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In Italia il VRS manda in ospedale più di 26.000 persone over 60 in un anno. Per i neonati la prevenzione è partita, per gli adulti fragili manca ancora una strategia nazionale. Con la seconda edizione dell'Osservatorio civico chiediamo che il nuovo Piano di immunizzazione colmi questo vuoto.

Se hai più di 60 anni o vivi con una malattia cronica, oggi in Italia nessun percorso nazionale ti garantisce la prevenzione contro il Virus respiratorio sinciziale. In questa fascia di età il VRS causa circa 290.000 infezioni respiratorie acute l'anno, oltre 26.000 ricoveri e circa 1.800 decessi. Per i neonati, invece, l'immunizzazione si sta consolidando e i risultati si vedono.

Il 29 settembre a Roma abbiamo presentato la seconda edizione dell'Osservatorio Civico VRS 2026. Il Ministero della Salute deve presentare a breve alle Regioni la proposta del nuovo Piano nazionale di immunizzazione 2027-2031, e vogliamo che quel Piano includa anche gli adulti fragili e gli anziani.

L'Osservatorio mette in fila tre problemi. Manca una programmazione nazionale per gli adulti, nonostante le raccomandazioni delle società scientifiche e le scelte già fatte dai principali Paesi europei. Le Regioni procedono in ordine sparso, e il tuo diritto alla prevenzione finisce per dipendere da dove abiti. I fondi destinati alla prevenzione arrivano in ritardo e senza vincoli chiari su come usarli.

"Senza una strategia nazionale chiara, si rischia di creare una prevenzione a geometria variabile e certamente non equa", dichiara Valeria Fava, responsabile Coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva. "Con l'imminente varo del nuovo Piano è urgente che le Istituzioni garantiscano risposte concrete, definendo un quadro unico per il VRS nei LEA e assicurando finanziamenti adeguati e tempestivi."

Le nostre proposte riguardano cinque aree. Chiediamo di inserire la prevenzione anti-VRS per tutte le fasce di popolazione nel nuovo Piano e nel Calendario vaccinale, e di portarla nei Livelli essenziali di assistenza con accordi quadro che rendano omogenei i modelli regionali. Proponiamo di aumentare e vincolare la quota del Fondo sanitario nazionale destinata alla prevenzione. Serve poi una comunicazione istituzionale sulla prevenzione respiratoria negli adulti, insieme alla formazione dei medici di famiglia e dei professionisti di prossimità. Infine, le istituzioni devono recepire in tempi rapidi le nuove evidenze scientifiche e trasformarle in politiche accessibili a tutti.

Per maggiori informazioni visita la pagina progetto

Alessandro Cossu

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