Scuola

scuolevecchie

Le scuole italiane non godono di buona salute, sono ospitate in edifici troppo vecchi, non a norma antisismica e a rischio crolli. Molti sindaci rinviano l'apertura delle scuole e cercano nel frattempo soluzioni alternative, per distribuire le classi in edifici più sicuri. Si pensi al caso della città di Messina dove il sindaco ha pubblicamente dichiarato di dover chiudere circa 75 istituti perchè insicuri. Ma per intervenire c'è necessità di interventi rapidi e di fondi ad hoc.

Edilizia Scolastica

Il 70% dei 42.435 edifici scolastici è fuori legge e non è in regola con almeno uno di questi elementi: verifiche di vulnerabilità sismica, analisi di solai e controsoffitti, collaudo statico, certificato di prevenzione incendi, agibilità, piano di emergenza. E pensare che sono tutti parametri obbligatori per legge. La situazione è davvero critica e a complicare il tutto vi sono le continue proroghe, ad esempio la verifica di vulnerabilità sismica è stata resa obbligatoria nel 2003 e più volte prorogata fino al 2013, per poi slittare ulteriormente fino a dicembre 2018. Anche i dati che saranno presentati da Cittadinanzattiva nel XVI Rapporto sulla sicurezza degli edifici scolastici non sono per nulla rassicuranti. Solo una scuola su tre ha eseguito le verifiche di vulnerabilità sismica, con picchi negativi nelle regioni di calabria, Campania e Sicilia.

Sarà presentato a Roma, il prossimo 27 settembre, ore 9:30-13:30, presso la Sala Igea dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4, il XVI Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole

I dati di questo XVI Rapporto sono frutto dell’indagine realizzata da Cittadinanzattiva attraverso l’invio dell’istanza di accesso civico a 7.252 Comune, Province e Città Metropolitane tra febbraio e maggio 2018 per avere informazioni sullo stato degli edifici scolastici di loro competenza. Le informazioni fornite riguardano 6.556 edifici che rappresentano il 15,4% dell’intero universo delle scuole italiana (42.435).

vacciniscuola

Con il decreto Milleproroghe approvato la scorsa settimana attraverso la fiducia del Parlamento, l'obbligo vaccinale per l'iscrizione a scuola è definitivamente slittato a marzo. Ciò significa che alle famiglie basterà consegnare alla scuola una documentazione che attesti che ci si è attivati nei confronti della ASL per adempiere all'obbligo entro i termini previsti.

Ma quali sono effettivamente i documenti da presentare? Orizzonte Scuola ha stilato un vademecum:

  • In una prima fase i genitori possono consegnare copia del libretto vaccinale, che non avendo però valore legale, avrà bisogno di essere integrata in un secondo momento con il timbro della ASL.
  • Se la copia del libretto vaccinale è da subito timbrata dalla ASL di competenza, questa assume valore legale e viene accettata dalla scuola.

Oggi solo il 55 per cento delle madri italiane lavora, il 7 per cento è in cerca di lavoro mentre il 36 per cento è inattiva. Fra coloro che lavorano, il 40 per cento ha un contratto part-time e per quasi la metà dei casi non si è trattato di una scelta volontaria. Ad incidere sulla scelta, infatti, lo sconfortante rapporto reddito/retta dell'asilo, ossia - a dirlo in parole povere - le mamme guadagnano troppo poco - anche rispetto ai colleghi maschi e ai compagni - e gli asili nido, o le babysitter, costano troppo. Così alle donne conviene rinunciare al lavoro, o ridurre l'orario lavorativo, per accudire i figli e gravare meno sul bilancio familiare.

Per il 2018 è previsto un tetto di spesa detraibile pari a 786 euro per ogni alunno o studente, ossia una detrazione massima di circa 150 euro per ogni figlio iscritto. Dal 2019 il tetto passa a 800 euro. 

L'Agenzia delle entrate ha chiarito che la detrazione è prevista, per tutte le scuole (anche le private) per la spesa relativa a: la mensa e gli eventuali servizi integrativi di assistenza alla mensa; i servizi di pre e post scuola; le gite; l’assicurazione scolastica; i corsi di lingua, teatro, ecc. svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza, purché si tratti di corsi deliberati dall’istituto.

rapportosicurezzascuole

Torna l'appuntamento annuale con il Rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole, la cui sedicesima edizione sarà presentata da Cittadinanzattiva il prossimo 27 settembre a Roma.

Come ogni anno, il Rapporto fa il punto sullo stato dell'edilizia scolastica nel nostro Paese, attraverso il monitoraggio svolto da cittadini volontari all'interno degli istituti scolastici e attraverso un'indagine presso gli Enti locali proprietari delle scuole realizzata con lo strumento dell'accesso civico.

scuolacolabrodo

Tuttoscuola dedica un dossier dal titolo: "La scuola colabrodo" al tema della dispersione scolastica. Il dato rilevante che emerge dallo studio è che dal 1995 a oggi 3 milioni e mezzo di studenti hanno abbandonato la scuola statale su oltre 11 milioni di iscritti alle superiori. Almeno 130 mila adolescenti che iniziano le superiori non arrivano al diploma, dietro l'abbandono nella maggior parte dei casi vi è una bocciatura. In vent'anni si sono persi 3,5 milioni di studenti e 55 miliardi di euro. La Lombardia, la regione con il più alto tasso di abbandono. Il sistema più fragile è senza dubbio quello dei percorsi professionali, seguito dalle scuole tecniche e per finire dai licei che hanno una quota di dispersione del 19%. I licei classici hanno una tenuta maggiore con una tasso di abbandono pari al 17,7%, inferiore alla media.

Tempi più rapidi per l’assegnazione agli Enti locali delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole. Pagamenti diretti agli Enti beneficiari dei finanziamenti, senza passaggi intermedi. Concentrazione degli stanziamenti destinati all'edilizia sul Fondo per la programmazione triennale degli interventi, con un conseguente ulteriore snellimento delle fasi di assegnazione delle risorse. Aggiornamento in tempo reale e miglioramento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, con l’obiettivo a breve di pubblicazione in chiaro dei dati, per una maggiore trasparenza e velocità nell’individuazione degli interventi prioritari. Previsione di risorse per la progettazione a sostegno degli Enti locali.

aulascuola

Con la riapertura delle scuole ritornano a galla i problemi delle strutture. Dall'ultimo Rapporto di Cittadinanzattiva che sarà presentato a Roma il prossimo 27 settembre emerge che solo un quarto delle regioni ha aderito al provvedimento per l'indagine diagnostica di solai e controsoffitti, l'agibilità igienico sanitaria è presente solo nel 36% delle scuole e la prevenzione incendi è certificata solo nel 34% .

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