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La frana di Niscemi è stata determinata dalle peculiari caratteristiche del territorio e dalle piogge intense favorite dai cambiamenti climatici. È altrettanto vero però, che l’impatto subito dal centro abitato è dovuto ad uno sviluppo urbanistico che ha ignorato le fragilità del territorio.

Dalla piattaforma IDROGEO di ISPRA è possibile vedere quali zone del nostro territorio sono classificate aree a rischio frane e alluvioni. Sulla base di queste mappature e di ulteriori informazioni raccolte localmente, il Piano di Protezione Civile, coordinato con gli altri strumenti di pianificazione comunale, consentirebbe di ridurre l’esposizione della popolazione al rischio.

Una conoscenza approfondita del territorio costituisce di fatto la prima è più efficace forma di prevenzione e favorisce una maggiore capacità di risposta agli eventi emergenziali.

Come sostiene l’Ing. Luigi D’Angelo, Responsabile Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri “..bisogna prendere atto che c’è una parte di questo territorio che non deve essere abitata”.

Raniero Maggini

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