street

L'Italia è il Paese più motorizzato d'Europa con 38 milioni di auto, quasi una per ogni cittadino con più di 18 anni. A subirne le conseguenze siamo tutti noi, a causa dei livelli di inquinamento dell'aria e del tempo passato ogni giorno nel traffico. Ma va ancor peggio per i nostri bambini e giovani studenti, costretti ogni giorno ad andare a scuola in mezzo a strade supertrafficate ed inquinate. "Le scuole (e non solo) sono assediate da auto parcheggiate o in circolazione, in doppia fila, fin sopra ai marciapiedi, col motore acceso, e nessuno fiata". O forse no, qualcosa comincia a muoversi: sono diversi i gruppi di cittadini, le associazioni e a volte gli stessi dirigenti scolastici che denunciano questa situazione e chiedono, a gran voce, che siano trovate alternative per garantire un livello di vivibilità e di qualità dell'aria nei pressi delle scuole e del percorso casa-scuola più appropriato per la salute dei più giovani.

"Per questo  è da poco partita la petizione per chiedere che le school streets siano norma nazionale, inserita nel Codice della Strada. Nel comitato promotore ci sono associazioni ambientaliste come la Fiab, Legambiente, Salvaiciclisti, ma anche associazioni di genitori (Bike to school Roma, Famiglie senz’auto), la Fondazione Michele Scarponi, e associazioni di pediatri come Acp e Pump (Pediatri per un mondo migliore), che da tempo  si sono schierate a favore delle aree pedonali davanti alle scuole", come scrive Il Fatto Quotidiano.

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Aurora Avenoso
Lucana, classe '73, master in comunicazione e relazioni pubbliche. Il meglio lo sto imparando con i miei figli, Greta e Giacomo. Per Cittadinanzattiva mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. "Non dubitare mai che un gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l'unica cosa che è sempre accaduta" (Margaret Mead)

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