Diritti umani

  • Carceri, storie di vita reale dietro le sbarre

    Abbandonati a loro stessi e, spesso, senza cure né assistenza, lontani dai familiari o dietro le sbarre con i propri bambini, oppure rinchiusi in ospedali psichiatrici giudiziari: è questa la realtà, di dolore e sofferenza, vissuta da molti detenuti all’ interno degli istituti penitenziari. Leggi le loro storie

  • Detenuto senza assistenza, un altro caso di malasanità in carcere

    E’ accaduto a Roma, nel carcere di Rebibbia, dove un detenuto in seguito ad una caduta, a causa della lunga burocrazia e per la mancata presa in carico da parte della struttura adeguata, rischia la paralisi alle gambe. Si tratta dell’ennesimo caso di malasanità all’interno degli istituti penitenziari: come stabilito dall’art. 7 del Patto per la salute 2014-2016, il 30 settembre scorso la Conferenza Unificata avrebbe dovuto approvare le Linee Guida sull’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari. Siamo ancora in attesa. Per saperne di più

  • Carceri, un dramma senza fine

    Non sono solo i detenuti le vittime di un sistema malato, ma anche gli agenti penitenziari: troppi suicidi, se ne contano almeno otto dall’inizio del 2014, a causa dello stress lavorativo e delle condizioni in cui versano le strutture penitenziarie. E sulla nomina del nuovo capo Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria (DAP) ancora nessuna novità. Approfondisci

  • Sovraffollamento carceri, previsto risarcimento per i detenuti

    Grazie alle novità introdotte dal D.lgs. n. 92/14 (convertito in Legge n. 117/14) è stata prevista la possibilità per detenuti ed internati di avanzare una richiesta di risarcimento danni per le condizioni inumane e degradanti a cui sono o sono stati sottoposti all'interno degli istituti penitenziari. Leggi l’approfondimento

  • Carceri: nuova condanna per l’Italia dalla CEDU

    Ennesima sanzione per il nostro Paese e  sempre per il problema del sovraffollamento carcerario. La Corte europea di Strasburgo ha infatti condannato nuovamente l’Italia per  violazione dei diritti dei detenuti, sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Leggi di più

  • No prison - un manifesto sulle carceri

    Il 14 luglio Franco Corleone, Garante de detenuti della Toscana, ha presentato a Firenze un manifesto di 20 punti ideato da Livio Ferrari, Direttore del centro francescano di ascolto di Rovigo e Massimo Pavarini, professore di diritto penitenziario all’Università di Bologna, con l'obiettivo di superare l'attuale assetto delle carceri italiane, per tornare alle funzioni proprie della detenzione, ovvero riabilitazione e rieducazione. Guarda la presentazione del Manifesto

  • Tortura: punto e a capo?

    E’ di qualche giorno fa la notizia della condanna dell’Italia per tortura da parte della Corte Europea di Strasburgo. E il 26 giugno scorso, proprio in occasione della Giornata mondiale per le vittime della tortura, Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva hanno organizzato a Roma un incontro-dibattito ed una mobilitazione in piazza per chiedere al Parlamento italiano di approvare finalmente una legge che istituisca il reato di tortura. Leggi l’appello e guarda sulla nostra pagina di Facebook le foto della giornata

  • Tortura: punto e a capo?

    Il 26 giugno, Giornata mondiale per le vittime della tortura, Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva chiedono che, dopo 26 anni di ritardo, il Parlamento italiano approvi finalmente una legge che istituisca il reato di tortura. Organizzati un incontro-dibattito ed una mobilitazione alle ore 19:00 in piazza del Pantheon a Roma. Partecipa anche tu portando un fiore rosso! Leggi l'appello, la bozza di programma e aderisci all'iniziativa

  • Sovraffollamento carcerario: risarcimento per le vittime di trattamenti inumani

    Venerdì 20 giugno 2014 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge contenente disposizioni urgenti in materia di risarcimento in favore dei detenuti vittime di trattamenti contrari al senso di umanità. Previste riduzioni di pena ed un risarcimento di otto euro per ciascuna giornata di detenzione trascorsa in condizioni degradanti  per coloro che non si trovino più in carcere. Leggi ancora

  • TORTURA: PUNTO E A CAPO?

    “TORTURA: PUNTO E A CAPO?” DOMANI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE VITTIME DELLA TORTURA, L’APPELLO  E LE INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA, ANTIGONE E CITTADINANZATTIVA PER L’INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA IN ITALIA 
     
    In occasione del 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime della tortura, Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva rivolgono un appello ai presidenti delle commissioni Giustizia della Camera e del Senato perché sia finalmente introdotto il reato di tortura nel codice penale italiano.
    Con l’appello, sottoscritto da oltre 20 organizzazioni, viene richiesto alle forze politiche di colmare, entro il 2014, una gravissima lacuna presente nell’ordinamento nazionale da oltre un quarto di secolo. Il testo dell’appello è disponibile sul sito delle associazioni promotrici.Nella stessa giornata Amnesty International Italia, Antigone e Cittadinanzattiva promuovono tre iniziative. 
  • Tortura: punto e a capo?

    giustizia stop 2015 02 13

    La ratifica italiana della “Convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti” risale esattamente a 25 anni fa, nonostante ciò nell’ordinamento nazionale manca ancora la previsione di uno specifico reato di tortura.
    Un’inadempienza macroscopica di precisi obblighi internazionali sulla quale si è accumulato un ritardo di un quarto di secolo. 
    A partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, il divieto di tortura è contemplato in convenzioni e trattati internazionali e sovranazionali ai quali lo Stato Italiano ha puntualmente aderito1.

  • Sovraffollamento carceri

    Significativi risultati per l'Italia in materia di sovraffollamento carceri. A fronte della sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, pronunciata l'8 gennaio 2013, nei confronti dell’Italia e del suo sistema penitenziario, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha valutato positivamente i miglioramenti della situazione nelle carceri italiane e rinvia al giugno 2015 un'ulteriore valutazione sull'attuazione delle misure decise dal governo per affrontare il problema del sovraffollamento. Per approfondimenti

  • Detenuti ristrutturano a Lecce il carcere dove sono reclusi

    Una buona pratica, un esempio da seguire soprattutto in questo momento critico che caratterizza l’Italia ed il suo sistema penitenziario. Si tratta di un progetto dal nome “Giardino Radicale” e riguarda il carcere di Borgo San Nicola (LE), noto per l’emergenza sovraffollamento. I detenuti sono stati coinvolti nel miglioramento delle condizioni della struttura in cui vivono, in particolare degli spazi comuni. Leggi tutto

  • Carceri, l’Italia rischia pesanti risarcimenti

    Il 28 maggio scorso è scaduto il tempo massimo concesso all’Italia dalla Corte di Strasburgo per adottare misure volte a ripristinare la legalità nelle carceri e ad abbattere il sovraffollamento. Tra qualche giorno è prevista la sentenza definitiva del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che potrebbe costare al nostro Paese fino a 100 milioni di euro. Approfondisci

  • Carceri, ultimatum della CEDU in scadenza. E ora cosa succede?

    Nel gennaio 2013 la Corte Europea di Strasburgo aveva condannato l’Italia per il trattamento inumano e le condizioni degradanti riscontrate in alcuni istituti penitenziari. Ed aveva concesso un anno di tempo – con scadenza il 28 maggio 2014 - per rientrare nella legalità ed individuare un meccanismo di compensazione per le vittime di questa  condizione. Nei prossimi giorni il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa valuterà le politiche penali e penitenziarie italiane e le proposte di miglioramento avanzate. Leggi di più

  • Carceri: un appello per salvare il sistema penitenziario italiano

    Aumentano con ritmo costante le adesioni all'appello del 24 aprile 2014 promosso dalla rete di associazioni della campagna 'Tre leggi'' ed indirizzato ai massimi rappresentanti istituzionali italiani ed europei. Anche Cittadinanzattiva è tra le associazioni firmatarie, rappresentative dell'intero mondo sociale che ruota attorno alle carceri italiane. Leggi l'appello

  • Carceri: l’Italia rischia multe da Strasburgo

    Si avvicina la scadenza imposta all’ Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. A fine maggio a Strasburgo si potrebbe decidere di procedere alle condanne sui 4.000 ricorsi pendenti in relazione al sovraffollamento delle carceri italiane. Continua a leggere

  • Salute in carcere, i dati dell’indagine: oltre metà popolazione è malata

    Malattie infettive, patologie da tossicodipendenza o psichiatriche: queste le rilevazioni riguardanti gli istituti di pena italiani, secondo l’analisi che la SIMSPE (Società Italiana Medicina e Sanità Penitenziaria) ha presentato qualche giorno fa durante l’evento “Salute in carcere, oggi”; i dati, hanno anche fatto emergere la necessità di istituire un osservatorio apposito per gestire politiche e interventi in materia. Leggi l’articolo su www.corrierenazionale.it e www.quotidianosanita.it

  • Decreto “Svuota carceri”: il testo è Legge

    Misure per sfoltire la popolazione carceraria e più diritti per i detenuti: sono questi gli obiettivi principali della riforma, approvata definitivamente dal Senato, a due giorni dalla sua scadenza. Leggi nel dettaglio cosa prevede il Decreto. Leggi tutto

  • Associazione Antigone, presentato il decimo Rapporto sulle carceri

    Quella del sistema carcerario italiano è ormai una vera e propria emergenza, ed a sottolinearlo è lo stesso Rapporto presentato dall’associazione Antigone il 19 dicembre scorso a Roma, dal titolo “L’Europa ci guarda”. Il report offre una visione a  360° della realtà carceraria del nostro Paese con numeri che fanno paura: l’Italia si conferma "maglia nera" in Europa per sovraffollamento e suicidi in carcere. Leggi di più e vai al sito dell’Associazione

  • "Morire per strada e nelle carceri"

    Un lungo articolo, scritto dal Segretario e dal Responsabile nazionale dell’Organizzazione di Psichiatria Democratica che racchiude riflessioni a proposito del decesso avvenuto in strada, a Napoli, di una persona senza fissa dimora e di un giovane detenuto nel carcere di Poggioreale. Leggi  l’articolo

  • Carceri: è l’Italia degli sprechi

    Istituti penitenziari costruiti ma celle mai utilizzate: è questo uno dei grandi paradossi italiani, che fa più scalpore in un momento in cui lo stato del sistema carcerario italiano è in preda all’emergenza. Tutto questo mentre a Strasburgo sta per essere presentato l’ennesimo Piano contro il sovraffollamento delle carceri per garantire il rispetto della scadenza del maggio 2014 dettata dalla Corte europea dei diritti umani per porre rimedio alle condizioni di vita inumane dei detenuti. Leggi di più

  • Sovraffollamento carcerario: qual è la soluzione possibile?

    Ce la propone il sito www.linkiesta.it con un’interessante analisi che prende spunto dai dati del sovraffollamento degli istituti carcerari italiani forniti dal Ministero della Giustizia.

  • Carceri italiane, un bilancio che fa paura

    Secondo l’Osservatorio permanente sui morti in carcere, in meno di cinque anni si sono tolti la vita ben 306 detenuti, sintomo evidente del disagio esistenziale vissuto all’interno delle strutture penitenziarie. L’Italia rischia ancora sanzioni ed urge un intervento immediato. Approfondisci

  • Diffamazione a mezzo stampa: no al carcere

    Per i giornalisti mai più carcere in caso di diffamazione, ma solo pene pecuniarie. Si tratta della principale novità contenuta nella proposta di legge sulla diffamazione approvata dalla Camera ed ora al vaglio del Senato. Per saperne di più

  • Carceri: è l’Italia della vergogna

    Il presidente Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di appello a Camera e Senato affinché la situazione di dramma in cui versa il sistema carcerario italiano venga immediatamente affrontata. Il termine ultimo per provvedere, come stabilito dalla Corte di Strasburgo, scade il 20 maggio 2014. Approfondisci

  • Decreto carceri: proposta incoraggiante ma c’è molto da fare

    Il decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 2 luglio 2013 n. 153 è sicuramente un buon inizio, perché corregge forti squilibri del sistema detentivo italiano ed affronta l’emergenza sovraffollamento. Ma restano aperti tanti altri nodi critici su cui Cittadinanzattiva chiede di intervenire. Leggi il nostro blog

  • Sovraffollamento carcerario, numeri che fanno paura

    Mentre il Governo lavora al decreto legge per fronteggiare il problema, i dati recenti forniti dal Ministero della Giustizia confermano che quella del sovraffollamento delle carceri italiane è una vera e propria emergenza. A fronte di una capienza di circa 47 mila posti, negli istituti di pena italiani sono attualmente presenti quasi 66 mila detenuti. Per conoscere gli altri dati leggi l’interessante infografica su L'Inkiesta

  • Carceri: si lavora per l’emergenza sovraffollamento

    Il Ministero della Giustizia sta mettendo a punto un decreto per alleggerire la pressione sulle carceri e per fronteggiare il problema del sovraffollamento. Un’emergenza, questa, che porterà a far uscire dagli istituti circa quattromila detenuti, prediligendo le misure alternative alla detenzione per adeguarsi alle direttive della  Corte Europea di Strasburgo entro maggio 2014. Approfondisci

  • I Cie come le carceri: una lotta per la sopravvivenza

    Condizioni degradanti, mancato rispetto della dignità umana, negazione dei diritti fondamentali: è questa la denuncia che arriva dall’organizzazione dei Medici per i diritti umani, dopo un anno di visite e testimonianze raccolte all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione presenti in Italia. Per saperne di più

  • Sovraffollamento carceri: l’Italia è la terza in Europa

    Peggio di noi solo Serbia e Grecia: è questa la situazione che emerge dall’ultimo Rapporto del Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria in 47 Paesi europei e relativo al 2011. Il nostro Paese è in coda alla classifica anche per il numero di detenuti in attesa di giudizio, alle spalle di Ucraina e Turchia: 14.140 su un totale di 67.104 persone private della libertà (pari al 21%). Per saperne di più

  • 3 leggi su tortura, droga e carceri

    Cittadinanzattiva su 3 leggi di iniziativa popolare su giustizia e diritti in carcere:
    soddisfazione per le prime 10mila firme raccolte. A breve sarà possibile firmare anche presso molti Comuni

    "Siamo molto soddisfatti del risultato di questa prima giornata di mobilitazione nazionale sulle tre proposte di legge di iniziativa popolare per la introduzione del reato di tortura, la legalità nelle carceri e per la modifica della legge sulla droga. In poche ore sono state raccolte oltre 10mila firme", ad affermarlo Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva, che aderisce al Comitato promotore della campagna "3leggi per la giustizia e i diritti".

  • “Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe”: si firma!

    Cittadinanzattiva è fra le associazioni del comitato promotore della Campagna pubblica per la raccolta delle firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare contro la tortura, contro la legge sulle droghe e per la legalità nelle carceri. Ricordiamo che il 9 aprile 2013, dalle ore 9 alle ore 13, si firma davanti ai tribunali di tutta Italia: sostieni anche tu la campagna! Leggi il comunicato stampa

  • Sovraffollamento carceri: la pena inumana non è una pena

    Seguendo l'esempio del Tribunale di Sorveglianza di Venezia - che circa un mese fa aveva emesso una ordinanza di rinvio alla Corte Costituzionale su un detenuto a Padova costretto a scontare la pena in una cella di neanche 3 mq - anche i giudici di Milano alzano la voce. Chiesta alla Consulta una pronuncia che consenta il differimento della pena quando le condizioni della reclusione si traducano in un comportamento contrario al senso di umanità. Per saperne di più

  • “Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe”: si firma!

    Cittadinanzattiva è fra le associazioni del comitato promotore della Campagna pubblica per la raccolta delle firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare contro la tortura, contro la legge sulle droghe e per la legalità nelle carceri. Il 9 aprile si firma davanti ai Tribunali di tutta Italia. Leggi il comunicato stampa

  • Una campagna civica in tema di tortura, droghe e carceri

    Cittadinanzattiva è fra i promotori della Campagna lanciata da Antigone e finalizzata alla raccolta di firme per tre proposte di legge di iniziativa popolare che riguardano l'introduzione in Italia del reato di tortura, la modifica della legge sulle droghe e l'adozione di misure per la reale tutela dei diritti dei detenuti e la riduzione del sovraffollamento penitenziario. Approfondisci e firma l'appello

  • Sulle carceri ancora tanto da dire...e da fare

    Il presidente Napolitano si è recato in visita all’istituto penitenziario di San Vittore, uno dei luoghi simbolo del sovraffollamento e del degrado carcerario. Condizioni insostenibili, detenuti in numero doppio rispetto alla capienza effettiva della struttura, trattamenti inumani: un appello, sempre più forte, affinchè lo Stato si adoperi a fronteggiare il problema. Leggi qui

  • Napoli: “...insieme per un’alternativa al carcere in difesa del nostro Mare...”

    Il Parco Sommerso di Gaiola oggi, oltre a rappresentare un enorme patrimonio ambientale e culturale della Città di Napoli, è un’importante risorsa sociale in considerazione dell’alto valore educativo e rieducativo che è chiamata a svolgere anche in considerazione del contesto territoriale metropolitano in cui è inserita.  Proprio in quest’ambito si inserisce il Progetto “GAIOLAvoriamo insieme”, nato dall’incontro delle rispettive esperienze maturate dal CSI Gaiola onlus e dal SerT Centro Palomar, d’intesa con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei (Ente Gestore dell’AMP di Gaiola), in collaborazione con UEPE e con il Patrocinio del Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Sociali. Il Progetto si pone come strumento di conoscenza e partecipazione attiva degli utenti del Palomar in regime di misura alternativa alla detenzione, affinché essi abbiano coscienza del proprio territorio e possano sentirsi parte integrante del processo di salvaguardia e valorizzazione del Parco attraverso azioni pratiche di utilità sociale ed ambientale. Il Progetto si propone di stimolare la sensibilità per la salvaguardia di spazi e luoghi del patrimonio storico-ambientale napoletano anche mediante un approccio ecologico-sociale che dalla cura attiva di uno spazio pubblico possa sviluppare un senso di responsabilità nei confronti della collettività. Il progetto inoltre si propone di sviluppare un’azione strategica tra più soggetti coinvolti nel sociale per migliorare la condizione di coesione e inclusione sociale. Approfondisci

  • Carceri: Strasburgo condanna l’Italia

    Detenuti in celle di tre metri quadrati, se sono fortunati; condizioni degradanti, trattamento inumano: le carceri italiane sono messe sotto accusa dalla Corte Europea dei diritti umani. Per l’Italia arriva la condanna per la violazione dei diritti dei detenuti ed arriva l’ultimatum: un anno per cambiare. Leggi di più

  • Carceri: è emergenza sovraffollamento

    Il Presidente della Repubblica Napolitano è tornato recentemente a parlare di amnistia e di indulto quali possibili soluzioni all'ormai endemico problema del sovraffollamento delle carceri italiane. Su www.lavoce.info troviamo un’interessante analisi che ci offre soluzioni alternative. Leggi qui

  • Caso scarcerazione Aiello

    Cittadinanzattiva su caso Aiello: la giustizia di ferma di fronte ad un menù! il Ministro riferisca in Parlamento sulle conclusioni delle indagini

    "La lotta alla mafia e alla corruzione si ferma di fronte ad un piatto di fave e piselli", questo il commento di Cittadinanzattiva a proposito della conclusione dell'indagine ministeriale sulla detenzione del boss della sanità privata siciliana Michele Aiello.
    "Sorprende che gli ispettori del Ministero della Giustizia non abbiano trovato alcuna irregolarità nella gestione del caso Aiello. Non si può rimettere nel suo terreno di coltura un mafioso e corrotto conclamato, perché la direzione penitenziaria non è in grado di garantire la sostituzione dei pasti. La giustizia si ferma di fronte ad un menù", si chiede Laura Liberto, coordinatrice di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva.

  • Carceri: la verità dietro i numeri

    Secondo una nota inviata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato dall’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, le voci recentemente diffuse dal Governo sulla significativa riduzione del numero dei detenuti nelle carceri italiane, conseguente alle misure recentemente varate dall’Esecutivo, sarebbero totalmente fuorvianti. I dati in possesso del sindacato indicherebbero infatti 66.200 detenuti per 45.750 posti. Oltre ai numeri, allarmanti sarebbero le condizioni di vita in carcere e il costante allentamento degli impegni assunti dal Governo ad inizio mandato. Per saperne di più

  • “Bambini in carcere: non LUOGO a procedere”

    Questo il titolo del convegno organizzato a Milano il 30/03/12 dalle Associazioni Terre des Hommes e Bambinisenzasbarre. Il tema affrontato è stato quello della presenza in carcere dei bambini, figli di madri detenute, la cui normativa è dettata dalla legge n. 62 del 2011. Ad oggi non è ancora entrato in vigore il relativo decreto attuativo: in mancanza, il rischio è quello di veder costretti i bambini a vivere entro le mura degli istituti penitenziari fino a 6 anni. Visiona La Legge e Il Comunicato Stampa

  • Chiude il centro per rifugiati e vittime della tortura a Roma

    Prima struttura operativa nel settore del trattamento delle patologie post-traumatiche e da stress, attiva dal 2004 e con oltre 1000 visite l’anno, chiude per la mancanza di rinnovo della convenzione fra Ministero della Salute e A.O. S. Giovanni dell’Addolorata. La notizia su www.repubblica.it e www.nirast.it

  • I soldi del risarcimento al decreto “svuota carceri”

    I TAR di Puglia e Lazio indicano in 90 giorni il termine per la chiusura delle pratiche di transazione, con il Ministero fermo sulla prescrizione in 5 anni che ha anche autorizzato, per finanziare la misura per il sovraffollamento carcerario, il prelievo dai fondi destinati alle transazioni. Il 28 febbraio la discussione al Parlamento Europeo. Approfondisci

  • Carcere affollato? Il detenuto va risarcito

    E’ accaduto per la prima volta a Lecce, dove il Tribunale di sorveglianza ha riconosciuto un indennizzo a favore di quattro detenuti presso l’istituto penitenziario di Borgo San Nicola. Il motivo? La lesione della dignità umana, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione. Approfondisci

  • Fiducia del Governo al Decreto “svuota carceri”

    Con il si della Camera diventa legge il decreto che prevede misure per contrastare il sovraffollamento carcerario. Si amplia la possibilità di accesso alle misure alternative alla detenzione sia nella fase cautelare per l'imputato in attesa di giudizio, sia successivamente alla condanna. Approfondisci

  • Melfi: Chiediamo più dignità per i detenuti del carcere

    Condizioni di vita e lavoro dignitose non solo per le guardie giudiziarie ma anche e soprattutto per i detenuti del carcere di Melfi, costretti a vivere in ambienti fatiscenti e non riscaldati. È la richiesta, formulata in una lettera aperta e rivolta al Ministro della Giustizia Severino, del Vice Segretario di Cittadinanzattiva Basilicata Mauro Torciano. Leggi di più

  • Emergenza carceri: lo Stato devolve l’otto per mille

    Dell’importo totale di competenza statale relativo al 2011, cinquantasette milioni di euro sono la cifra che il Governo ha deciso di destinare “alle esigenze dell'edilizia carceraria e per il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni". Approfondisci

  • Carceri sovraffollate, male cronico dell'Italia

    Nei moduli progettati per un massimo tollerabile di 903 persone, nel carcere bolognese della Dozza, si contano 1.024 uomini e 67 donne: più del doppio della capienza. La vita trascorre in celle di dieci metri quadrati da condividere. Il reportage di Repubblica

  • Lavoro in carcere: quanto produce?

    La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha svolto un'indagine per verificare il livello di attività dei carcerati di tutta Italia, valutando il valore economico prodotto dal lavoro svolto. I risultati non sono confortanti: di 70 mila detenuti, producono solo in 14 mila. Approfondisci

  • Carcere invivibile: decisione "epocale" nel panorama italiano

    Il magistrato di sorveglianza di Lecce ha condannato l'amministrazione penitenziaria a risarcire il danno esistenziale provocato ad un detenuto straniero, in ragione dell'insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione. Approfondisci

  • Un appello delle associazioni per risolvere l'emergenza carceraria

    Una lettera a firma di Magistratura Democratica, Antigone, Ristretti Orizzonti e Coordinamento nazionale dei Garanti dei Detenuti è stata diffusa a tutti i parlamentari di Camera e Senato al fine di sollecitare un intervento istituzionale che risolva le criticità del sistema carcerario italiano. L'iniziativa anticipa la conferenza stampa del 13 luglio, in cui le stesse associazioni presenteranno il documento "Sovraffollamento: che fare?". Per saperne di più www.repubblica.it, www.agenparl.it

  • No al carcere per le detenute madri

    La Legge n. 62 del 2011 dispone che le donne condannate a pene detentive incinta o con figli minori entro il sesto anno di età non saranno più detenute in carcere, salvo "esigenze di eccezionale rilevanza". In quest'ultimo caso la detenzione sarà disposta presso un istituto a custodia attenuata. La Gazzetta ufficiale

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