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La prima sezione penale della Corte di Cassazione ieri ha annullato per la seconda volta l’assoluzione dei medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma in relazione al decesso di Stefano Cucchi avvenuto il 22 ottobre del 2009.

Parti civili del processo erano il Comune di Roma, rappresentato dall’avv. Enrico Maggiore, e Cittadinanzattiva, con l’avv. Stefano Maccioni, difensore anche della mamma di Stefano Cucchi nel nuovo processo nei confronti dei carabinieri che procedettero all’arresto di quest’ultimo.

L’apporto di Cittadinanzattiva è stato determinante per ottenere un risultato del genere.

“Vedersi riconoscere dalla Corte di Cassazione, nell’ambito dello stesso procedimento, l’annullamento di due sentenze emesse da una Corte di Assise di Appello gratifica enormemente un lavoro che portiamo avanti oramai da sette anni”, ha dichiarato Maccioni. “Il processo di ieri si incentrava nell’ambito della responsabilità medica settore in cui Cittadinanzattiva può vantare un know-how unico nel suo genere. Come ho detto ieri in aula il caso Cucchi è la dimostrazione che il nostro sistema giudiziario ha in sé gli strumenti per rimediare ai propri errori“.

"La nostra presenza in questo processo è legata anche all'impegno della nostra organizzazione perché sia introdotto uno specifico reato di tortura nell'ordinamento italiano”, ha dichiarato Laura Liberto, responsabile di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. “Continueremo quindi la nostra battaglia per la verità a fianco dei familiari, per far si che quanto accaduto non si verifichi più in futuro, perché in Italia, proprio a questo scopo, venga finalmente approvata la legge sulla tortura."

Ufficio Stampa

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