Salute

governo 2015 02 18

L’amara sorpresa che si sta preparando per i portafogli delle famiglie italiane è che la manovra avrà effetto retroattivo. Le intenzioni del governo, i tagli alle deduzioni e alle detrazioni colpiranno già dal 2013 i redditi del 2012. Dunque, già le spese effettuate quest’anno avranno un peso maggiore rispetto a quanto preventivato.
L’unica buona notizia, per ora, è che non rientrano nella franchigia i contributi previdenziali e assistenziali, quelli per la previdenza complementare e quelli per le colf. Mentre non vanno a costituire il tetto massimo dei 3 mila euro le spese sanitarie, che restano detraibili al 19% senza limite. Anche se in questo caso viene introdotta la nuova franchigia di 250 euro, contro la precedente di 129,11.

L’organizzazione mondiale della sanità (World Healt Organization) attraverso la storica dichiarazione di Alma Ata nel 1978, la Carta di Ottawa nel 1986, la Dichiarazione di Jakarta nel 1988, la Carta di Bangkok nel 2005 e la Carta di Tallinn nel 2008 ha affermato senza dubbi che l’azione di comunità e l’empowerment sono pre-requisiti per la salute. 
Questi stessi principi hanno trovato riscontro a livello Europeo nel “Programma di azione comunitaria in materia di salute pubblica 2008-2013” in cui la partecipazione e l’influenza dei cittadini sui processi decisionali costituiscono i valori su cui si fonda la strategia comunitaria.

Alla scadenza del mio mandato come segretario regionale di Cittadinanzattiva Abruzzo, mi sembra doveroso ed opportuno provare a fare il punto sulla situazione della nostra regione, soprattutto nel settore sanità.
Il punto di partenza è il 2009, anno caratterizzato dal ben noto a tutti disastroso terremoto de L’Aquila e dal vergognoso, ma forse meno noto al resto del Paese, terremoto politico che ha visto azzerare la giunta regionale.  Nello stesso periodo la sanità veniva commissariata unitamente ad altre regioni definite – a torto o  a ragione – canaglie.

 

Da ormai quindici giorni assistiamo ad una pressione mediatica sui servizi di emergenza sanitaria che non ha precedenti. Il tutto è partito da alcune foto choc, realizzate dagli operatori dell’Ospedale San Camillo di Roma mentre praticavano un massaggio cardiaco, su un materasso poggiato sul pavimento, ad una signora arrivata al Pronto soccorso in arresto cardiocircolatorio e poi, per fortuna, salvata e ricoverata nell’UTIC di quell’ospedale. Nei giorni seguenti si è intensificata la pressione con la vicenda ormai nota della signora malata di alzhemeir, legata ad una barella da tre giorni al Pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma.

 

maattie rare 2015 02 25

Meno 7 giorni alla V edizione della giornata delle malattie rare. Tante le iniziative che diventano sempre più numerose da un anno all’altro. In rete e sulla stampa proliferano notizie di manifestazioni ed eventi organizzati da associazioni, cittadini, dal mondo delle istituzioni e dedicate alla giornata che quest’anno si festeggerà anche in un giorno “raro”, il 29 febbraio. Il tema quest’anno è la solidarietà; lo slogan, Rari ma forti insieme, intende celebrare l’importanza del sostegno reciproco tra tutti coloro (associazioni, cittadini, operatori sanitari, istituzioni) che hanno a cuore le patologie rare. E’ infatti necessario essere tutti uniti e solidali, combattere le stesse battaglie e sostenersi reciprocamente se si vuole contribuire al miglioramento della qualità di vita delle persone con patologie rare e delle loro famiglie.

 

E' a dir poco curioso accorgersi come nel nostro Paese anni di dibattito parlamentare su un disegno di legge a volte non siano sufficienti per migliorarne fattivamente le disposizioni, e quindi per giungere ad una Legge accettabile e generalmente condivisa. Inoltre, l’indifferenza conclamata di alcuni parlamentari alle osservazioni che durante il dibattito possono giungere dalle Organizzazioni civiche e della cosiddetta “società civile”, contribuisce fortemente a far diminuire il grado di fiducia che i cittadini hanno nei confronti della politica e di chi la incarna. 

Il Rapporto Pit Salute fotografa da 15 anni i problemi della sanità vissuta dai cittadini, e costringe tutti, anche quest’anno, a fare un grande esercizio di valutazione delle politiche sanitarie, usando una fonte di informazioni originale, unica nel suo genere, a volte contestata, ma che continua a suscitare curiosità e interesse, per la concretezza, la semplicità e il carico di sofferenza inutile che l’accompagna: storie accadute, fatti segnalati, eventi raccontati anche nei particolari da quei cittadini che hanno un problema e chiedono una risposta.
“Diritti al taglio”- questo è il titolo del Rapporto di quest’anno - rappresenta bene i dati emersi da più di 20.000 segnalazioni provenienti da tutt’Italia e la situazione di estrema crisi avvertita nel nostro Paese.

 

La I Conferenza ha rappresentato un importante momento di riflessione generale sul tema della crisi dei diritti che il nostro sistema di Welfare sta vivendo, e sulle strade da percorrere per continuare a garantirne l'esigibilità.
Tale riflessione era, e continua ad essere, un'esigenza ineludibile, considerati i profondi tagli alle risorse del Fondo sanitario Nazionale (1,5 miliardi di euro nel 2011), così come la riduzione o azzeramento di importanti fondi dedicati ad interventi di carattere sociale, la mancata applicazione dei LEA in tutto il sud dell'Italia compreso il Lazio, l'aumento vertiginoso dell'imposizione fiscale e del livello di compartecipazione al costo per le prestazioni nei confronti dei cittadini, la profonda riduzione dell'offerta ospedaliera senza la contestuale attivazione dei servizi sul territorio, le liste di attesa sempre più lunghe, nonché il mancato riconoscimento di molte patologie croniche e rare.

 

Oggi più che mai registriamo come l’intoccabilità di tutti quei diritti previsti dalla nostra Carta Costituzionale, che qualificano il grado di civiltà di uno Stato, stia venendo meno.
Oggi, quei diritti sono messi fortemente sotto attacco da coloro i quali, non volendo e non essendo in grado di sostenerli attraverso specifiche politiche sanitarie, sociali ed economiche, preferiscono considerarli come una delle tante fonti di spesa, da ridurre ad ogni costo: una sorta di palla al piede per lo Stato.
Per comprendere il senso di queste affermazioni credo sia importante partire dall’art. 38 della Costituzione Italiana: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.

firma testamento 2015 02 25

Perché se siamo capaci di intendere e di volere abbiamo il diritto di esprimere la nostra volontà su un trattamento medico e se non lo siamo più abbiamo, invece, un diritto a metà? Sia perché il medico non è obbligato a rispettare la nostra volontà, anche se messa per iscritto in una Dichiarazione Anticipata di Trattamento, sia perché sui trattamenti come idratazione e nutrizione artificiale non abbiamo diritto di parola.
A due anni esatti dal dibattito promosso da Cittadinanzattiva sul testamento biologico abbiamo ottenuto un Disegno di Legge contraddittorio, che non piace nemmeno ai sostenitori della vita ad ogni costo.

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