Giustizia

giustizia lumaca
La Riforma della Giustizia, messa a punto dal Ministro Bonafede, mira a ridurre i tempi dei processi civili. I punti salienti: accrescere le potenzialità della negoziazione assistita per renderla uno strumento più forte ed efficace, attraverso la quale gli avvocati potranno acquisire prove prima che inizi il giudizio ma utilizzabili anche in tribunale e depotenziamento della mediazione. Negli ultimi anni la durata delle cause contenziose in tribunale è rimasta la stessa, circa 400 giorni e per portare a termine un procedimento con il rito ordinario in primo grado sono ancora necessari 660 giorni. Tanto che l’Italia continua a restare in cima alle classifiche europee sui processi-lumaca. Oltre a intervenire sulle procedure stragiudiziali, il “fronte civile” della riforma che Bonafede intende portare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni, rivisita anche tempi e rito per le cause di competenza del giudice unico, cancella il filtro in appello e spinge sulla digitalizzazione.

Cultura Accoglienza Progetto

Sono in fase di conclusione i laboratori di comunità che Cittadinanzattiva ha realizzato sul territorio nel corso del progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva”, promosso in collaborazione con AICS e FICTUS, con l’obiettivo di creare buone pratiche di accoglienza solidale e comunità inclusiva, promuovendo attività d’incontro, confronto e partecipazione tra giovani studenti e migranti.

desaparecidos 24 ergastoli per il piano condor

La prima Corte d’Assise d’Appello di Roma ha scritto una grande pagina di giustizia nel processo sul Plan Condor, il piano di cooperazione avviato ufficialmente nel 1974 in America Latina che si è concretizzato nella persecuzione, tortura e sparizione di migliaia di oppositori che, in fuga dai propri paesi di origine, avevano trovato rifugio nei paesi limitrofi.

riforma della giustizia entro settembre

Il Ministro della Giustizia Bonafede promette tempi celeri per la riforma della Giustizia con riguardo al processo civile e al processo penale. Una restyling che in realtà non riguarderà solo il Consiglio dei Ministri e i processi, ma tutta la magistratura, le dinamiche al suo interno per l'accesso e per gli avanzamenti di carriera.

Sovraffollamento carcerario torna lemergenza

Il numero dei detenuti continua a crescere: quasi 61 mila le persone ristrette negli istituti penitenziari; 10 mila le presenze in più rispetto alla capienza regolamentare. Di fronte a questa emergenza, il Ministero della Giustizia ha cominciato così ad acquisire i primi immobili da trasformare per contrastare il fenomeno in continua crescita, puntando sull’edilizia penitenziari, anche attraverso la riconversione di ex caserme dismesse. È dunque cominciata l'acquisizione di un primo gruppo di strutture, ma i tempi non si prospettano brevi: si tratta, infatti, di immobili abbandonati da anni, che devono essere completamente ripensati per rispondere alle caratteristiche e ai requisiti di sicurezza richiesti dagli edifici penitenziari. La progettazione va ancora avviata o è in fase preliminare, dopodiché andranno affidati gli appalti e realizzati i lavori.

Ergastolo ostativo per la CEDU la dignità umana prima di tutto

La Corte europea dei diritti dell'uomo per la prima volta nella storia italiana ha affrontato la questione del c.d. ergastolo ostativo riconoscendo la violazione dell'articolo 3 della Convenzione, che vieta trattamenti inumani e degradanti come la tortura. L’ergastolo ostativo, conosciuto come “fine pena mai", si applica a soggetti accusati di reati di particolare gravità, come quelli di mafia o terrorismo ed è destinato a coincidere, nella sua durata, con l'intera vita del condannato. In questi casi, in assenza di una collaborazione, all'ergastolano ostativo possono essere preclusi benefici o misure alternative: per tali motivi, la pena viene considerata da molti incostituzionale perché contrasta con il principio della rieducazione, sottraendo ogni possibile orizzonte di “ritorno alla vita” per il detenuto. La recente sentenza della CEDU, dunque, rappresenta una svolta importante perché il caso, che sta aprendo una profonda riflessione sul diritto penale e penitenziario, arriva dal ricorso di un detenuto rinchiuso in carcere ininterrottamente dal 1992. “Si tratta di una decisione importante, soprattutto perché deve far riflettere sulla pena e sulla sua finalità” - come ha dichiarato il Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Mauro Palma - “Anche nei casi in cui si utilizzano regimi forti la finalità non deve essere mai persa, così come deve essere sempre tenuta presente la possibilità che quelle persone nel tempo possano mutare”.

Sea Watch 3 libera Carola Rackete

Dopo una lunga attesa, è arrivato il verdetto del Gip di Agrigento: Carola Rackete, la comandante della Sea-Watch 3, torna libera dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari. Il Gip non ha convalidato l'arresto, ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una "scriminante" legata all'avere agito "all'adempimento di un dovere", quello di salvare vite umane in mare e che la scelta del porto di Lampedusa sia stata obbligatoria perché i porti della Libia e della Tunisia non possono essere considerati porti sicuri. La vicenda della Sea Watch 3 e del suo comandante apre profonde riflessioni sul tema del soccorso in mare e, oggi più che mai, serve conoscere per capire. L’obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso obbligo degli Stati e prevale su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare.

CA aderito appello scioglimento casapound

Cittadinanzattiva sostiene e aderisce all’iniziativa promossa da Anpi - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - per lo scioglimento di Casapound e di tutte le formazioni neofasciste, a cui hanno aderito tantissime Associazioni, sindacati e partiti. Di fronte ai recenti fatti di violenza avvenuti a Roma ai danni dei ragazzi del Cinema America ed alla inconsistente risposta del Governo, Cittadinanzattiva, da sempre impegnata contro discriminazioni, intolleranza politica, razzismo e sul terreno della diffusione della cultura della democrazia, della legalità costituzionale e della solidarietà, condivide la richiesta di un intervento necessario della Magistratura nei confronti di formazioni che si collocano al di fuori dal contesto democratico e si richiamano espressamente al fascismo. "E’ doveroso supportare e rilanciare questa iniziativa, nella convinzione che le pericolose derive antidemocratiche cui oggi assistiamo debbano trovare la reazione ferma e coesa della società civile e di tutte le organizzazioni che, come la nostra, si riconoscono nei valori della Costituzione dell'antifascismo": queste le parole di Laura Liberto, Coordinatrice nazionale della Rete Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva.

Sea Watch percorso

La comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, ha deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l’intenzione di far sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia, dopo aver vagato in mare per quasi due settimane. La situazione di “stremo” dei migranti a bordo è ormai insostenibile, ma la forzatura del blocco potrebbe costarle una multa da 10 mila a 50 mila euro e il sequestro dell’imbarcazione. L’ingresso le era stato vietato dal Viminale in base alle norme contenute nel cosiddetto “Decreto sicurezza bis”.

decreto sicurezza bis

Il cosiddetto Decreto sicurezza bis, approvato dal Consiglio dei Ministri l'11 giugno 2019, ha recentemente visto la luce, dopo una serie di limature che ne hanno attenuato la portata rispetto alla prima versione. Il nuovo testo interviene, in particolare, in materia di contrasto all’immigrazione illecita e, tra le novità di maggior rilievo, emerge l’attribuzione al Ministro dell’interno, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, del potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica.

Condividi

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.