punto_16_12_2010Il 2011 è stato indicato dalla Commissione Europea come l'Anno Europeo del volontariato. Più precisamente il titolo dell'anno è "anno europeo delle attività volontarie promosse dalla cittadinanza attiva". Si tratta un evento importante non tanto per i suoi aspetti pratici (i finanziamenti per le attività sono esigui) quanto per il significato politico che esso assume ed indica a tutti i paesi membri.

Nel preambolo delle motivazioni si legge una descrizioni di quello che è il fenomeno in tutta Europa.

"In Unione Europea circa 100 milioni di cittadini di tutte le età investono il loro tempo, le proprie competenze e il loro denaro per dare un contributo positivo alla loro comunità mediante il volontariato nelle organizzazioni della società civile, nei circoli giovanili, negli ospedali, nelle scuole, nello sport, ecc. Per la Commissione il volontariato è una espressione attiva della partecipazione civica che rafforza i comuni valori europei come la solidarietà e la coesione sociale. Il volontariato fornisce anche importanti opportunità di apprendimento, perchè l'impegno in attività volontarie può garantire alle persone nuovi "skills" e nuove competenze, da sviluppare anche nell'ambito lavorativo.  Questo è particolarmente importante in un periodo di crisi economica. Il volontariato gioca un ruolo importante nei settori più svariati e diversi come l'educazione, le politiche giovanili, la cultura, lo sport, l'ambiente, la salute, l'assistenza sociale, la tutela dei consumatori, le politiche umanitarie e di sviluppo, la ricerca, le pari opportunità e le relazioni esterne".


L'Europa non ha una visione riduttiva del ruolo dei cittadini attivi, ma assegna ad essi un ruolo di importanza centrale per lo sviluppo della società, che poco si sposa con quanto sta avvenendo in Italia in merito al sostegno delle attività civiche. Basta ricordare quanto è avvenuto solo qualche settimana fa al 5 per mille, risorsa che i cittadini, in modo libero e volontario, versano per il sostegno di queste attività. E' intervenuta la finanza pubblica cercando di appropriarsi di risorse che non gli competono, perchè sono un patrimonio che la società investe su se stessa.

Noi come cittadini attivi abbiamo l'opportunità di rifarci a questo anno per tutte le attività che intendiamo realizzare. Detto senza retorica, è il nostro anno, quello nel quale dovremmo cercare di realizzare per quanto possibile i nostri sogni. Dovremmo quantomeno usarlo per rappresentare ciò che siamo, ciò che facciamo e quanto consideriamo livello minimo di rispetto dei nostri diritti, in tutti i campi in cui operiamo, anche nei modi più diversi in cui agiamo. La partecipazione civica è un valore europeo, un elemento di coesione sociale, un modo per rigenerare classi dirigenti (quanto ce ne sarebbe bisogno in Italia!) e non un di più, un peso, una parola astratta.
Cittadinanzattiva sta costruendo il suo programma di partecipazione a questo anno sia nella sua dimensione nazionale che in quella regionale e locale. Un primo livello è quello europeo in cui opera la rete di Active Citizenship Network con le sue 80 associazioni collegate, provenienti da 30 paesi. Abbiamo deciso di istituire un Premio sulla partecipazione civica nel campo della salute, da assegnare in occasione della Giornata Europea dei diritti del malato, che verrà consegnato dal Commissario europeo per la salute e i consumatori, Mr Johnn Dalli. Questo evento sarà possibile perchè la Commissione Europea ha approvato un progetto sulle buone pratiche di partecipazione civica in sanità, finalizzato a raccogliere tutte le esperienze positive di interlocuzione, di dialogo e di partnership, costruite in attuazione dei tre diritti alla partecipazione contenuti della Carta Europea dei diritti del malato. E' un modo per valorizzare e comunicare il lavoro di tante associazioni che si battono quotidianamente per far valere questi diritti e per collegare il nostro impegno all'Anno Europeo delle attività volontarie promosse dalla cittadinanza attiva.


Teresa Petrangolini Segretario generale di Cittadinanzattiva

Diritti di cittadinanza attiva

Corollario necessario della Carta sono 3 diritti di cittadinanza attiva che permettono a individui e gruppi di cittadini organizzati, di promuovere e verificare la messa in opera dei diritti dei pazienti.

  • Diritto a esercitare attività di interesse generale
  • Diritto a svolgere attività di tutela
  • Diritto di partecipare al policy making nell’area della salute

Carta Europea della Cittadinanza attiva promossa da CA e Fondaca
Carta Europea dei diritti del malato
Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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