Decesso Cosenza per trasfusione contaminata: una situazione al limite dell’incredibile. Necessari interventi decisi. Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato si costituirà parte civile

“Il quadro che emerge dai risultati delle indagini è vergognoso.  E’ impensabile che nel nostro Paese possano esserci situazioni come quelle delineate, vale a dire somministrazioni di medicinali guasti, omesse denunce di reato, distribuzione di sostanze adulterate. Alla luce di tutto ciò, quali certezze possono avere i cittadini calabresi,  e non solo quelli che afferiscono alla Azienda Sanitaria di Cosenza? Se tutto questo è stato permesso in un solo ospedale, ci sorgono dubbi che situazioni analoghe possano verificarsi in altre strutture”. Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva in merito al caso di morte a seguito di trasfusione di Cesare Ruffolo avvenuta nel luglio del 2013. “Il dubbio sorge infatti spontaneo se, nonostante i 65 rilievi fatti dalla struttura di controllo della Regione Calabria presso il servizio trasfusionale di questa stessa ASL, nessuno si sia sentito in dovere di porvi rimedio, come indicato anche dalla stessa Regione. Oltre ad una eventuale responsabilità diretta del Dirigente della struttura ospedaliera, cosa ha fatto in tutto questo tempo la Regione per rimuovere le criticità individuate, ritrovate esattamente uguali ad agosto del 2013 da parte del Ministero,  e che probabilmente sono anche alla base di questo decesso?”

“E’ indispensabile”, ha concluso Aceti, “lavorare seriamente sul controllo degli standard di accreditamento delle strutture sanitarie, rivedere i criteri con cui si individuano i Direttori Generali, così come si è iniziato a fare in Regioni come la Sicilia e il Lazio, e dall’altra parte assegnare al Ministero della Salute dei veri poteri concreti di controllo e intervento nei casi di immobilismo delle strutture regionali e locali per garantire dei  diritti fondamentali per i cittadini come la sicurezza e la qualità”. “Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato saraà al fianco dei cittadini calabresi in qualità di parte civile nel processo che si celebrerà”

 

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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