Screening

  • #NonAspettare2: online la nostra guida informativa

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    Continua il nostro impegno di informazione e sensibilizzazione sul tema degli screening oncologici. L'obiettivo è quello di raggiungere una larga fascia della popolazione, informarla sui rischi di tali patologie e sull’importanza della prevenzione ed aumentare, di conseguenza, l’adesione agli screening organizzati.

    Online sul nostro sito la guida con informazioni aggiornate, consigli utili e in particolare un focus dedicato allo screening del colon retto. Quest'ultimo interessa tutti gli uomini e le donne residenti sul territorio nazionale, di età compresa tra 50 e 69 anni, e viene attuato tramite il test per la ricerca del sangue occulto fecale (SOF).

  • Prevenzione oncologica: #Nonaspettare2

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    La prevenzione è uno strumento per ridurre le disuguaglianze legate a condizioni sociali, economiche e culturali, in tutte le condizioni patologiche, a maggior ragione se parliamo di tumori. Il tasso di sopravvivenza al cancro, infatti, è più alto oggi tra le persone più informate, ma il dato potrebbe modificarsi se ci fosse una maggiore conoscenza dei programmi di screening organizzato, che ancora oggi scontano difformità territoriali sul livello di conoscenza e adesione delle popolazione.

    Per questo intendiamo proseguire il nostro compito di informazione e sensibilizzazione sul tema con la campagna #Nonaspettare.

    L'obiettivo di questa seconda edizione è quello di raggiungere una larga fascia della popolazione, informarla sui rischi di tali patologie e sull’importanza della prevenzione ed aumentare, di conseguenza, l’adesione agli screening organizzati attraverso il racconto di 8 persone - alcune con patologie croniche - di come hanno vissuto e vivono gli screening durante il periodo Covid.

     

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    LA STORIA DI ANGELA 
    Sono Angela ho 65 anni. Aderisco sempre all’invito a fare la mammografia, ben sapendo che, in caso di problemi, è meglio affrontarli subito.
    Ultimamente purtroppo, dopo l’esame ho dovuto fare degli approfondimenti e l’esito è stato di quelli che non si vorrebbero sentire.  
    Sto affrontando questo periodo difficile con l’aiuto delle persone care e con il personale sanitario, gentile e accogliente, che mi indica il  percorso da seguire. Mi sento protetta, vado avanti con fiducia avendo avuto ulteriore conferma dell’insostituibile valore della prevenzione.  

     

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    LA STORIA DI LUCIA
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    ono Lucia, vivo in Italia da dodici anni, sono moldava e di professione faccio la badante; da quando ho la residenza ricevo regolarmente le lettere di invito a fare gli screening oncologici da parte della AUSL e aderisco sempre perché è una cosa molto importante.
    Tutte le mie amiche moldave si sottopongono agli screening. Nel 2020 non ho ricevuto l’invito, probabilmente perché ho cambiato zona di residenza.
    Potrei telefonare ma preferisco di no, voglio aspettare che si corrano meno rischi di contagio nel recarsi nelle strutture sanitarie, ho più paura del covid che del cancro.

     

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    LA STORIA DI CHIARA
    Mi chiamo Chiara, negli ultimi giorni di maggio 2020, alla fine del lockdown, ho scoperto una secrezione mammaria, scoperta che ha stravolto la mia vita. Mi sono attivata immediatamente per fare un controllo e ho trovato posto in clinica il giorno seguente perché molte donne avevano rinunciato allo screening per via del covid. Nessun ritardo a causa dell'emergenza, anzi. Nemmeno un mese dopo, la diagnosi ha confermato il tumore e il 5 agosto ho subito l'intervento di mastectomia e a tutt’oggi sto sostenendo la chemioterapia.    

     

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    LA STORIA DI FRANCESCO
    Sono Francesco, a 52 anni mi è stato diagnosticato un cancro al colon retto. Sono stato molto fortunato perché prima di questa diagnosi, a causa della mia paura della colonscopia, che era più forte della paura di morire, avevo sempre ignorato il consiglio del mio medico curante che ogni due anni insisteva perché mi controllassi. Ero sano, non avevo casi di cancro al colon in famiglia, dunque non volevo saperne di screening. Solo l’insistenza dei familiari e le prove dell’importanza di un controllo accurato mi hanno salvato la vita. Il cancro è stato preso in tempo ed oggi ho una cura che mi permetterà di vivere più a lungo. 

     

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    LA STORIA DI IRINA
    Mi chiamo Irina, sono ucraina e vivo in Italia da dieci anni. Ricevo regolarmente l’invito a fare gli screening e partecipo sempre. Nel 2020 però, pur avendo ricevuto a febbraio l’invito per lo screening per il tumore del colon retto, ho dovuto rimandare perché a marzo il servizio è stato sospeso. Nel frattempo ho perso la lettera di invito. Quando a maggio ho telefonato per informare che avevo perso la convocazione mi hanno dato subito un nuovo appuntamento. Il personale è molto gentile e competente, tutte le mie connazionali, qui, aderiscono alla chiamata agli screening.

     

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    LA STORIA DI DANIELA
    Sono Daniela, nel 2015 mi fu diagnosticato un tumore al colon. Durante la mia esperienza di malattia, ho capito la grande importanza degli screening di prevenzione e consiglio a tutti di approfittare di questa stupenda possibilità che ci viene data. Io mi ritengo fortunata, faccio i miei controlli, ma devo ringraziare del fatto di aver scoperto in tempo, grazie allo screening, questo “mostro” che mi aveva colpito. Sono una persona molto meticolosa nei controlli. Durante il periodo Covid-19, sono riuscita a sfruttare sia il follow up che i controlli dello screening. 

     

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    LA STORIA DI VIOLETTA 
    Il mio nome è Violetta, vengo dall’Ucraina e sono in Italia da dieci anni; essendo arrivata qui come straniera sento l’esigenza di aiutare le persone straniere ad orientarsi in questo Paese, per questo faccio volontariato. Da anni ricevo regolarmente le lettere di convocazione per gli screening e li ho sempre fatti, perché ne riconosco la grande utilità. A marzo 2020 avevo l’invito per il paptest ma per via del Covid l’ho saltato. Nella lettera comunque c’è scritto che basta presentarsi la mattina senza prenotazione e si può fare lo screening, lo farò quanto prima.  

     

    Immagine8LA STORIA DI PAOLA
    Mi chiamo Paola, ho 68 anni. Dall’attivazione dei programmi di screening (mammella, utero, colon-retto) ho risposto agli inviti, consapevole della loro fondamentale importanza al fine di una diagnosi precoce e di una cura mirata. Cinque anni fa una mammografia ha dato esito positivo. Il percorso già organizzato, la presa in carico e l’accompagnamento attento e disponibile da parte dei sanitari mi hanno consentito di essere sottoposta tempestivamente a quadrantectomia e radioterapia, continuando ad oggi il follow up consigliato. Devo alla diagnosi precoce l’ottima riuscita della terapia.

     

    Anno di realizzazione: 2021 (in corso)

    Per maggiori informazioni  contattare
    Roberta passerini: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

    In collaborazione con :
    AMICI ONLUS – ANNA – CNOP – EUROPA DONNA – FAIS FAND – FEDERFARMA – FIMMG -FISMAD FNOPI -GISMa – ONS – SIED

     

    Il progetto è realizzato con il contributo non condizionato di

    Norgine logo res 1000 1000

  • Parte collaborazione tra Cittadinanzattiva e Istituto Tumori Pascale di Napoli

    Parte la collaborazione fra Cittadinanzattiva Campania, Cittadinanzattiva nazionale e l’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli che prevede una serie di attività volte ad informare e tutelare i cittadini, in particolare in ambito oncologico, e che si consoliderà nei prossimi mesi con la firma di un Protocollo congiunto.
    “Con il coinvolgimento dei 36 sportelli di Cittadinanzattiva Campania, nell'ambito di questa collaborazione con il Pascale, abbiamo l’ambizioso obiettivo di accrescere l’informazione e la consapevolezza dei cittadini sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce in ambito oncologico”, dichiara Lorenzo Latella, segretario regionale di Cittadinanzattiva Campania. “La prima di queste attività è finalizzata a sostenere l’importantissima iniziativa messa in campo dal Pascale che con il Camper della prevenzione girerà lungo le spiagge e i luoghi di villeggiatura campani per effettuare visite gratuite per la prevenzione del melanoma. Si parte questo fine settimana da Battipaglia, Agropoli, Capaccio-Paestum e tra 15 giorni il camper arriverà a Cicerale, Vallo della Lucania e Palinuro”.

  • Screening neonatale per malattia SMA: Lazio e Toscana in prima linea

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    Continua il progetto coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e realizzato in collaborazione con diversi centri ospedalieri, istituzioni regionali e con il supporto non condizionato dell’azienda farmaceutica Biogen, che coinvolge i punti nascita nel Lazio: campioni di DNA di circa 140 mila bambini in due anni (stimati, compresi i centri nascita della Toscana che cominceranno a breve) verranno analizzati per permettere di fare con certezza la diagnosi di SMA (Atrofia Muscolare Spinale) quando ancora non ha fatto il suo esordio e quindi prima che produca danni gravi ed irreversibili.

    É tutto pronto anche per dare il via alla campagna social di sensibilizzazione per raggiungere le famiglie attraverso i social media, ideata e realizzata grazie alla sinergia di Famiglie SMA e Osservatorio Malattie Rare.

  • Campagna #nonaspettare: l'importanza degli screening oncologici

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    Continua la nostra campagna social #Nonaspettare di supporto al programma nazionale di screening per il cancro alla mammella, al colon retto e alla cervice uterina.
    L’obiettivo è quello di raggiungere una larga fascia della popolazione, informarla sui rischi di tali patologie e sull’importanza della prevenzione e ad aumentare, di conseguenza, l’adesione agli screening organizzati.
    Infatti, su tredici milioni di persone invitate nel 2015 meno della metà ha eseguito gli esami. Ma gli inviti non arrivano a tutti quelli che sono nell’età prevista dalla legge e ne avrebbero diritto: quelli per le mammografie hanno raggiunto nove donne su dieci al nord e al centro, e sei su dieci al sud; di queste hanno accettano di eseguire la mammografia il 63% al nord, il 56% al centro, il 36% al sud. Ancora, l’invito ad eseguire il test di ricerca di sangue occulto nelle feci ha raggiunto il 90% delle persone (uomini e donne) in età adatta al nord, il 40% al sud.

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