È stata presentata ieri, nel corso di un evento a Roma, la Matrice per la qualità delle pratiche partecipative in sanità, come risultato del progetto “Consultazione sulla partecipazione civica in sanità”, promosso da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionante di Novartis. La Matrice vuole essere uno strumento utile per le istituzioni, al fine di qualificare le pratiche partecipative nelle politiche sanitarie pubbliche e garantire un effettivo ed efficace coinvolgimento dei cittadini.

Quattro le dimensioni della pratica partecipativa previste dalla Matrice: dimensione dell’inclusività (capacità delle istituzioni di coinvolgere tutti i cittadini, singoli e associati, interessati alla pratica); dimensione del “grado di potere”(capacità delle istituzioni di riconoscere ed attribuire potere ai cittadini su questioni rilevanti); dimensione dell’“esito”(capacità delle istituzioni di garantire i risultati della pratica); dimensione dell’accountability (capacità delle istituzioni di render conto ai cittadini della pratica partecipativa).

La Matrice è il risultato finale del processo di consultazione, promosso da Cittadinanzattiva a fine gennaio, che ha coinvolto 100 stakeholder della salute. A partire dall’analisi del contesto e dai risultati di una indagine civica sulle pratiche partecipative attuate in un campione di Regioni ed Enti pubblici (fra Assessorati, Asl, Aziende ospedaliere ed IRCSS), i 100 stakeholder hanno elaborato un Documento che è stato poi diffuso online per recepire ulteriori indicazioni e suggerimenti.

All’evento di ieri erano presenti: Giovanni Leonardi, Direttore generale della ricerca e dell'innovazione in sanità, Ministero della Salute; Luca Li Bassi, Direttore generale AIFA; Francesco Ripa di Meana, Presidente FIASO; Pierpaolo Sileri, Presidente 12Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica; Sergio Venturi, Coordinatore vicario Commissione Salute, Conferenza delle Regioni.

Giovanni Leonardi ha sottolineato “l’opportunità di una legge nazionale che definisca i criteri per individuare le organizzazioni da coinvolgere”. Luca Li Bassi: “Terremo conto della Matrice per istituire una piattaforma di partecipazione che sia un nuovo strumento per il coinvolgimento delle associazioni dei cittadini nell’ambito dei processi decisionali sui farmaci”. Per Francesco Ripa di Meana “la Matrice può essere diffusa a tutti i Direttori generali, anche con l’obiettivo di integrarla con gli ulteriori rischi che per la loro parte possono ostacolare le pratiche partecipative”. Pierpaolo Sileri ha affermato che “sarebbe necessario coinvolgere le organizzazioni civiche sin dalle prime fasi dei processi decisionali”. Da Sergio Venturi un impegno ad “organizzare un incontro in Commissione per presentare la Matrice e divulgarla nelle Regioni, a cominciare dall’Emilia Romagna che rappresento”.

Ufficio Stampa
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