: AGD, AMD, AME, ANIAD, CARD, Diabete Italia, FAND, FDG, FIMMG, FIMP, FNOPI, OSDI, SID, SIEDP, SIMDO, SIMG, SIP.

Abbiamo puntato ad un approfondimento ulteriore di quelle criticità, in modo da far emergere bisogni e priorità di azione. L’attenzione per il rafforzamento delle capacità di self management, soprattutto per quanto attiene al controllo della evoluzione della malattia e di tutti gli elementi che possono concorrere alla prevenzione delle possibili complicanze, ha caratterizzato, ancora una volta, la nostra riflessione, con una attenzione particolare per il diabete di tipo 1 (DMT1).

Sulla base di quella riflessione è stato elaborato un documento, che individua cinque priorità ed una serie di raccomandazioni per i decisori ai diversi livelli.

 

Per maggiori informazioni: Stefano Inglese: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Anno di realizzazione: in corso 

 

 

Il progetto è stato realizzato con il contributo non condizionato di:

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Stefano Inglese

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