Adesso non fermiamoci al primo passo di Teresa Petrangolini
Qualche settimana fa è stato approvato e finanziato il secondo programma stralcio del Piano Straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, comprendente 876 interventi per un investimento di circa 296 milioni di euro “per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico”. 
La decisione del CIPE (17 novembre 2006) è stata confermata dalla delibera n1/2007/G della Corte dei Conti nell’ambito della programmazione delle attività di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato per l’anno 2007.

 

Nel comunicato che accompagna tale notizia presente sul sito del Ministero dei Lavori Pubblici si legge che “la decisione è stata presa dopo i ripetuti appelli venuti da Cittadinanzattiva e Legambiente, che hanno evidenziato delle situazioni allarmanti per quanto concerne la sicurezza delle strutture scolastiche italiane e quelli della Protezione Civile che ha evidenziato la necessità di istituire un piano pluriennale per far fronte alla gravità della situazione”.

Ringraziamo il CIPE per aver saputo ascoltare queste accorate richieste “dal basso”.
Ringraziamo le altre associazioni e i soggetti istituzionali che credono che questa della sicurezza delle scuole rappresenti ancora una gravissima emergenza nazionale.
Ringraziamo l’impegno di centinaia di cittadini che hanno realizzato il monitoraggio del proprio edificio scolastico, le 10.000 scuole che hanno accettato di lavorare sul tema della sicurezza per cambiare in meglio le strutture e per far crescere in tutti la cultura della sicurezza.

A tutti diciamo: non fermiamoci, perché siamo solo all’inizio di quella che potrebbe diventare una fase nuova per le scuole italiane, non solo in termini di miglioramento degli edifici scolastici,  ma anche in termini di consapevolezza della necessità di ricostituire un tessuto sociale, un sentire e un agire comuni, fondati sull’impegno congiunto di insegnanti, genitori, studenti, organizzazioni civiche .

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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