Salute

Grande caos e carenza di informazioni chiare sulle cosiddette “liste di riserva” per i vaccini anti-covid. L’assenza di una regolamentazione omogenea genera un’inevitabile confusione nei cittadini che hanno inviato a Cittadinanzattiva diverse segnalazioni nelle quali sottolineano una necessità di maggiore trasparenza sulle liste, in particolare chiedono dove poter reperire tali liste e quali siano i criteri per accedervi ed essere contattati. Per questo Cittadinanzattiva ha preso in esame ciò che succede nelle varie regioni, analizzando le informazioni presenti sui siti regionali, oppure telefonando ai numeri verdi regionali e, anche, attraverso la rassegna stampa locale.
Solo la Toscana mette a disposizione, all’interno della piattaforma per la prenotazione del vaccino, un riquadro informativo per registrarsi nelle liste di riserva. Tale sistema è stato adottato a seguito delle polemiche innescate da un caso di presunta gestione poco trasparente delle liste.

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La trasparenza e l’accesso alle informazioni vanno garantiti anche e soprattutto in tempi di emergenza”

 La Pubblica amministrazione deve garantire ai cittadini l’accesso e la trasparenza delle informazioni nei tempi stabiliti dalla legge e non c’è emergenza che possa cancellare o procrastinare tale diritto. A stabilirlo il Tar del Molise che, con la sentenza 00123/2021, ha deciso di condannare la Regione Molise a causa del ritardo (4 mesi invece dei 30 gg previsti dalla legge) con il quale ha fornito riscontro alla richiesta di Cittadinanzattiva di trasparenza sui dati relativi la scorsa campagna vaccinale antinfluenzale. La Regione dovrà rifondere a Cittadinanzattiva le spese legali sostenute oltre al rimborso per il contributo unificato.

"La situazione è veramente insostenibile. Non è accettabile, neanche dal punto di vista organizzativo, che ogni Regione si comporti in modo diverso”, queste le dichiarazioni di Antonio Gaudioso, segretario generale uscente di Cittadinanzattiva - all’apertura del Congresso Nazionale di Cittadinanzattiva, al via oggi con l’evento “A partire da noi. Luoghi di salute” - in merito al richiamo del Presidente del Consiglio Draghi alle Regioni sulle vaccinazioni.
È evidente che il tema della corretta applicazione dell’art. 117 della Costituzione sia non più rinviabile. Per far sì che nei casi di emergenza pandemica ci sia una unica voce nel paese, in cui i cittadini si possano riconoscere. La sentenza di qualche settimana fa della Corte Costituzionale, relativa al conflitto tra Governo e Regione Valle d’Aosta, ha cambiato sostanzialmente le regole del gioco. La Corte ha scritto che in casi come quello attuale si applica il punto q) dell’art. 117 che parla di potestà esclusiva dello Stato in caso di “profilassi internazionale”. Per questo chiediamo che sia applicato immediatamente e correttamente, nel più breve tempo possibile il “nuovo” art. 117 che, grazie all’intervento della Corte, deve essere il punto di riferimento dell’intervento del governo, senza strumentalizzazioni di parte”.
Nel corso dell’evento è intervenuto il Ministro Roberto Speranza che ha dichiarato: “Il rapporto tra le istituzioni e il mondo dell’associazionismo è fondamentale per trovare soluzioni possibili ai tanti problemi sul tavolo. Due sono gli obiettivi fondamentali che insieme dobbiamo raggiungere: la gestione di una emergenza che è ancora il nostro presente, che è dura ma ci fa guardare con ragionata fiducia al futuro, perché non è vero che siamo messi come un anno fa; e, nello stesso tempo, guardare al futuro per un servizio sanitario di prossimità e in rete con tutti i soggetti, non solo istituzionali, ma anche civici”.

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La rilevazione di Cittadinanzattiva, svolta tra il 15 e il 17 marzo, ha l’obiettivo di confrontare le informazioni che vengono fornite tramite i siti web delle Regioni ai cittadini in particolare in merito alle modalità di prenotazione del vaccino e alle categorie target che possono accedervi in questa fase.

Le indicazioni, distinte Regione per Regione, e le faq generali relative ai Vaccini anti-Covid 19 sono disponibili sul sito web di Cittadinanzattiva a questo link

https://cittadinanzattiva.it/approfondimenti/salute/13815-vaccino-covid-19.html.

 La nostra analisi evidenzia una grande disomogeneità sull’andamento della campagna vaccinale. Le differenze sono già evidenti nelle modalità di prenotazione dei vaccini: in alcune regioni si chiede ai cittadini di registrarsi tramite i portali regionali, in altre sono le Asl a fare le chiamate dirette per la vaccinazione, e gli ulteriori cambiamenti in corsa nelle modalità di prenotazione creano una grande confusione nei cittadini”, dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva.  

“Occorre una comunicazione pubblica coerente, chiara e che non generi panico. Una responsabilità alla quale crediamo debbano rispondere tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni pubbliche, dai professionisti sanitari e dagli operatori dell’informazione. Da parte dell’azienda ci auguriamo ci sarà la massima trasparenza e disponibilità a collaborare con le istituzioni perché si faccia chiarezza su quanto accaduto”, è quanto dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva in merito al blocco, da parte di Aifa, di un lotto del vaccino anti-covid AstraZeneca. “Solo informazioni lucide e circostanziate e una comunicazione chiara ed univoca possono favorire la consapevolezza dei cittadini ed una piena adesione alla campagna vaccinale della quale non possiamo permetterci brusche ed inopportune frenate, tanto più oggi alla vigilia di una nuova fase di semi-lockdown”.

CAREGIVER SURVEY copy

Mi chiamo Francesca. Ho 32 anni e ho scoperto di essere una caregiver quando era troppo tardi, forse. Dall’età di 13 anni mi sono occupata, insieme a mio padre, della mia mamma colpita da una malattia degenerativa molto pesante. Ricordo i sabati sera nei pronto soccorso, le notti in clinica per dormire con lei quando non potevo lasciarla sola e le tenevo la mano, le sue braccia in continuo movimento, gli spasmi quando la cambiavo, la preparavo e le facevo il bagno. Non so bene il momento in cui ho scoperto di essere una caregiver: un giorno, senza saperlo, i ruoli si erano invertiti ed ero io che mi prendevo cura di lei”.

È una delle tante storie di caregiver, spesso giovani, che Cittadinanzattiva ha incontrato sul suo cammino a tutela dei diritti dei cittadini, dalla parte di chi cura e di chi è assistito. In Italia sono un vero e proprio esercito d’invisibili che sostiene il welfare del nostro Paese: in media il 17,4% della popolazione, oltre 8,5 milioni di persone, è caregiver. Spesso si tratta di persone a loro volta anziane, come i familiari che assistono, ma non sempre è così: più di 390 mila sono giovani caregiver che hanno tra i 15 e i 24 anni, ragazzi che si prendono cura regolarmente di un familiare, dedicando tempo, energie, equilibrio e benessere della famiglia. 

savethedate partecipazione finale

La partecipazione civica per le politiche della salute in Piemonte e in Sicilia: due esperienze di partecipazione parallele e differenti

Domani, 25 febbraio, alle ore 16,00, è in programma il web meeting dal titolo “La partecipazione civica per le politiche della salute in Piemonte e in Sicilia”, evento conclusivo del progetto sulla partecipazione in sanità che ha l'obiettivo di raccontare i risultati dei due percorsi regionali.

L’evento si colloca all’interno della seconda edizione del progetto “Partecipazione civica in sanità, qualificare le pratiche di democrazia partecipativa”, reso possibile grazie al contributo non condizionante di Novartis, che grazie alla attivazione di due percorsi regionali paralleli, uno in Sicilia e l’altro in Piemonte, ha messo in pratica, sperimentandole, le indicazioni della Matrice per la qualità delle pratiche partecipative in sanità, risultato finale della prima edizione del progetto “Consultazione sulla partecipazione civica in sanità” che ha visto coinvolti oltre 100 stakeholder.  

 

Parte oggi con un evento pubblico su Zoom, dalle ore 15:30 alle ore 17:00, il percorso di lavoro per giungere ad una Raccomandazione civica sulla medicina personalizzata. L’evento prosegue il lavoro di Cittadinanzattiva - con il contributo non condizionato di Roche - che nel luglio 2020 aveva portato alla realizzazione di un  “Manifesto per il diritto alla medicina personalizzata: focus sull’oncologia”.

Ad oggi si conoscono più di 200 tipi diversi di cancro, di cui quasi la metà rientra nelle categorie di quelli meno comuni o rari e per molti la crescita tumorale è guidata in parte dalle alterazioni genomiche. Gli sviluppi tecnologici, alla base della medicina personalizzata, hanno reso disponibili per molti pazienti nuove opzioni diagnostiche e terapeutiche che hanno portato ad una miglior aderenza terapeutica al trattamento e ad una migliore qualità di vita.

La medicina territoriale e di famiglia messa a dura prova dai mancati investimenti, dalla emergenza pandemica e dalla mancanza di coordinamento delle azioni. SCARICA IL REPORT

Un rapporto in crisi. È questo quello che sembra emergere dall’analisi condotta da Cittadinanzattiva, con il sostegno di FIMMG e con il patrocinio del Ministero della Salute e di 86 tra Società Scientifiche e Associazioni di tutela dei pazienti, nell’ambito del progetto Torniamo a curarci – Non togliamo il medico di torno. La campagna, realizzata con il contributo non condizionato di Novartis, è un invito rivolto a medici e pazienti a tornare a farsi visita in un momento in cui tornare a curarsi è necessario e, seguendo le giuste precauzioni, assolutamente sicuro. Sottolineando anche il ruolo imprescindibile del professionista nella diagnosi e nella cura, e lo straordinario valore della relazione fra medico e paziente.
La medicina territoriale nell’era pandemica ha dovuto affrontare numerose sfide che si legano a doppio filo al ruolo che la Salute ha ricoperto negli ultimi 25 anni nel nostro Paese. Il primo servizio di prossimità per il cittadino, un ruolo di sentinella nel percorso di salute dei pazienti, una dimensione sociale che si intreccia con i molteplici aspetti della vita quotidiana ma, allo stesso tempo, valvola di sfogo in caso di inefficienze del sistema e figura percepita come periferica da Aziende e Servizi Sanitari Regionali.
L’analisi condotta ci restituisce una fotografia abbastanza chiara della medicina territoriale, organizzata attraverso la capillare presenza di MMG/PLS sui territori, interfaccia primario dei pazienti ma con una serie di limiti che, a causa della diffusione del Covid, sono riemersi in tutta la loro virulenza.

oncologia e radioterapia

Obiettivo 2030. In Europa ogni anno 3,5 milioni di cittadini ricevono una diagnosi di tumore e 1,3 milioni di persone muore a causa di questa diagnosi. In Italia per il 2020 sono stati stimati 377.000 nuovi casi di tumore ma il valore registrerà un incremento inoperante a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha generato ritardi nell’erogazione delle cure, sospensione di accertamenti, difficoltà di accesso alla prima diagnosi e agli screening oncologici.

La buona notizia è che negli ultimi dieci anni, grazie agli straordinari progressi della medicina e della ricerca, sono stati raggiunti traguardi importanti: è aumentato il numero di sopravvissuti alla diagnosi di tumore e in molti casi, le persone sono tornate ad avere la medesima aspettativa e qualità di vita della popolazione generale.

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