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Cittadini pronti ad adottare scelte più sostenibili, ma frenano gli ostacoli economici e la mancanza di trasparenza.

Sebbene i cittadini abbiano una grande consapevolezza della emergenza ambientale e siano disposti a modificare i propri comportamenti per arginarla, sono ancora troppe le barriere, principalmente economiche e informative, che li ostacolano nell'adozione di uno stile di vita orientato all'economia circolare.

Più di 3 cittadini su 4 (78,1%) affermano, infatti, che il comportamento umano sia in misura prevalente o totale responsabile del cambiamento climatico e dei problemi ambientali. Il tema della sostenibilità è sentito nel quotidiano in particolare in riferimento a tre ambiti: spreco alimentare e alimentazione sostenibile (51,2%), cambiamento climatico (48,1%), ciclo dei rifiuti (39,6%).

Tuttavia, ad ostacolare un processo di cambiamento strutturale nei comportamenti individuali, sono innanzitutto fattori economici, come il costo troppo elevato dei prodotti green (lo dichiara il 58,7%) e i costi eccessivi della riparazione rispetto all'acquisto di un nuovo prodotto (48,3%). Inoltre, si avverte una spinta all’“usa e getta” nel post-vendita: due su tre degli intervistati dichiarano di aver ricevuto il consiglio di sostituire un prodotto invece di ripararlo dopo la scadenza della garanzia di conformità (2 anni). C’è, poi, un vuoto di conoscenza sui diritti: solo il 26,9% dichiara di conoscere abbastanza o molto il "diritto alla riparazione", e il 64,1% non saprebbe a chi rivolgersi per segnalare il problema di un prodotto pubblicizzato con “greenwashing ingannevole”. Infine, è forte la domanda di regole obbligatorie: l'81,4% degli intervistati chiede a gran voce che i requisiti di durabilità e riparabilità diventino obbligatori per legge, specialmente per i grandi elettrodomestici. I dati, tra l’altro, dimostrano una netta insoddisfazione verso l'azione delle istituzioni italiane, giudicata "insufficiente" dal 64,4% negli ultimi 10 anni, per via della scarsa centralità data dalla politica a questi temi, della debolezza nei controlli e nelle tutele, della mancanza di condizioni materiali e agevolazioni, e infine della distanza tra diritti formali e diritti reali.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla “Consultazione civica in tema di economia circolare e consumi sostenibili” che Cittadinanzattiva pubblica oggi, in occasione della Giornata della Terra. L’indagine rientra nella campagna "Vita da Generazione SpreK.O" e ha coinvolto 1.813 cittadini italiani, indagando: la percezione dell'emergenza ambientale, gli ostacoli pratici ed economici che i consumatori incontrano nella quotidianità, la conoscenza dei nuovi diritti europei (come il diritto alla riparazione e le tutele contro il greenwashing), e la gestione specifica delle filiere critiche come il tessile e i Rifiuti Elettronici (RAEE). 

 

I dati della nostra consultazione sono chiari: i cittadini italiani non solo sentono l'emergenza ambientale, ma sono pronti ad adottare scelte più sostenibili”, dichiara Tiziana Toto, Responsabile nazionale Politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. “Tuttavia, il 'diritto alla riparazione' e l'economia circolare restano bloccati da ostacoli economici e da una mancanza cronica di trasparenza. Le istituzioni e il mercato devono agire immediatamente, non solo con campagne di sensibilizzazione, ma soprattutto con incentivi concreti alla riparazione, regole obbligatorie sulla durabilità e un giro di vite contro il fenomeno del greenwashing. Solo così potremo trasformare l'intenzione dei cittadini in azione reale e superare la logica dell'usa e getta che ancora domina il post-vendita."

Le criticità del Tessile: capi "usa e getta" e ostacoli al conferimento

Il 62,3% dei cittadini considera i capi di abbigliamento in commercio "poco" (54,4%) o "per niente" (7,9%) duraturi. Di conseguenza è forte la richiesta di trasparenza, con l'83,2% che ritiene utile o molto utile avere informazioni chiare su qualità, durata e possibilità di riuso dei prodotti tessili. Il problema si aggrava al termine del ciclo di vita del prodotto: infatti il 44,4% dei cittadini ammette di non sapere come conferire correttamente i rifiuti tessili, accessori e calzature (una lacuna che tocca addirittura il 56% tra i giovani under 30). Anche dove si conoscono le regole, i servizi territoriali sono spesso un ostacolo: quasi il 30% del campione valuta "scarsa" la facilità di conferimento nella propria zona, lamentando in particolare un numero insufficiente di punti di raccolta (33,7%), orari inadeguati (26,5%) e difficoltà logistiche per raggiungerli (26%).

Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE e RAEE): spinta alla sostituzione e vuoto sui diritti

La riparazione è ancora percepita come un percorso a ostacoli, ritenuta "poco" (52,3%) o "per niente" (11,8%) facile da oltre il 64% dei cittadini. Al contrario, il sistema incoraggia il continuo riacquisto: al 65,3% degli intervistati è stato consigliato di sostituire un prodotto anziché ripararlo una volta scaduta la garanzia di 2 anni. Per arginare questa dinamica, la grandissima maggioranza dei cittadini chiede l'obbligo normativo di requisiti di durabilità e riparabilità, in particolar modo per i grandi elettrodomestici (81,4%) e per i dispositivi come tablet, TV e smartphone (65%). Sul fronte della gestione dei rifiuti elettronici (RAEE), emerge un paradosso: sebbene il 71,5% conosca le regole generali di smaltimento, c'è un totale blackout informativo sui servizi agevolati garantiti dalla legge. Ben il 76% degli italiani ignora l'esistenza delle modalità di ritiro gratuito "uno contro uno" e "uno contro zero", con tassi di disinformazione che superano l'80% tra i giovani. Infine, un cittadino su quattro (24,5%) giudica "scarso" il sistema di punti di raccolta RAEE sul proprio territorio.

 

Le proposte su tre fronti

Sulla base delle richieste espresse dai cittadini intervistati, la Consultazione civica sintetizza un pacchetto di proposte concrete che agiscono su tre direttrici principali.

La prima riguarda gli interventi economici e servizi: il 52,8% dei cittadini ritiene che sarebbe particolarmente efficace introdurre incentivi economici per agevolare la riparazione dei prodotti,  a seguire, per il 50%, potenziare dei servizi di riparazione sul territorio e migliorare l'infrastruttura di raccolta per tessile e RAEE. 

A proposito, invece, di regole e tutele più stringenti, i cittadini chiedono di rendere obbligatori i requisiti di durabilità e riparabilità per i prodotti - in particolare grandi elettrodomestici e elettronica di consumo; di rafforzare la lotta contro il greenwashing attraverso controlli periodici più serrati e sanzioni più dissuasive per le aziende scorrette; di introdurre garanzie più forti sui prodotti. 

Terza direttrice, quella dell’informazione e della trasparenza: garantire che le informazioni sui prodotti siano più chiare, comparabili e verificabili al momento dell'acquisto (richiesta dal 40,4% dei cittadini), rafforzare l'educazione e la comunicazione sui nuovi diritti europei legati all'economia circolare.

Il documento è scaricabile in formato .pdf tramite l'apposito link

Online sono presenti tutte le informazioni e le attività di "Vita da Generazione SpreK.O"

"Vita da Generazione SpreK.O" è finanziato dal MIMIT , D.D. 12 maggio 2025.

Ufficio Stampa

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