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Le misure contenute nel decreto rilancio, annunciate dalla Ministra dell’Agricoltura Bellanova, riguardano la regolarizzazione temporanea dei lavoratori migranti in particolare nel settore agricolo e per colf e badanti. Secondo le disposizioni contenute nel decreto, i canali di regolarizzazione saranno due: l’emersione dei lavoratori in nero attraverso l’autodenuncia del datore di lavoro e il permesso temporaneo per coloro che ne avevano uno già scaduto. Le istanze di emersione del lavoro nero e richiesta del permesso di soggiorno di sei mesi devono essere presentate dal 1 giugno al 15 luglio 2020, con modalità che dovranno essere stabilite a breve, all’Inps per i lavoratori italiani o per i cittadini dell’Ue o allo sportello unico per l’immigrazione per gli extracomunitari. Per il rilascio del permesso di soggiorno di sei mesi, invece, bisognerà invece rivolgersi alla Questura.Quanto ai costi, per la regolarizzazione dei contratti in nero è previsto il pagamento di un contributo di 400 euro da parte del datore di lavoro per ciascun lavoratore. Per l’ottenimento del permesso temporaneo, il costo è invece di 160 euro, più 30 euro per il costo della trasmissione.

manifesto

Il Manifesto per l’Energia del futuro, nato per sostenere la liberalizzazione del mercato energetico, ribadisce il proprio impegno verso i consumatori in un momento molto delicato a causa dell’emergenza COVID-19. Le società e le associazioni dei consumatori promotrici dell’iniziativa hanno elaborato uno strumento di facile consultazione che riassume le misure messe in campo dall’ARERA (Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente) a favore dei consumatori: un vero e proprio vademecum in grado di orientare le famiglie e accompagnarle nella conoscenza degli strumenti di sostegno. Il vademecum, disponibile sui siti delle aziende e delle associazioni dei consumatori, contiene inoltre le molteplici misure aggiuntive che le aziende del settore energetico hanno messo in campo per fronteggiare l’emergenza.

Enciclica Laudato sì e combustibili fossili

In occasione del quinto anniversario della pubblicazione dell’enciclica di Papa Francesco, 42 istituzioni religiose di diverse confessioni hanno annunciato il loro disinvestimento finanziario dai combustibili fossili.
Si è aperta così la “Settimana Laudato sì”, promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, alla vigilia dell’anno dedicato alla cura del Creato, nel quinto anniversario della pubblicazione dell’enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale.
E su Zoom il Movimento cattolico globale per il clima (Gccm) ha organizzato un dibattito su "Eco-spiritualità: approfondire la nostra comunione con il creato", per riflettere sui fondamenti spirituali dell’impegno per proteggere la nostra casa comune.
Ma il Gccm è anche il promotore tra i cattolici della campagna di disinvestimento dai combustibili fossili, la prima sottoscritta da un numero così alto di organizzazioni confessionali nell’ambito della difesa ambientale, che chiedono ai governi di tutto il mondo, “impegnati a sostenere le loro economie con vasti piani di intervento pubblici, di pensare al lungo termine, puntando a una ripresa che sia a basso contenuto di carbonio e più giusta”.

coronavirus e biodiviversità
Una ricerca coordinata dall’Università di Leeds dimostra che la capacità di assorbimento di carbonio atmosferico delle foreste tropicali è diminuita e, se non verranno messe in atto politiche per stabilizzare il clima, questa funzione non durerà più molto a lungo.
La ricerca dimostra l’importanza dei programmi scientifici di monitoraggio forestale ed evidenzia che uno dei punti di non ritorno più pericolosi nel panorama dei processi legati ai cambiamenti sia già in atto sotto i nostri occhi e richieda politiche urgenti sia di mitigazione del climate change che di contrasto alla deforestazione, per difendere le foreste tropicali, imprescindibili alleate nell’assicurare il rallentamento dei cambiamenti climatici.

Dal groviglio di voci che sentivano nei primi giorni di collegamento via web, alla emozione di vedersi con le facce più assonnate del solito e pensare al "pigiama che si ha sotto". Dalle difficoltà di trovare uno spazio tutto per sè in casa per seguire le lezioni, alla soddisfazione di risparmiarsi qualche ora per spostarsi da e verso scuola. Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa raccontato "dal di dentro". Questioni pratiche ma anche emozioni profonde, raccontate dai diretti interessati: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...

"Non sappiamo ancora quanto durerà la cosiddetta “Fase 2”, ma molto probabilmente per molti mesi dovremo imparare a convivere con le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, e in questo tempo occorre trovare un equilibrio tra le esigenze di contenimento di contagio ed i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e adottare misure efficaci per evitare che questa situazione danneggi irrimediabilmente la fascia della popolazione più vulnerabile".

Con queste parole il Gruppo CRC, il Network che da ormai vent’anni monitora lo stato di attuazione dei diritti e di cui fa parte anche Cittadinanzattiva, ancora una volta sottolinea l’urgenza e la necessità di prestare particolare attenzione ai quasi 10 milioni di minorenni che vivono nel nostro Paese, che rischiano con l'emergenza di restare “invisibili”, soprattutto coloro che vivono in situazioni di particolare fragilità.

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Per ascoltare e registrare bisogni e difficoltà vissuti dai cittadini a causa delle restrizioni che questa emergenza impone, e per intercettare eventuali problematiche e fenomeni non ancora emersi, sui quali non c’è sufficiente attenzione nel dibattito pubblico, Cittadinanzattiva realizza un'indagine civica; lo scopo è quello di individuare e mettere in campo ulteriori azioni specifiche a seconda delle questioni emerse/rilevate, sulla scia dei nostri filoni di impegno già in atto: integrare l’offerta di informazioni presenti nella nostra Guida al Coronavirus, iniziative con altre organizzazioni del terzo settore e collaborazioni con Ordini professionali, interlocuzione con Istituzioni.

“La situazione attuale di emergenza sta producendo effetti “collaterali” che non possiamo tacere. Sono diverse le segnalazioni di servizi temporaneamente chiusi, accorpati e spostati nel territorio laziale senza condivisione con le organizzazioni civiche, con le istituzioni locali e con i cittadini. Così non va proprio.” Queste le dichiarazioni di Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

“La pandemia dovuta al Covid 19 ha stravolto indubbiamente la vita a tutti noi. Ma in questa situazione si sono mosse azioni che non possono essere “giustificate” da un principio superiore di salute pubblica. E’ un elenco lungo quello dei servizi e delle strutture che sono state chiuse, accorpate e/o temporaneamente sospese in questi ultimi due mesi e che, nel frastuono delle notizie sul Covid 19, passano mediaticamente sotto silenzio.

Ecco un primo report

Eugui Roy

Il 7 maggio, nel municipio di San Agustin Loxicha, nello Stato messicano di Oaxaca, è stato ucciso il giovanissimo ambientalista Eugui Roy che militava nella piccola associazione Biologgers Divulgacion de las Ciencias, alla quale inviava continuamente foto e video delle scoperte che faceva durante le sue spedizioni sui monti di Oaxaca.

Eugui aveva solo 21 anni e studiava biologia all’Instituto Tecnológico del Valle de Oaxaca, era un appassionato difensore di rettili e anfibi e un ambientalista militante che aveva fatto della divulgazione scientifica la sua arma. La Jornada racconta che, secondo i suoi familiari Eugui è stato ammazzato con «spari da arma da fuoco mentre era nel ranch Magnolia» nell’area delle piantagoni di caffè di Tierra Blanca, dove stava passando la quarantena del Covid-19.

toscana e coronavirus
Un Tavolo di confronto per garantire anche la salute del patrimonio naturale. Italia Nostra, Legambiente, LIPU e WWF hanno chiesto al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e all’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, un Tavolo di confronto sulla gestione e la fruizione delle coste della Toscana nella fase 2 e successive dell’emergenza pandemia.

Un Tavolo che coinvolga amministratori, mondo scientifico, rappresentanti del mondo economico legato al turismo costiero e associazioni ambientaliste. “Dalle scelte che saranno prese oggi dipenderà infatti il futuro degli ambienti litoranei toscani, patrimonio naturalistico inestimabile”, concludono le associazioni.

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