Il comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria ha dato il via libera tecnico al nuovo accordo "Basilea 3", per rafforzare il patrimonio delle banche ed evitare crisi globali future, imponendo requisiti patrimoniali più severi per l'operatività delle banche, in modo che gli istituti abbiano più risorse per resistere a una crisi come quella dei mutui subprime che ha messo in ginocchio il sistema finanziario internazionale. In pratica, le banche centrali vogliono che gli istituti di credito abbiano più capitale, meno strumenti finanziari rischiosi e meno indebitamento. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore dal 2013 e saranno poi effettivamente applicate solo nel 2019, su forte spinta dei grandi gruppi bancari mondiali.

 

 

L'accordo intende agire su quelli che sono ritenuti i requisiti chiave imposti alle banche nella loro attività, che vengono misurati dal rapporto tra patrimonio di vigilanza, ovvero i fondi su cui una banca può maggiormente contare in una fase di necessità, rispetto al totale delle sue attività, ponderate per tener conto delle effettive caratteristiche di rischio.

Si è ritenuto opportuno alzare questo rapporto, in modo che una banca, per potere agire, debba avere un patrimonio di vigilanza più alto e quindi sia meno esposta a eventuali contraccolpi in caso di crisi. Indirettamente, questa riforma metterà tutte le maggiori banche mondiali sullo stesso piano, e in questo modo potrebbe risultare vantaggiosa per le realtà già solide colpite meno dalla crisi. Le banche ne usciranno magari meno redditizie, ma anche molto più solide e sicure.

Il prossimo novembre, al G20 di Seul, si darà il via libera politico che avvierà l'applicazione. Si spera che proprio la lunghezza dei tempi previsti non si riveli un'arma a doppio taglio, rendendo la riforma già superata nel momento in cui sarà applicata a pieno. Le reazioni a questo provvedimento sono state differenti; da un lato, per la prima volta, gli ambienti bancari e industriali si sono trovati concordi nel sostenere che Basilea III potrà provocare una stretta creditizia, in grado di provocare gradualmente una frenata sul nascere della ripresa auspicata dell'economia mondiale. Per i consumatori le nuove regole potranno rappresentare provvedimenti che rafforzano garanzie e sicurezze, soprattutto alla luce delle "situazioni difficili" verificatesi in passato, dal 2003 allo scorso anno.

Gli effetti pratici potranno, comunque, essere di due tipi per i consumatori, dovrebbero salire leggermente gli interessi sulle somme depositate ma i prestiti diventeranno più cari. Basilea III può non essere sufficiente, se parallelamente non si avviano controlli severi e puntuali, superando collateralismi tra organismi di controllo e sistema bancario e vigilando su possibili aumenti del costo del denaro. Inoltre, si auspica che nel nostro paese ci sia un investimento serio e organico sui temi finanziari, promuovendo una strategia istituzionale che possa consentire di migliorare il grado di educazione finanziaria dei risparmiatori-consumatori.

L'educazione finanziaria è uno dei grandi temi che ha assunto una priorità strategica dopo la crisi dei mercati, diventando uno strumento su cui puntare per lo sviluppo dell'economia e delle comunità. L'esempio americano mette in evidenza l'importanza dei temi dell' indebitamento consapevole e dell'approccio responsabile alle scelte di consumo anche in Italia. Un livello più elevato di educazione finanziaria dei cittadini aumenta la consapevolezza delle loro scelte d'investimento e riduce i rischi di errori in una materia estremamente delicata e importante per l'individuo e per lo sviluppo del Paese. Investire sull'educazione finanziaria vuol dire declinare concretamente un concetto spesso abusato dal sistema bancario, ovvero quello della centralità del cliente.

Mettere al centro del processo economico il cittadino-consumatore vuol dire lavorare per il superamento dell'affermazione di Bauman, "la cultura della società dei consumi riguarda piuttosto il dimenticare che non l'imparare".

In conclusione, i consumatori attendono l'approvazione e l'implementazione delle regole di Basilea III, ma in un sistema dove si investa in vigilanza, controlli ed alfabetizzazione.

 

Tina Napoli
Coordinatrice programmi e campagne area consumatori

Tina Napoli
Calabrese, dopo più di 20 anni romana d'adozione, classe '72, studi in Scienze Politiche. A Cittadinanzattiva dal 2000, comincio con i programmi comunitari "Euro Facile", Responsabile delle politiche dei consumatori e membro della direzione nazionale; dal 2013 membro supplente del Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti. Ho fondato una piccola scuola d'italiano per stranieri, "Koinè, la casa dei popoli". Amo leggere, scrivere, fotografare e conoscere luoghi, storie e persone.
"Il viaggio non finisce mai, solo i viaggiatori finiscono" ( Josè Saramago).

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