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Letteralmente significa “accaparramento di terra” e definisce la pratica di aziende transnazionali di acquisire, legalmente o con la coercizione, vasti terreni coltivabili, principalmente nei paesi poveri e da comunità agricole arretrate. Un fenomeno economico potenzialmente devastante per molte popolazioni e per l’ambiente.

Secondo i dati di LandMatrix, un osservatorio indipendente che documenta le compravendite internazionali di terreni agricoli grandi almeno 200 ettari, dal 2000 ad oggi nel mondo ben 62 milioni di ettari sono stati acquisiti o trattati da investitori sovrannazionali, quattro volte la superficie del Portogallo.
Per capire cause e conseguenze di questo effetto collaterale della globalizzazione, leggi la nostra chiacchierata con Federica Corsi, Policy Advisor di Oxfam Italia, un’associazione umanitaria impegnata da oltre 30 anni per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali in tutto il mondo.

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