La sapienzaL’Università dovrebbe essere un luogo di cultura dove si studiano i fenomeni in atto nella società. Di fatto non è così perché l’Università nel nostro paese è un mondo chiuso ed estraneo alle dinamiche sociali, se si escludono alcune cattedre o professori di buona volontà.
Così non è negli Stati Uniti e, in misura minore, nel Regno Unito. Basta interagire con una qualsiasi organizzazione civica, da quella che si occupa della cura di un Parco a quella che vigila sulla sicurezza di un quartiere.Quando i responsabili parlano dei loro alleati, citano sempre un Istituto universitario, che sia la UCLA di Los Angeles, la De Paul di Chicago o il Boston College. Le Università fanno ricerche sull’attivismo civico, si confrontano con le associazioni, addirittura le aiutano a raccogliere fondi e a farsi pubblicità. Non avremmo mai incontrato gli “Watch dog” (i cani da guardia) della Jungle di Los Angeles se non avessimo avuto come tramite l’Istituto di Politiche Pubbliche e di Scienze Sociali della locale Università. Ogni anno Indipendent Sector, una organizzazione-ombrello di associazioni di cittadini, realizza un incontro-confronto tra le organizzazioni e le diverse Università degli Stati Uniti, per fare il punto sullo stato dell’attivismo civico. Lo stesso avviene a Warwick nel Regno Unito. Per citare un altro esempio, il Centro per l’apprendimento e la ricerca urbana della Lojola University (Curl) sostiene i progetti realizzati da gruppi di cittadini, appartenenti a diverse etnie, che riguardano l’inserimento di nuovi immigrati, l’apprendimento dei ragazzi in contesto urbano, la promozione di servizi sociali. In Italia, niente. Si fa un gran parlare della mancanza di fondi per l’Università e, soprattutto, per la ricerca, questione sulla quale siamo tutti d’accordo. E’ difficile però incontrare il consenso dei cittadini ad un maggior investimento in questo settore se non si vedono segni di cambiamento, finalizzati a ridurre baronie, privilegi, sprechi e tanta autoreferenzialità. La storia degli Stati Uniti e del suo sistema universitario è profondamente diversa da quella del nostro paese e nessuno intende sminuire la competenza e i pregi del nostro. Il problema è un altro: l’estraneità dalla vita della società, che produce un danno culturale a tutti noi e fa mancare a tante iniziative civiche innovative il necessario supporto di ricerca, di studio e di diffusione delle conoscenze.

Teresa Petrangolini

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

Condividi

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.