tribunale giudice

Pene fino a diciotto anni: è questa una delle tante previsioni contenute nel testo di modifica del codice penale presentato in Senato, per introdurre il reato di “Omicidio sul lavoro”. Secondo gli ultimi dati Inail, in media, queste tragedie si ripetono più di due volte ogni giorno ed esiste una grande difficoltà nell' arrivare a punire con il carcere il datore di lavoro che si renda responsabile di gravi inosservanze della normativa sulla sicurezza.

In tale ottica il ddl prefigura un inasprimento delle pene quando l’omicidio è commesso in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e se il datore di lavoro non adempie alla valutazione dei rischi e alla nomina del responsabile della sicurezza e prevenzione. In sostanza, chi, consapevolmente, provoca la morte di un lavoratore, deve assumersene in pieno la responsabilità, anche sotto il profilo penale. Approfondisci su www.cittadinireattivi.it

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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