decreto sicurezza no

Dal Nord al Sud dell’Italia è partita la protesta di Sindaci e Presidenti di Regione per contrastare le nuove norme contenute nel Decreto varato dal Ministro Salvini. Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria, Basilicata e Sardegna sono le regioni che ricorreranno alla Consulta; altre (come Calabria e Piemonte) al momento lo hanno solo annunciato: in particolare, nel mirino sono le norme che vietano l’iscrizione all’anagrafe dei Comuni dei richiedenti asilo, che comporta l’impossibilità di richiedere residenza e carta di identità e, sul fronte regionale, problemi nell’accesso ai servizi sanitari.

Si tratta di divieti e restrizioni che configurano elementi di incostituzionalità per la disparità di trattamento e che costituiscono la motivazione principale del ricorso alla Corte Costituzionale. Le posizioni sono però diverse: alcuni sindaci hanno annunciato una vera e propria disobbedienza civile, altri hanno assunto una posizione politica di contrasto ma non intendono agire alla Consulta. E c’è anche chi ha espresso il proprio consenso al decreto. Approfondisci

 

 

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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