Scuola

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Indagine di Cittadinanzattiva su mascherine a scuola: ancora non pervenute quelle del Governo. E per il momento ci pensano le famiglie.Da oggi disponibile Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per segnalazioni su disagi e buone pratiche per la scuola che riparte

“Per il momento portatele da casa, perché quelle che abbiamo bastano per le emergenze e per fornirle ai docenti e a tutto il personale scolastico”. È in sintesi quello che emerge da una indagine telefonica, svolta fra il 9 e il 10 settembre da Cittadinanzattiva, sulla dotazione di mascherine nelle scuole e sulle indicazioni che in questi giorni stanno arrivando alle famiglie e agli studenti in vista della prossima apertura. L’indagine ha riguardato 4 regioni del Nord, 4 del Centro e 5 regioni del Sud, per un totale di 23 città e 39 istituti coinvolti.

Il lavoro ha messo in evidenza come ci sia una profonda incertezza tra i dirigenti e il personale scolastico, le mascherine non sono arrivate o quando ci sono, spesso acquistate direttamente dalla scuola, la quantità non è sufficiente per coprire le esigenze quotidiane degli studenti e di tutto il personale docente e non docente. Dubbi anche in merito alla tipologia di mascherina che si può usare in classe.

 

Alla riapertura delle scuole è necessario mettere al centro dell’agenda politica la necessità che l’attività educativa accolga tutti gli studenti, a partire dai più fragili, per disegnare nel post Covid-19 una scuola nuova, solidale e inclusiva

 

Roma, 3 settembre 2020. In questi mesi di emergenza in cui 9,8 milioni di giovani hanno interrotto le normali attività scolastiche, si è accentuato il disagio di chi già aveva difficoltà di apprendimento. Per questo, alla riapertura delle scuole, oltre alle precauzioni sanitarie obbligatorie, è necessario l’impegno di tutti per contrastare ogni forma di discriminazione, affinché nessuno venga lasciato indietro e tutti abbiano la possibilità di sviluppare le proprie capacità. Nella difficile gestione delle classi, complicata dai distanziamenti, nel programmare ove necessario l’alternarsi di lezioni a distanza e in presenza, occorre la massima attenzione affinché i ragazzi e le ragazze con difficoltà di apprendimento o fragilità di altra natura non vengano per nessuna ragione isolati o emarginati.

Per affrontare la grave crisi in atto c’è bisogno di più cultura, più istruzione, più educazione. Per questo vanno rilanciati con convinzione i patti educativi in grado tenere aperte le scuole tutto il giorno, a partire dai territori dove è più grave e diffusa la povertà educativa, per risarcire, con tutti gli strumenti possibili e attraverso scelte coraggiose e sperimentazioni didattiche, bambine e bambini, ragazze e ragazzi del tempo scuola perduto.

“A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, ci troviamo di fronte a situazioni che non vanno nella direzione di garantire la riapertura delle scuole in piena sicurezza per studenti e personale scolastico. Abbiamo segnalazioni di problemi nella campagna per effettuare i test sierologici a docenti e personale Ata, per scarsa disponibilità sia da parte di chi li somministra sia dei soggetti che dovrebbero essere testati. Sebbene i test non siano al momento obbligatori, ribadiamo una volta di più che c’è una differenza tra diritto individuale ed interesse generale che, in questo momento, è quello che le scuole ripartano in piena sicurezza e nessuno può scaricare le responsabilità su altri”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Autonomia scolastica ridotta a “fai da te”, terzo settore visto come “riempitivo”, fascia 0-3 anni del tutto dimenticata. È quello che vediamo nella bozza di linee guida per la riapertura delle scuole, che oggi il Ministero dell’Istruzione discuterà con le Regioni in Conferenza unificata. Una bozza di Piano che desta in noi sconcerto e preoccupazione”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

Dopo alcuni interventi e stanziamenti adeguati da parte del Governo (fondi per edilizia scolastica e infrastrutture tecnologiche), l’intero Paese, soprattutto famiglie, bambini e ragazzi, personale e dirigenti scolastici, ha aspettato fiducioso l’emanazione di un piano operativo nazionale che avrebbe garantito davvero la ripartenza della scuola.  “Il documento, pur riaffermando alcuni principi importanti come l’autonomia scolastica, il coinvolgimento del territorio, la corresponsabilità educativa, li declina in modo approssimativo e riduzionistico. L’autonomia scolastica è ridotta ad una sorta di “fai da te”. Occorrerebbe potenziarla invece con risorse ad hoc, riconoscendo che le scuole non hanno tutte gli stessi mezzi e potenzialità e i territori, soprattutto nelle aree interne del paese, hanno caratteristiche molto differenti; occorre potenziare il cosiddetto personale dell’autonomia in modo differenziato o acquisire nuove risorse umane, a seconda delle necessità specifiche”.

Sessanta pc arrivati all’Istituto omnicomprensivo di Polla (SA), grazie alla donazione della Fondazione Roche che ha risposto all’appello di Cittadinanzattiva, nell’ambito della campagna Riconnessi, per venire incontro alle esigenze dei ragazzi del piccolo centro situato nell’area interna Valle di Diano. E una nuova chiamata per raccogliere fondi a favore dell’Istituto Comprensivo Statale "Valenti" di Trevi (PG) e dell’Istituto Omnicomprensivo "Beato Simone Fidati" di Cascia, due scuole della Valnerina in Umbria, in cui circa 35 studenti sono sprovvisti dei dispositivi e delle connessioni per la didattica digitale.

Un risultato raggiunto e un altro da raggiungere, dunque, grazie alla campagna Riconnessi, promossa ad aprile da Cittadinanzattiva, in partnership con la Federazione delle Aree interne, sul tema del digital divide nelle aree interne del Paese. La campagna di raccolta fondi è attiva sulla piattaforma gofund.megofundme.com/f/riconnessi.
A raccontare oggi queste realtà, nel corso della diretta ore 17:00-18:00 sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Cittadinanzattiva, saranno le dirigenti dei due istituti scolastici, Loredana Cervelli per l’Istituto di Polla, e Simona Perugini per le scuole di Cascia e Trevi. Ad affiancarle nella diretta, Alex Corlazzoli, maestro e giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, Francesco Frattini, segretario generale Fondazione Roche, Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva, Francesco Monaco, Coordinatore Comitato tecnico aree interne (SNAI), Raffaele Trivilino, Federazione delle Aree interne.

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Sono circa mezzo milione gli studenti che in Italia frequentano scuole situate nelle aree interne del Paese (poco meno del 6% del totale di 8,4 milioni di studenti). Le aree interne rappresentano il 60% del territorio nazionale ed ospitano il 25% della popolazione italiana.
A queste scuole, e alle aree interne del nostro Paese, è dedicata la campagna Riconnessi, promossa da Cittadinanzattiva, in partnership con la Federazione dei Comuni delle Aree interne.
A due mesi dall'avvio della campagna, Cittadinanzattiva racconta quello che la stessa può significare per le scuole delle aree interne del nostro Paese e per gli studenti che le frequentano. Come è andata la didattica a distanza? Quali sono le prospettive per la ripartenza, in luoghi dove spesso il vero problema non è la mancanza di spazi ma piuttosto l'assenza di connessione internet, la carenza di trasporti e servizi e il rischio di spopolamento?

A seguito del sondaggio non statistico condotto da Cittadinanzattiva nelle scorse settimane sulla didattica a distanza, sono pervenute alcune segnalazioni individuali e anonime da parte di insegnanti, dirigenti scolastici, genitori ed alunni da diverse parti d’Italia, sulla base delle quali è stato redatto un report.
L’obiettivo che ci si proponeva con tale sondaggio era quello di fare emergere, in un dato segmento temporale, le difficoltà di tanti ragazzi e bambini nell’accesso alla didattica a distanza per motivi anche indipendenti dalle scuole quali l’assenza o l’inadeguata connessione, l’assenza di dispositivi o la condivisione di un unico dispositivo con l’intera famiglia.
Restiamo comunque convinti che nonostante gli sforzi fatti dal Ministero dell’Istruzione e dalle singole istituzioni locali e scolastiche, ancora molti siano gli studenti esclusi dalla Dad e che questo abbia contribuito ad accentuare le diseguaglianze preesistenti tra gli studenti fino a mettere in discussione il loro pieno godimento del diritto allo studio.

Nuovo appuntamento per "Riconnessi", la campagna di Cittadinanzattiva contro il digital divide che è partita con una raccolta fondi per gli studenti delle aree interne attiva sulla piattaforma http://gofundme.com/f/riconnessi.

Domani 8 maggio, dalle ore 18, si terrà una diretta di un'ora sui profili social Facebook e YouTube di Cittadinanzattiva con Arturo di Corinto* autore del volume "Riprendiamoci la rete", un piccolo manuale di autodifesa per le nuove generazioni. L'incontro ci aiuterà a comprendere quali sono i principali rischi del mondo del web e quali accortezze avere per evitare di esserne "vittime".

Per far ripartire la scuola in sicurezza e nello stesso tempo pensare a soluzioni che vadano oltre l’emergenza, è in atto uno sforzo collettivo di analisi al quale anche Cittadinanzattiva contribuisce con alcune proposte inviate al gruppo di parlamentari, fra cui gli onorevoli Paolo Lattanzio (M5S), Rossella Muroni (LeU), Lia Quartapelle (PD) e Paolo Siani (PD), che ha raccolto l’appello di alcune organizzazioni della società civile e ne ha fatto oggetto di dialogo con il Governo.

Sono proposte che si muovono nel solco dell’impegno tradizionale di Cittadinanzattiva che da sempre ha posto attenzione agli spazi della scuola come elemento essi stessi di apprendimento, alla sicurezza dei ragazzi, dei docenti e degli operatori, alle peculiarità del sistema scolastico nelle aree interne.

“L’istituzione di un Comitato di 18 esperti allo scopo di formulare idee e proposte sull’avvio del prossimo anno scolastico - a partire da temi come l’edilizia scolastica, l’innovazione digitale, la selezione e il reclutamento del personale, i servizi 0-6, il miglioramento della qualità del servizio scolastico – desta in noi alcuni dubbi”, commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

“Innanzitutto perché ha rivelato un certo ritardo, da parte del Ministero dell’Istruzione, nella messa a punto di ipotesi operative sulla ripresa delle attività scolastiche, mentre in altri Paesi europei sono già al vaglio ipotesi organizzative di diverso tipo se non addirittura piani già definiti a seconda dei diversi scenari.

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