punto_04_03_10Abuso di potere, corruzione, illegalità, mancanza di trasparenza sono stati il filo conduttore delle notizie delle ultime settimane. Hanno toccato in ordine sparso la Protezione Civile, il Consiglio nazionale dei Lavori pubblici, alcune compagnie telefoniche, senatori della Repubblica, magistrati. Un intreccio di vicende, una molteplicità di personaggi, un intricato groviglio di collusioni e complicità nei quali i colpi di scena della realtà hanno surclassato le invenzioni della fantasia.
La Corte dei Conti, dal canto suo, ha rinnovato l'annuale grido di dolore sull'Italia degli sprechi, del malaffare, dei reati contro la Pubblica Amministrazione. Le risorse pubbliche sottratte alla collettività dalla politica e dall'amministrazione colluse sono ingenti.
Perfino la questione della presentazione delle liste elettorali per le regionali, benché i contorni della vicenda non siano ancora del tutto chiari, ci insegna qualcosa. Il caso della Lombardia (ma, temiamo, anche quello del Lazio) non può essere risolto banalmente come un problema di formalismi inutili e antiquati o di incapacità dei partiti di fare l'ultima cosa che sapevano fare (cioè le elezioni). Emerge, piuttosto, il vissuto quotidiano di una politica abituata ad aggirare le regole (che cos'altro è l'autenticazione delle firme raccolte prima ancora di avere definito le candidature?) e a scegliere i candidati con modalità insieme torbide e approssimative. Al di fuori e al di là del controllo che l'opinione pubblica può esercitare.
La situazione è davvero critica e molti cittadini si allontanano ogni giorno con comprensibile disgusto da questo strano zoo.
La reazione da parte del governo è stata quella di annunciare un nuovo provvedimento contro la corruzione. Le notizie di cui disponiamo sono ancora sommarie e aspettiamo di leggere con attenzione. Sappiamo, per adesso, che il provvedimento contiene una serie di strumenti - piano nazionale anticorruzione, osservatorio sulla corruzione, banca dati lavori pubblici ed esaltazione della trasparenza con l'utilizzo spinto delle nuove tecnologie – che dovrebbero aiutare a prevenire la corruzione nelle pubbliche amministrazioni. Secondo quanto si legge nei comunicati del governo, le pubbliche amministrazioni dovranno pubblicare sui siti istituzionali informazioni relative a procedimenti amministrativi "sensibili" (quelli cioè che hanno ad oggetto autorizzazioni, concessioni, appalti pubblici, erogazioni di benefici economici a persone o enti pubblici o privati, concorsi e progressioni di carriera). Le stazioni appaltanti dovranno trasmettere, tempestivamente e direttamente all'Autorità di vigilanza, tutti i dati relativi a contratti di lavori, servizi e forniture, al fine di realizzarne l'anagrafe e consentire la conoscibilità, per gli operatori di settore e per gli stessi cittadini, dell'attività contrattuale posta in essere dalla pubblica amministrazione, nonché dagli altri soggetti tenuti al rispetto della normativa sugli appalti pubblici. Dovrebbero poi aumentare i controlli sugli enti locali e gli impedimenti a candidare a cariche pubbliche soggetti che si sono macchiati di reati.
Sembra, insomma, riaffacciarsi il tema della trasparenza. Dal punto di vista dei cittadini, il rischio è quello di trovarsi di fronte alla tradizionale risposta della politica: produrre leggi per tacitare l'opinione pubblica. Ma in Italia – i cittadini lo sanno - non mancano le norme. Anzi, ce ne sono fin troppe. Manca l'applicazione. E manca la trasparenza di atti, comportamenti, risultati conseguiti.
Spesso, il problema è il modo in cui le leggi vengono applicate. Basti pensare al caso della par condicio. Una legge che nasce per garantire condizioni di eguali opportunità tra competitori politici e per riequilibrare le asimmetrie esistenti nella proprietà dei mezzi di comunicazione. E che, nel conflitto di poteri di ogni ordine e grado, finisce per offrire ad alcuni l'opportunità di una burocratica compressione del dibattito libero, e, ad altri, l'occasione per fare le vittime nel nome della libertà d'informazione.
Il nodo da sciogliere resta sempre quello della trasparenza. Che non si esaurisce nella curiosità sugli stipendi dei manager pubblici o nella predisposizione dei tornelli all'ingresso. Trasparenza è qualcosa di più. Significa abbassare le barriere all'accesso alle informazioni. Lasciare che i cittadini possano 'ficcare il naso' nell'azione amministrativa. Sapere se la propria pratica o la propria domanda vanno a buon fine senza bisogno di 'mettere olio nel motorÈ. Accettare la valutazione civica dei servizi e l'intervento diretto nelle attività amministrative da parte dei soggetti interessati.
Molta strada bisogna ancora fare. Qualche tempo fa, quando cominciò a porsi la questione della ricostruzione in Abruzzo, le organizzazioni civiche si fecero avanti. Legambiente lanciò un'iniziativa per richiedere trasparenza sugli appalti che è poi caduta nel vuoto. Cittadinanzattiva propose al Dipartimento della Funzione pubblica di promuovere forme di democrazia partecipata per coinvolgere i cittadini abruzzesi sulla ricostruzione e per favorire il loro controllo sulle opere. Ma la risposta fu netta: se ne occupa la Protezione Civile e non se ne può far nulla. Oggi, purtroppo, il quadro è diventato perfino troppo chiaro...
La trasparenza è una cosa seria. È uno degli elementi fondamentali grazie ai quali i cittadini possono chiedere conto alle istituzioni del loro operato, verificare la tracciabilità amministrativa degli atti, partecipare all'intero ciclo del policy making, pretendere il rispetto delle norme di legge e di comportamento. Solo così, in definitiva, si può pretendere l'accountability dei soggetti pubblici. In questo senso, è cruciale la valutazione del lavoro delle istituzioni pubbliche: basti pensare all'attenzione raccolta dalla iniziativa Camere Aperte, frutto della collaborazione tra openpolis, Cittadinanzattiva e Controllo cittadino. Così come è cruciale la valutazione civica dell'azione amministrativa: le esperienze in ambito sanitario e nei servizi di pubblica utilità ne sono l'esempio.
Nelle prossime settimane Cittadinanzattiva - nel quadro del Protocollo su trasparenza, sussidiarietà e valutazione sottoscritto con il Dipartimento della Funzione Pubblica - lancerà dei report sulla trasparenza nella PA, nei servizi pubblici locali, nei servizi sanitari e sulle iniziative collegate delle organizzazioni civiche. Un appuntamento da non mancare.

Vittorino Ferla
Responsabile relazioni istituzionali

Responsabile relazioni istituzionali

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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