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L’istituto della legittima difesa, previsto dal codice penale, è una causa di giustificazione del reato a fronte della necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Al momento sono ben tre le proposte di legge all’esame della Camera, tese a riformare l’articolo 52 del codice penale e dare un volto nuovo alla legittima difesa, sino a teorizzare un diritto di difesa definito da molti come una “licenza di uccidere”.

Il dibattito sulla riforma è acceso, perché tutti e tre i progetti di legge sono per lo più accomunati da due fattori comuni: l’eliminazione del requisito della proporzionalità tra offesa e difesa e la volontà di sottrarre alla giurisdizione la responsabilità di accertare in concreto se vi sia stata o meno legittima difesa. Leggi di più su www.redattoresociale.it

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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