Cittadinanzattiva: decisioni CDA su par condicio dannose per informazione, per casse della Rai e per diritti dei cittadini.

 

I dati degli ascolti di Rai Tre di ieri sera confermano che la scelta della RAI di eliminare i talk show rappresenta un grave danno economico per i cittadini, che sostengono la Rai attraverso il pagamento del canone. Ci opporremo a qualsiasi aumento del canone per il prossimo anno, per ripianare eventuali “buchi” creati da queste scelte editoriali dannose, anche per vie legali.

“I cittadini”, ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, “non riconoscono le tribune elettorali come uno strumento informativo al pari dei talk show, come evidenziano i circa 13 punti percentuali in meno di ascolti di RaiTre di ieri sera, rispetto ai dati precedenti in cui andava in onda Ballarò”.

Cittadinanzattiva annuncia inoltre di voler promuovere una serie di cause “seriali” a favore dei cittadini che volessero chiedere il risarcimento della quota di canone Rai relativo al mese di sospensione dei talk show di informazione, e le loro sostituzione con programmi di intrattenimento, fiction o film.

“Vogliamo ribadire ancora una volta”, ha aggiunto la Petrangolini, “che i cittadini italiani sono più intelligenti di quanto crede chi ha scelto di interrompere la messa in onda dei talk show adducendo motivazioni a nostro parere non sostenibili, come il pericolo che i cittadini fossero “imboniti” da questo o quel conduttore. Tutti sanno che esiste uno strumento importante come il telecomando: ogni persona è libera di cambiare canale se non gli piace un programma. Piuttosto che interrompere, chiediamo piuttosto che la Rai aumenti gli spazi informativi e di confronto, garantendo la pluralità di espressione”.

“Il Tar ha deciso di discutere il ricorso presentato da noi e Altroconsumo il prossimo 25 marzo. Come temevamo, ci sarà una decisione importante ma di fatto inutile, perché arriverà dopo che i giochi saranno già chiusi”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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