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Nel primo mese del 2026 si registrano già cinque suicidi nelle carceri italiane in sole settantadue ore, un dato che riporta al centro il dramma delle condizioni di detenzione. I casi, avvenuti tra Padova e Firenze, evidenziano un sistema penitenziario sempre più improntato al contenimento piuttosto che alla rieducazione, in netto contrasto con l’articolo 27 della Costituzione.

Sovraffollamento, carenza di misure alternative e interruzione di percorsi di reinserimento contribuiscono ad aggravare il disagio delle persone ristrette: emblematico il caso di un uomo di 74 anni morto suicida dopo l’annuncio di un trasferimento - per scelte puramente logistiche - che avrebbe spezzato il lavoro e i legami umani costruiti negli anni all’interno dell’istituto. Secondo garanti e associazioni, il carcere rischia così di trasformarsi in una “discarica sociale”, con conseguenze drammatiche per le persone detenute. Un fallimento per l’intera società. Approfondisci su www.ristretti.org

Valentina Ceccarelli

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