cani randagi

Un dossier della LAV accende i riflettori su un fenomeno che si ripercuote negativamente sull’economia locale e sulle risorse naturali del paese. Il dossier intitolato: “Randagismo, cosa è cambiato in 10 anni” riporta i dati comunicati da quasi tutte le regioni italiane (non pervenute Calabria e Campania) riguardanti la presenza di cani e gatti censiti in strutture come canili sanitari, rifugi, gattili e colonie feline.

Si può dire che il problema si manifesta in due ambiti: gli animali detenuti nei canili e nei gattili in attesa di adozione, e quelli vaganti senza controllo nelle città e nelle campagne. Se del primo gruppo si può quantificare il numero, del secondo esistono solo stime, per di più datate.

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