La consultazione referendaria del 22 e 23 marzo si è conclusa con la vittoria del No, che ha raccolto circa il 54% dei consensi contro il 46% dei Sì, secondo i dati definitivi diffusi dal Ministero dell'Interno. Nonostante si trattasse di un referendum costituzionale confermativo ex art. 138, per il quale non è previsto un quorum di validità, l'affluenza è stata particolarmente significativa attestandosi al 58,9%. Il responso delle urne blocca dunque l'iter della riforma costituzionale approvata dal Parlamento nell'ottobre 2025, che puntava a una trasformazione profonda dell'ordinamento giudiziario.
Con questo voto restano invariati i pilastri attuali della magistratura, respingendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l'istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e la creazione di un'Alta Corte per i giudizi disciplinari. Anche Cittadinanzattiva esprime soddisfazione per il risultato e festeggia la vittoria del NO e la grande affluenza al voto anche dei giovani. Si lavori ora per garantire il voto fuori sede.





