Diritti umani

  • Mercoledì 11 maggio 2016 Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera hanno avuto un incontro con il Sottosegretario con delega all’Immigrazione Domenico Manzione presso gli uffici del Ministero dell’Interno. Nel corso dell’incontro le associazioni hanno consegnato i rapporti “Accogliere, la vera emergenza” e “InCAStrati”, già presentati alla stampa il 25 febbraio scorso, evidenziando  le numerose criticità riscontrate in un anno di accessi e visite nei CIE, CARA e CAS.

  • lasciateci-entrare

    Venerdì 22 luglio, dalle ore 11 presso la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), la Campagna LasciateCIEntrare ha organizzato una conferenza stampa per presentare i risultati della mobilitazione nazionale tenutasi lo scorso 20 giugno in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato.

  • carcere

    È successo a Firenze, dove un giudice ha adottato un provvedimento di scarcerazione anticipata nei confronti di un detenuto e risarcito lo stesso perché recluso in violazione dei principi dettati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Secondo il magistrato, il detenuto ha patito una detenzione “inumana e degradante”, costretto a vivere in una cella troppo piccola, con nessuna libertà di movimento, senza acqua calda, con escrementi, scarafaggi, muffe alle pareti, cibo pessimo.

  • violenza sessuale

    Si è celebrata il 25 novembre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: tantissime le manifestazioni e le campagne di sensibilizzazione che si sono svolte dal Nord al Sud dell’Italia, per dire basta ad una violenza che rappresenta la negazione stessa di ogni diritto.

  • CODICI IDENTIFICATIVI PER LE FORZE DI POLIZIA 10

    Con un appello rivolto al ministro dell’Interno Matteo Salvini e al capo della Polizia Franco Gabrielli, Amnesty International Italia ha lanciato una campagna, alla quale aderisce anche Cittadinanzattiva, perché le forze di polizia siano dotate di codici identificativi alfanumerici individuali durante le operazioni di ordine pubblico.

    Diciassette anni dopo il G8 di Geno­va del 2001, benché le violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani commesse in occasione di quell’evento siano state accerta­te in giudizio, molti fra gli appartenenti alle forze di polizia coinvolti sono rimasti impuniti, in parte proprio perché non fu possibile risalire all’identità di tutti gli agenti presenti.

    Già nel 2012 il Parlamento europeo approvava una risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2010-2011) in cui, alla raccomandazione n. 192, si sollecitavano gli stati membri “a garantire che il personale di polizia porti un numero identificativo”.

  • Acquarius

    “Chiediamo che i migranti in attesa sulla Aquarius non siano lasciati in stato di abbandono in mare per una contesa politica. E’ necessario trovare urgentemente una risposta che salvaguardi le 629 vite umane, persone che hanno lasciato il loro Paese alla ricerca di condizioni di vita migliori, mettendo a rischio la propria per dare un futuro ai propri figli", commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva.

    “Chiediamo quindi, anche alla luce della disponibilità di città come Napoli, Palermo, Taranto e Reggio Calabria, che si apra urgentemente la possibilità di sbarco in un porto perché la salvaguardia delle vite umane deve essere prioritaria rispetto a qualunque necessità politica o diplomatica”. #apriteiporti  #umanitàperta

  • tortura

    Dopo quasi trent’anni dalla ratifica italiana della Convenzione ONU, nel codice penale compare uno specifico reato di tortura. “Oggi dovremmo quindi essere particolarmente soddisfatti, ma quella appena approvata è una legge che non ci piace. Lontana dalle previsioni del testo della Nazioni Unite, la legge presenta limiti enormi, che porranno altrettanti problemi sul piano applicativo, col rischio di lasciare comunque impunite, o di punire inadeguatamente, diverse condotte che nei fatti integrano la tortura.” Dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. Cittadinanzattiva è protagonista a partire da oggi, insieme ai co-promotori ActionAid Italia e Slow Food Italia, del II Festival della Partecipazione, in programma a l’Aquila fino al prossimo 9 luglio (www.festivaldellapartecipazione.org)

  • una sequenza di misure contrarie a garanzie fondamentali per i diritti umani

    “Come promesso e previsto si ricorre, in dispregio dei presupposti costituzionali, alla decretazione d’urgenza per “rispondere” ad emergenze finte e create a tavolino o, a loro volta, frutto di decenni di cattiva gestione dell’accoglienza e dei fenomeni migratori. Con il rischio questa volta di generare vere emergenze”, così afferma Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva in merito all'approvazione oggi in Consiglio dei Ministri del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza.

    "Il decreto è una sequenza di misure che inficiano garanzie fondamentali, aprendo la strada a derive potenzialmente pericolose per tutti, e che sono inoltre prive di ogni progetto di gestione e governo dell’immigrazione. Un provvedimento che: elimina una delle declinazioni del diritto costituzionale di asilo - la protezione umanitaria (sostituita dalla previsione di permessi speciali per ragioni di salute, calamità naturali e meriti civili) - ; arriva a raddoppiare i tempi della detenzione amministrativa con la falsa promessa di facilitare e massificare i rimpatri; colpisce il diritto di difesa escludendo il “patrocinio gratuito” nei casi in cui il ricorso avverso il diniego della protezione sia dichiarato improcedibile o inammissibile; aumenta il numero dei reati per i quali viene revocata la protezione internazionale.

  • processo cucchi

    Cittadinanzattiva è stata ammessa parte civile e sarà a fianco della famiglia Cucchi anche nel terzo procedimento, quello che ha portato alla luce depistaggi e responsabilità ai vertici dell’Arma e che vede imputati otto militari accusati di avere messo in atto falsi e insabbiamenti. Un altro importante riconoscimento per la nostra Associazione, rappresentata anche in questo processo dall’avv. Stefano Maccioni della rete Giustizia per i Diritti. Parallelamente prosegue anche il'inchiesta bis, che vede sempre presente Cittadinanzattiva come parte civile e rispetto al quale un altro passo in avanti è stato fatto.

  • Sabato 18 aprile 2015, presso il Campus di Mestre – IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia), si è svolto il convegno annuale sui Diritti Umani, dal titolo “Educazione ai diritti umani e alla giustizia nella società liquida”.  E’ stata l’occasione per riflettere sul tema e per presentare un’indagine comparata internazionale condotta tra gli studenti dell’ateneo e tra i loro colleghi spagnoli del Ces Don Bosco di Madrid.

  • cagliari

    Il prossimo 24 novembre, dalle ore 9,30 alle ore 12,30, a Cagliari, i volontari di Cittadinanzattiva Cagliari saranno presenti presso gli esercizi commerciali Superstore Conad (via dei Valenzani e via Jenner) e Nonna Isa (via Sonnino) di Cagliari per sensibilizzare i cittadini contro la violenza sulle donne.

    L’iniziativa rientra nel Calendario condiviso di eventi per il contrasto alla violenza e alle discriminazioni “Viva la libertà! Cagliari contro la violenza” predisposto dal Comune di Cagliari, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre 2018.

    I volontari regaleranno ai cittadini che la mattina di sabato 24 novembre si recheranno a fare la spesa, presso gli esercizi commerciali aderenti, una shopper sulla quale è stampato il messaggio “Voglio essere libera … Libera come una donna”, insieme ad una piccola brochure con i contatti dei centri di ascolto donne, centri antiviolenza, ecc., presenti nel comune di Cagliari.

  • secondomemorialstefanocucchi

    Venerdì 21 ottobre, presso il Nuovo Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti, 9A - San Lorenzo) si è svolta la seconda parte del #SecondoMemorialStefanoCucchi con la partecipazione di artisti, musicisti, attivisti, esperti, associazioni e singoli cittadini per non dimenticare e per dire no alla violenza.

  • slide nonunadimeno

    Il 26 novembre prossimo si svolgerà a Roma la Manifestazione nazionale “Non Una di Meno” contro la violenza maschile sulle donne, un corteo che attraverserà la città in segno di protesta per denunciare la violenza e gli abusi subiti. Cittadinanzattiva ha aderito con convinzione all’iniziativa: la manifestazione rappresenta l’inizio di un percorso che ha come scopo la scrittura di un Piano antiviolenza nazionale femminista a cui si inizierà a lavorare a partire dal 27 novembre, in un’assemblea plenaria che si terrà a Roma.

  • CA aderito appello scioglimento casapound

    Cittadinanzattiva sostiene e aderisce all’iniziativa promossa da Anpi - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - per lo scioglimento di Casapound e di tutte le formazioni neofasciste, a cui hanno aderito tantissime Associazioni, sindacati e partiti. Di fronte ai recenti fatti di violenza avvenuti a Roma ai danni dei ragazzi del Cinema America ed alla inconsistente risposta del Governo, Cittadinanzattiva, da sempre impegnata contro discriminazioni, intolleranza politica, razzismo e sul terreno della diffusione della cultura della democrazia, della legalità costituzionale e della solidarietà, condivide la richiesta di un intervento necessario della Magistratura nei confronti di formazioni che si collocano al di fuori dal contesto democratico e si richiamano espressamente al fascismo. "E’ doveroso supportare e rilanciare questa iniziativa, nella convinzione che le pericolose derive antidemocratiche cui oggi assistiamo debbano trovare la reazione ferma e coesa della società civile e di tutte le organizzazioni che, come la nostra, si riconoscono nei valori della Costituzione dell'antifascismo": queste le parole di Laura Liberto, Coordinatrice nazionale della Rete Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva.

  • iomidenuncio

    Giovedì 20 luglio alle ore 18:30 si svolge una manifestazione per esprimere solidarietà rispetto ai fatti accaduti nel corso del  flash mob promosso da Amnesty International il 20 Giugno scorso a Roma, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Durante il flash mob cinque ragazzi, attivisti, sono stati denunciati per aver espresso il loro pensiero critico nei confronti dei decreti Minniti-Orlando: a loro carico si è aperto un procedimento penale per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate e per violenza e minaccia a un pubblico ufficiale. Quello che poteva rimanere uno spiacevole episodio si è trasformato, quindi, in una realtà ben più severa per i cinque ragazzi, di fatto sottraendo ogni spazio alla libertà di pensiero e di critica nei confronti di alcuni provvedimenti governativi.

  •  cornice sonoitalianoancheio

    Venerdì 13 ottobre il movimento #Italianisenzacittadinanza e L'Italia sono anch'io hanno organizzato una grande manifestazione in Piazza Montecitorio, a Roma, per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Cittadinanzattiva ha aderito a questa Campagna per dire si alla legge sulla cittadinanza ed ha avviato una propria iniziativa diffondendo l’hashtag #sonoitalianoanchio e creando una mascherina per le immagini del profilo di facebook. Perchè italiani sono tutti coloro che dimostrano di amare questo paese, di rispettarne le leggi, di battersi per renderlo migliore. Qualsiasi colore della pelle o religione abbiano.

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    Per anni si è discusso della necessità di riformare le legge 91 del 1992 sulla cittadinanza italiana.

    Una legge che, privilegiando il "diritto di sangue" rispetto allo ius soli e legando l'acquisto della cittadinanza, sia per nascita che per naturalizzazione, a rigidi e formali requisiti residenziali,  era del tutto orientata al passato. Una legge che mancava, nella sua ispirazione, della capacità che dovrebbe essere propria del legislatore di interpretare i cambiamenti sociali, peraltro già in atto all’epoca della sua approvazione.

    Per anni si è animato un vivace dibattito sullo ius soli e sui criteri di “temperamento” da introdurre, su quale dovesse essere la sufficiente misura di integrazione per gli aventi diritto,  e, ancora più a monte quale il “modello teorico di integrazione” da adottare in Italia.

  • Dopo un anno e mezzo dall’approvazione alla Camera dello ius soli “temperato” - che consente ai figli di genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo, nati o cresciuti nel nostro Paese di diventare italiani - la riforma della legge sulla cittadinanza, ferma in Senato, potrebbe sfumare ancora una volta.

  • ius soli

    Chi nasce in Italia sarà italiano? Dipende. Dipende da quali saranno i passi successivi al primo via libera raggiunto dalla commissione Affari costituzionali della Camera sulla riforma della cittadinanza, sul cosiddetto " ius soli". L’accordo raggiunto dalla maggioranza sul Ddl prevede che i bambini nati in Italia da genitori immigrati e tutti gli altri minorenni stranieri possano finalmente avere un percorso agevolato, ma non senza limiti.

  • CITTADINANZA ITALIANA COME SI OTTIENE

    La cittadinanza italiana è uno status del cittadino in base al quale l’ordinamento giuridico italiano riconosce la pienezza dei diritti civili e politici.
    Si può acquistare automaticamente:

    • per nascita: si parla di “ius sanguinis”, ovvero per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana. Un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano;
    • per nascita sul territorio italiano: un bambino nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.
    • per adozione:un minorenne adottato da cittadino italiano

    La cittadinanza si può invece richiedere:

    • per matrimonio
    • per residenza

    Per matrimonio:L’art 5 della legge n.91/92  prevede che il cittadino, straniero o apolide, coniugato con cittadino/a italiano/a può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero qualora, al momento dell'adozione del decreto di concessione della cittadinanza, non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. Nel caso ci siano dei figli, nati o adottati dalla coppia, i termini vengo ridotti della metà.

    Per residenza:Può richiedere la cittadinanza italiana per residenza il cittadino straniero, nato in Italia, cittadino di un paese UE o extra UE, apolide o rifugiato, residente in Italia, secondo quanto indicato di seguito:

    • Cittadino straniero nato in Italia e residente legalmente da almeno 3 anni.
    • Cittadino straniero figlio o nipote in linea retta di cittadini italiani per nascita, residente legalmente in Italia da almeno 3 anni.
    • Cittadino straniero maggiorenne, adottato da cittadino italiano, residente legalmente in Italia da almeno 5 anni, successivi all'adozione.
    • Cittadino straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano, in questo caso la domanda di cittadinanza italiana va richiesta alla competente Autorità Consolare.
    • Cittadino U.E. residente legalmente in Italia da almeno 4 anni.
    • Cittadino apolide o rifugiato residente legalmente in Italia da almeno 5 anni.
    • Cittadino extracomunitario residente legalmente in Italia da almeno 10 anni.

    Attenzione!Per tutti i cittadini stranieri che rientrano in una delle fattispecie su indicate, è richiesto il possesso di un altro requisito, quello del reddito personale o del reddito familiare se appartenenti allo stesso nucleo familiare e sullo stesso stato di famiglia. Il reddito da considerare è quello relativo ai tre anni antecedenti alla domanda di cittadinanza nei seguenti limiti annuali:

    • euro 8.263,31 per richiedenti senza persone a carico;
    • euro 11.362,05 per richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.

     

    COME PRESENTARE LA DOMANDA

    Lo straniero può presentare la domanda di concessione della cittadinanza italiana esclusivamente ON LINE, registrandosi sul portale del Ministero dell'Interno al seguente link:

    https://cittadinanza.dlci.interno.it

    Dal 18 giugno 2015 questa è la sola modalità di presentazione ammessa.

    Eseguita la registrazione, lo straniero dovrà compilare telematicamente il modulo di domanda, indicare nell'apposito spazio gli estremi della marca da bollo e allegare in formato elettronico, nelle apposite sezioni del modulo, tutta la documentazione richiesta.

    La Prefettura si riserva di convocare lo straniero presso i propri sportelli per la verifica dell'autenticità dei documenti scansionati.

    Terminata la procedura, al cittadino straniero richiedente viene rilasciato il numero della pratica che gli servirà poi a rintracciare lo stato di avanzamento della richiesta sul portale dedicato e viene attivata l'istruttoria.

    Dopo aver presentato la domanda, collegandosi al portale lo straniero potrà visualizzare le comunicazioni a lui inviate dalla Prefettura concernenti:

    • l'avvenuta accettazione della sua domanda e l'avvio del procedimento;
    • l'eventuale irregolarità della documentazione allegata;
    • la data di convocazione presso gli sportelli della Prefettura per il controllo degli originali dei documenti allegati in formato elettronico.

    Tali comunicazioni saranno precedute dall'invio all'indirizzo di posta elettronica indicato dallo straniero sul modulo di domanda di un messaggio che invita alla consultazione del portale.

    Consultazione online domanda di cittadinanza: Per poter procedere con la consultazione online dello stato della domanda di cittadinanza è necessario effettuare, nell'ordine, le seguenti attività: 

    - registrarsi sul sito tramite il modulo disponibile nell'area "Effettua Registrazione";

    - accedere all'area privata tramite le credenziali di accesso fornite in fase di registrazione;

    - effettuare il primo accesso alla pratica, utilizzando la funzione "Primo accesso alla pratica";

    - consultare lo stato della domanda tramite la funzione "Visualizza stato pratica" .

    COME COMUNICARE CON IL MINISTERO DELL'INTERNO

    Sono attive le nuove modalità per comunicare con gli uffici del Ministero dell'Interno che si occupano di cittadinanza per residenza.

    Il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha istituito un "Punto di ascolto" che fornisce all'utenza informazioni in materia di cittadinanza nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:00 al seguente numero telefonico con ricerca automatica: 06.46539591.

    Il Ministero dell'Interno ha inoltre comunicato l'attivazione di tre indirizzi di posta elettronica certificata (P.E.C.) dedicati alle richieste di informazioni relative alle domande di cittadinanza per residenza, ai quali gli interessati potranno scrivere per ricevere informazioni riguardo la propria pratica.

    Pertanto, per ottenere un più efficace riscontro alle diverse comunicazioni relative alle istanze di naturalizzazione (solleciti, diffide, richieste di accesso e altro), gli interessati o i loro legali rappresentanti, sono invitati a comunicare con la Direzione Centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, utilizzando i seguenti indirizzi di posta elettronica certificata specificando con esattezza nell'oggetto il numero identificativo della pratica di riferimento (K10/....):

    • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (n. protocollo finale 0,1,2)
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    RIFERIMENTI NORMATIVI

    Legge 5 febbraio 1992, n. 91. Nuove norme sulla cittadinanza

    DPR 12 ottobre 1993, n. 572. Regolamento di esecuzione

    DPR 18 aprile 1994, n. 362 Regolamento dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana 

  • Il 19 settembre 2016 si svolgerà a New York il vertice delle Nazioni Unite per i rifugiati e migranti. L’Assemblea Generale si riunirà per guidare lo sviluppo di un approccio globale per affrontare i grandi movimenti di persone attraverso le frontiere con l’obiettivo di migliorare il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati nell’affrontare la crisi migratoria e soprattutto quello di rafforzare un approccio fondato sulla tutela degli individui.

  • Prima struttura operativa nel settore del trattamento delle patologie post-traumatiche e da stress, attiva dal 2004 e con oltre 1000 visite l’anno, chiude per la mancanza di rinnovo della convenzione fra Ministero della Salute e A.O. S. Giovanni dell’Addolorata. La notizia su www.repubblica.it e www.nirast.it

  • CARA castelnuovo di porto chiusura 1

    Cala la scure del Decreto Sicurezza sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, a pochi chilometri da Roma: da martedì 22 gennaio il Centro è stato costretto a chiudere le porte che fino ad oggi hanno accolto e ospitato moltissimi rifugiati, creando opportunità di accoglienza, inclusione e integrazione. Si tratta del secondo Cara più grande d’Italia e che subisce i primi effetti, eclatanti, del Decreto Salvini: in un colpo solo più di 300 rifugiati saranno spostati in altre regioni italiane e finiranno per strada i titolari di permessi umanitari; andranno inoltre persi 107 posti di lavoro dei dipendenti del Centro. Ma Castelnuovo di Porto non ci sta. “Castelnuovo di Porto resta umana e si schiera dalla parte dei rifugiati”: questo lo slogan che riunisce Comune, sindacati, associazioni, gruppi parrocchiali, scuole e residenti da anni impegnati in attività di inserimento e inclusione sociale dei migranti e che si sono mobilitati per esprimere solidarietà ai bambini e ai giovani richiedenti asilo che verranno trasferiti a breve e ai lavoratori a rischio licenziamento.

  • Continua la campagna “Verità per Giulio Regeni”, l’iniziativa promossa dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD), Antigone, Amnesty International Italia alla quale ha aderito anche Cittadinanzattiva. A poco più di due mesi dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, ucciso brutalmente e ritrovato senza vita il 3 febbraio, sembra esserci una svolta da parte del governo egiziano, un nome, una indicazione di una responsabilità, come se negli ultimi giorni fosse maturata al Cairo la volontà di collaborare seriamente con l’Italia alla ricerca della verità o di una parte di essa.

  • consigliera aggiunta1
    “Per la prima volta in Consiglio comunale ha partecipato anche Nawal El Mandili, Consigliera Comunale aggiunta in rappresentanza della Consulta dei Cittadini Migranti di Cerveteri. È stato un altro importante passo avanti verso l’uguaglianza e la parità di diritti”. Lo ha detto Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, in apertura di Consiglio comunale, presentando all’Aula e alla Città la prima Consigliera comunale aggiunta della storia di Cerveteri.

  • persone

    E’ nata a Roma la prima boutique che dona alle donne in cerca di occupazione gli abiti giusti per il colloquio e la prima settimana di lavoro. “Dress for success”, questo il nome della prima filiale italiana dell’associazione no profit americana che si pone l’obiettivo di aiutare soprattutto le donne svantaggiate o che ricevono l’assegno di disoccupazione a trovare un lavoro mettendo loro a disposizione abiti nuovo o usati in buono stato gratuitamente, concessi da privati o aziende di moda che sponsorizzano il progetto.

  • Si continua a morire in mare e si continua a parlare degli sbarchi e dell’immigrazione come di un’emergenza-urgenza. Esiste un problema di fondo, che riguarda il sistema di accoglienza messo in atto e gestito in Italia: parliamo dei cosiddetti CAS, i Centri di accoglienza straordinaria che oggi sono almeno 3100 in tutto il Paese ed affidati con bandi annuali o biennali o anche con affido diretti nei casi più urgenti dalle singole Prefetture territoriali al singolo gestore. Tali strutture sono sempre più nell’occhio del ciclone della società civile perché varie sono le segnalazioni di situazioni opache, prive di trasparenza e lesive dei diritti umani. Si tratta di un sistema ibrido, in cui i CAS rappresentano la regola e non l’eccezione.

  • 5x1000 dichiarazione dei redditi

    Secondo i dati resi noti dal Ministero dell’Interno la scorsa settimana, in occasione della presentazione del rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia1 , ad ottobre 2015 sono oltre 99.000 i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza disseminate sul territorio italiano. Di essi, quasi 71.000 sono distribuiti all’interno di strutture temporanee, i cosiddetti CAS (centri di accoglienza straordinaria), circa 21.800 sono inseriti nella rete comunale degli SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) poco più di 7.000 sono collocati nei centri governativi di accoglienza per richiedenti asilo (CARA).

    Il rapporto ministeriale conferma il quadro di un sistema di accoglienza dei migranti eterogeneo e scoordinato, composto di strutture dalla natura diversa ed affidate alla gestione di soggetti differenti, cui, complessivamente nel 2015 sono stati destinati oltre 1.160 milioni di euro. Il risultato di un affastellamento di interventi finalizzati prevalentemente, se non unicamente, alla ricerca di rapide soluzioni di smistamento dei richiedenti asilo sul territorio, di spazi dove parcheggiarli nella lunga attesa delle pronunce sulle domande di protezione internazionale.

  • centri accoglienza

    La scorsa settimana l’Espresso ha pubblicato un servizio/inchiesta sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Foggia, per testimoniare il degrado, oltre ogni forma di umanità, vissuto dai migranti all’interno del centro.  Dormitori stracolmi, mille esseri umani tenuti come bestie,  un luogo dove non esiste la legge, un vero e proprio ghetto di Stato.  

  • centri antiviolenza copia

    I Centri Antiviolenza, attivi da oltre vent’anni nel nostro Paese, accolgono e aiutano sedicimila donne l’anno, vittime di violenza e maltrattamenti, salvandole spesso da un destino peggiore. Si tratta di spazi autonomi gestiti da organizzazioni al femminile che accolgono donne di tutte le età che hanno subito abusi o che si sentono minacciate e sono presenti su tutto il territorio nazionale.

  • adozione donne copy

    La Corte di Cassazione dice sì alla stepchild adoption a favore di una coppia omosessuale, due donne francesi residenti da tempo nel nostro Paese e madri di due bambini nati ad Avellino. La coppia aveva già ottenuto in Francia, nel 2014, la possibilità di adottare reciprocamente il figlio della propria partner e l’Italia, con un’ordinanza storica, ha ammesso la trascrizione dell’adozione reciproca, respingendo il ricorso di due sindaci dell'Avellinese che si opponevano.

  • Decreno salvini no reatroattivo

    La Corte di Cassazione è intervenuta con una importante sentenza che sancisce la non retroattività del Decreto Sicurezza. Nello specifico, le richieste di asilo presentate prima del 5 ottobre, data di approvazione della nuova legge varata dal Ministro Salvini, vanno esaminate secondo la vecchia normativa in vigore al momento della presentazione delle domande.

  • Cittadinanzattiva su caso Aiello: la giustizia di ferma di fronte ad un menù! il Ministro riferisca in Parlamento sulle conclusioni delle indagini

    "La lotta alla mafia e alla corruzione si ferma di fronte ad un piatto di fave e piselli", questo il commento di Cittadinanzattiva a proposito della conclusione dell'indagine ministeriale sulla detenzione del boss della sanità privata siciliana Michele Aiello.
    "Sorprende che gli ispettori del Ministero della Giustizia non abbiano trovato alcuna irregolarità nella gestione del caso Aiello. Non si può rimettere nel suo terreno di coltura un mafioso e corrotto conclamato, perché la direzione penitenziaria non è in grado di garantire la sostituzione dei pasti. La giustizia si ferma di fronte ad un menù", si chiede Laura Liberto, coordinatrice di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva.

  • Caso Cucchi

    La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione dei medici imputati per la morte di Stefano Cucchi accogliendo il ricorso della Procura Generale sostenuto anche da Cittadinanzattiva, parte civile nel processo. Per la morte del giovane, arrestato il 15 ottobre 2009 e deceduto dopo una settimana all'ospedale Pertini di Roma, la Suprema Corte ha disposto un appello-bis per omicidio colposo: si dovrà  ora svolgere un nuovo giudizio che vedrà come uniche parti civili Cittadinanzattiva ed il Comune di Roma.

  • Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione emessa lo scorso 15 dicembre 2015 e che ha annullato l’assoluzione dei cinque medici dell’ospedale Pertini presso cui il giovane Stefano Cucchi era stato ricoverato, deceduto dopo una settimana, disponendo un appello-bis per omicidio colposo.

  • giustizia riforma 2015.02.11

    Si riapre l’inchiesta sul decesso del giovane Stefano Cucchi, nel cui processo Cittadinanzattiva ha partecipato come parte civile. Il ragazzo fu picchiato: questa la testimonianza, sebbene ancora da verificare, che riapre ulteriori indagini sulla morte del giovane. La deposizione appartiene ad una carabiniera, che nei giorni dell’arresto del ragazzo era in servizio alla stazione di Tor Vergata, a Roma.

  • cas immigrazione

    Lo scorso 19 luglio Cittadinanzattiva Molise ha visitato due strutture di accoglienza per i migranti a Petacciato, in provincia di Campobasso, entrambe gestite da Cooperative sociali. Le visite, che seguono quelle già realizzate da Cittadinanzattiva a Campobasso il 1 luglio scorso, rientrano nelle iniziative civiche di monitoraggio dei Centri di accoglienza straordinaria promosse dalla campagna LasciateCIEntrare nel corso della mobilitazione nazionale tenutasi lo scorso 20 giugno in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato.

  • Aumentano con ritmo costante le adesioni all'appello del 24 aprile 2014 promosso dalla rete di associazioni della campagna 'Tre leggi'' ed indirizzato ai massimi rappresentanti istituzionali italiani ed europei. Anche Cittadinanzattiva è tra le associazioni firmatarie, rappresentative dell'intero mondo sociale che ruota attorno alle carceri italiane. Leggi l'appello

  • Detenuti in celle di tre metri quadrati, se sono fortunati; condizioni degradanti, trattamento inumano: le carceri italiane sono messe sotto accusa dalla Corte Europea dei diritti umani. Per l’Italia arriva la condanna per la violazione dei diritti dei detenuti ed arriva l’ultimatum: un anno per cambiare. Leggi di più

  • Il Ministero della Giustizia sta mettendo a punto un decreto per alleggerire la pressione sulle carceri e per fronteggiare il problema del sovraffollamento. Un’emergenza, questa, che porterà a far uscire dagli istituti circa quattromila detenuti, prediligendo le misure alternative alla detenzione per adeguarsi alle direttive della  Corte Europea di Strasburgo entro maggio 2014. Approfondisci

  • Ennesima sanzione per il nostro Paese e  sempre per il problema del sovraffollamento carcerario. La Corte europea di Strasburgo ha infatti condannato nuovamente l’Italia per  violazione dei diritti dei detenuti, sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Leggi di più

  • Secondo una nota inviata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato dall’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, le voci recentemente diffuse dal Governo sulla significativa riduzione del numero dei detenuti nelle carceri italiane, conseguente alle misure recentemente varate dall’Esecutivo, sarebbero totalmente fuorvianti. I dati in possesso del sindacato indicherebbero infatti 66.200 detenuti per 45.750 posti. Oltre ai numeri, allarmanti sarebbero le condizioni di vita in carcere e il costante allentamento degli impegni assunti dal Governo ad inizio mandato. Per saperne di più

  • Si avvicina la scadenza imposta all’ Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. A fine maggio a Strasburgo si potrebbe decidere di procedere alle condanne sui 4.000 ricorsi pendenti in relazione al sovraffollamento delle carceri italiane. Continua a leggere

  • Il presidente Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di appello a Camera e Senato affinché la situazione di dramma in cui versa il sistema carcerario italiano venga immediatamente affrontata. Il termine ultimo per provvedere, come stabilito dalla Corte di Strasburgo, scade il 20 maggio 2014. Approfondisci

  • Istituti penitenziari costruiti ma celle mai utilizzate: è questo uno dei grandi paradossi italiani, che fa più scalpore in un momento in cui lo stato del sistema carcerario italiano è in preda all’emergenza. Tutto questo mentre a Strasburgo sta per essere presentato l’ennesimo Piano contro il sovraffollamento delle carceri per garantire il rispetto della scadenza del maggio 2014 dettata dalla Corte europea dei diritti umani per porre rimedio alle condizioni di vita inumane dei detenuti. Leggi di più

  • Il Presidente della Repubblica Napolitano è tornato recentemente a parlare di amnistia e di indulto quali possibili soluzioni all'ormai endemico problema del sovraffollamento delle carceri italiane. Su www.lavoce.info troviamo un’interessante analisi che ci offre soluzioni alternative. Leggi qui

  • L’Associazione Antigone presenta dati e numeri del 2017, una fotografia che ripercorre l’anno trascorso e le prospettive future registrando, da un lato, un prepotente ritorno del carcere e del sovraffollamento e, dall’altro, la riforma dell’ordinamento penitenziario che apre nuovi scenari. Nel 2017 i detenuti presenti negli istituti penitenziari sono circa 3.000 in più rispetto a quelli che si registravano alla fine del 2016.

  • Non sono solo i detenuti le vittime di un sistema malato, ma anche gli agenti penitenziari: troppi suicidi, se ne contano almeno otto dall’inizio del 2014, a causa dello stress lavorativo e delle condizioni in cui versano le strutture penitenziarie. E sulla nomina del nuovo capo Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria (DAP) ancora nessuna novità. Approfondisci

  • Nel gennaio 2013 la Corte Europea di Strasburgo aveva condannato l’Italia per il trattamento inumano e le condizioni degradanti riscontrate in alcuni istituti penitenziari. Ed aveva concesso un anno di tempo – con scadenza il 28 maggio 2014 - per rientrare nella legalità ed individuare un meccanismo di compensazione per le vittime di questa  condizione. Nei prossimi giorni il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa valuterà le politiche penali e penitenziarie italiane e le proposte di miglioramento avanzate. Leggi di più

  • Abbandonati a loro stessi e, spesso, senza cure né assistenza, lontani dai familiari o dietro le sbarre con i propri bambini, oppure rinchiusi in ospedali psichiatrici giudiziari: è questa la realtà, di dolore e sofferenza, vissuta da molti detenuti all’ interno degli istituti penitenziari. Leggi le loro storie

  • Il 28 maggio scorso è scaduto il tempo massimo concesso all’Italia dalla Corte di Strasburgo per adottare misure volte a ripristinare la legalità nelle carceri e ad abbattere il sovraffollamento. Tra qualche giorno è prevista la sentenza definitiva del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che potrebbe costare al nostro Paese fino a 100 milioni di euro. Approfondisci

  • Carcere sportelloò tutela
    E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra il carcere e l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale – Dipartimento di Economia e Giurisprudenza che permette l’istituzione di uno sportello per i detenuti all’interno della struttura penitenziaria. A dare la notizia, dai social, il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, che sottolinea l’importanza dell’accordo che permetterà alle persone recluse di poter avere un primo orientamento sui loro diritti attraverso un punto di informazione e tutela.

  • Nei moduli progettati per un massimo tollerabile di 903 persone, nel carcere bolognese della Dozza, si contano 1.024 uomini e 67 donne: più del doppio della capienza. La vita trascorre in celle di dieci metri quadrati da condividere. Il reportage di Repubblica

  • Il Ministero della Giustizia ha avviato lo scorso anno un percorso chiamato Stati Generali dell’Esecuzione Penale: mesi di ampio e approfondito confronto per portare concretamente a definire un nuovo modello di esecuzione penale e una migliore fisionomia del carcere, più dignitosa per chi vi lavora e per chi vi è ristretto. Sono stati previsti diciotto tavoli di lavoro tematici ed avviato un dibattito per coinvolgere l’opinione pubblica e la società italiana nel suo complesso, dal mondo dell’economia, a quello della produzione artistica, culturale, professionale.

  • Secondo l’Osservatorio permanente sui morti in carcere, in meno di cinque anni si sono tolti la vita ben 306 detenuti, sintomo evidente del disagio esistenziale vissuto all’interno delle strutture penitenziarie. L’Italia rischia ancora sanzioni ed urge un intervento immediato. Approfondisci

  • sovraffolamento carceri

    Carceri sovraffollate e maltrattamenti: questo, in sintesi, il quadro sofferente che emerge dal rapporto stilato dal Comitato prevenzione tortura del Consiglio d'Europa dopo il sopralluogo dell'aprile del 2016 negli istituti penitenziari italiani. La Corte evidenzia che le problematiche non sono ancora state risolte perché la maggior parte delle carceri continua ad operare sopra le proprie capacità, senza il rispetto degli standard di spazio fissati e senza la garanzia di trattamenti umani e non degradanti. E l’Italia incassa il colpo.

  • Il Ministero della Giustizia ha reso pubblici i dati relativi alla popolazione carceraria, attraverso il proprio dipartimento di statistica: il 2015 si è chiuso con 52.164 detenuti su 195 istituiti penitenziari presenti sul territorio nazionale, a fronte di 49.592 posti. Le regioni Lombardia, Campania e Lazio sono le prime tre per numero di detenuti. I dati certificano una diminuzione della popolazione carceraria: si è infatti registrato nel 2015 un notevole aumento dei soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, con conseguente diminuzione del numero di detenuti. Ma il sovraffollamento continua a rappresentare una delle piaghe del nostro sistema penitenziario con ripercussioni inevitabili soprattutto sulla dignità delle persone.

  • carcere 2015 02 19

    Sul sovraffollamento carcerario e i diritti dei detenuti il nostro Paese è ancora sotto osservazione, e per giugno 2015 è attesa una nuova pronuncia da parte del Consiglio d'Europa. Eccesso di carcerazione? Per il primo presidente della Cassazione la colpa è anche dei giudici. Leggi di più

  • penitenziario

    Salgono a dodici le Regioni che hanno firmato un protocollo d'intesa con il Ministero della Giustizia per potenziare l'accesso alle misure alternative al carcere e per trasformare le pene detentive dei soggetti più fragili in programmi di inclusione sociale e reinserimento lavorativo. Leggi di più

  • carcere pc internet

    Computer, connessione ad internet e Skype per i detenuti: un vero e proprio progetto di inclusione sociale quello previsto da una circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, datata 2 novembre 2015, che detta le linee guida sulle moderne tecnologie informatiche a sostegno dei percorsi rieducativi dei carcerati, anche per motivi di studio, formazione e aggiornamento professionale.

  • penitenziario copy copy

    Questo il cuore della riforma  - legge n. 47/2015 - appena approvata al Senato, in vigore dal prossimo 8 maggio e tesa a favorire i domiciliari. Il ricorso alla custodia cautelare dovrà dunque rappresentare solo l’extrema ratio, ovverosia l’unica scelta e soluzione possibile a cui ricorrere quando tutte le altre misure non lo sono più. Mai per fatti lievi e solo se le esigenze di tutela della collettività e di scongiurare il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non possano essere soddisfatte diversamente.

  • I detenuti stranieri sono 17.679, rappresentano il 32% della popolazione carceraria e provengono soprattutto dai Paesi del nord Africa, dall’Albania e dalla Romania. A parità di pena, statisticamente restano in carcere più a lungo degli italiani perché non riescono ad accedere alle misure alternative e per le molteplici difficoltà legate alla lingua ed ai difficili rapporti familiari, data la lontananza dai propri cari.

  • L’associazione Antigone ha pubblicato il XII Rapporto sullo stato delle carceri italiane, “Galere d’Italia”. Il dossier racconta la situazione dei centri penitenziari nel nostro Paese ed il quadro non appare dei migliori: mancano i posti letto per oltre 3.000 detenuti, molti altri vivono in meno di quattro metri quadri e la spesa annuale supera i 3 miliardi.

  • Negli anni scorsi il Governo, a fronte di una possibile sanzione da 4 miliardi di euro da parte dell’Unione Europea per le condizioni disumane e degradanti dovute al sovraffollamento nelle carceri italiane, ha messo in atto una politica deflazionista con leggi mirate a diminuire la presenza delle persone in carcere, estendendo la possibilità di accedere alle misure alternative e depenalizzando alcuni reati. Tuttavia il problema del sovraffollamento carcerario sembra riaffacciarsi: si è infatti registrato nell’arco di un anno un incremento del numero dei detenuti di oltre 3.000 unità, ben oltre la soglia di 49mila, capienza massima stimata.

  • Il magistrato di sorveglianza di Lecce ha condannato l'amministrazione penitenziaria a risarcire il danno esistenziale provocato ad un detenuto straniero, in ragione dell'insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione. Approfondisci

  • carceri detenuti stranieri

    La riforma dell’ordinamento penitenziario ha tra i suoi obiettivi quello di introdurre misure atte a facilitare la detenzione per le persone straniere che, secondo i dati attuali, rappresentano il 33% della popolazione carceraria. Numeri che crescono e che rendono dunque necessario un intervento incisivo, per favorire persone che si trovano in una particolare condizione di debolezza.

  • carcere 2015 02 19

    I fatti risalgono al dicembre 2004, quando due detenuti nell'istituto penitenziario di Asti furono denudati, condotti in celle di isolamento prive di vetri nonostante il freddo, senza materassi, lenzuola, coperte, lavandino, sedie, sgabello. Venne loro razionato il cibo e impedito di dormire; insultati e sottoposti per giorni a percosse quotidiane con calci, pugni, schiaffi in tutto il corpo giungendo, nel caso di uno dei due, a schiacciargli la testa con i piedi.

  • E’ accaduto per la prima volta a Lecce, dove il Tribunale di sorveglianza ha riconosciuto un indennizzo a favore di quattro detenuti presso l’istituto penitenziario di Borgo San Nicola. Il motivo? La lesione della dignità umana, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione. Approfondisci

  • Caporalato Legge

    La stagione della raccolta è alle porte e con essa torna il fenomeno del caporalato che coinvolge oltre 400 mila lavoratori agricoli, italiani e stranieri, sfruttati per meno di 3 euro l'ora. Il caporalato rappresenta una fonte di economia illegale che produce un giro di affari tra i 14 e i 17 miliardi di euro e che affossa l’economia sana del nostro Paese, da Nord a Sud.

  • braccianti

    E’ stato pubblicato il terzo rapporto “Agromafie e caporalato” realizzato dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil, presentato lo scorso 13 maggio a Roma. Un rapporto che svela lo sfruttamento che si consuma ai margini dei campi dove vengono prodotte le primizie made in Italy. Braccianti, per lo più stagionali, costretti a lavorare fino a dodici ore al giorno, sotto il sole, fino a morire di fatica, accampati in tendopoli o stipati in ghetti fatiscenti. Senza regole, senza leggi e dove l’unica parola che conta è quella del caporale.

  • incastrati campobasso

    Lo scorso venerdì 1 luglio Cittadinanzattiva, insieme agli attivisti dell’Assemblea territoriale di Campobasso, ha visitato due centri di accoglienza per i migranti nel capoluogo molisano, prima tappa delle iniziative di monitoraggio civico dei CAS che proseguiranno sia nel Molise che in altre regioni.

  •  no razzismo iniziative

    “Atto contrario” rappresenta un gruppo di persone che ha pensato di poter contribuire ad alimentare la bellezza di resistere al razzismo invitando a promuovere ovunque, dal 15 al 17 marzo 2019, iniziative di ogni tipo in segno di contrasto. In molte città e piccoli centri della penisola si chiede di promuovere iniziative anche molto diverse tra loro: incontri, videoproiezioni, partite di calcio, pranzi e cene in piazza, concerti, presentazioni di libri, passeggiate a piedi o in bici, presìdi, scuole di italiano all’aperto, giochi di strada, mostre fotografiche, letture di libri di scrittori del sud del mondo, assemblee, feste, spettacoli teatrali e tanto altro.

    L’appello di Atto contrario ha trovato spazio per l’occasione nello spazio web “Comune”, sito dedicato alle persone “comuni” che resistono nella vita di ogni giorno e si ostinano a ribellarsi facendo. Aderisci anche tu all’appello e proponi la tua iniziativa!

  • Quella del sistema carcerario italiano è ormai una vera e propria emergenza, ed a sottolinearlo è lo stesso Rapporto presentato dall’associazione Antigone il 19 dicembre scorso a Roma, dal titolo “L’Europa ci guarda”. Il report offre una visione a  360° della realtà carceraria del nostro Paese con numeri che fanno paura: l’Italia si conferma "maglia nera" in Europa per sovraffollamento e suicidi in carcere. Leggi di più e vai al sito dell’Associazione

  • mytutela

    Si chiama Mytutela ed è una nuova App italiana di sicurezza personale, completamente gratuita, che permette di raccogliere le evidenze digitali di reati di cyber criminalità, per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti delle donne e dei minori. Foto, messaggi, email e chat non potranno più essere cancellati: attraverso questa applicazione, infatti, ogni informazione sarà archiviata e registrata e potrà essere utilizzata anche nel corso di un processo. Si tratta di un aiuto vero e concreto alle vittime di stalking o molestie prima dell’intervento, sempre necessario, delle autorità.

  • taser

    Il 5 settembre è partita la sperimentazione della pistola elettrica Taser, che sarà a disposizione delle Forze dell’ordine in dodici città italiane, da Milano a Catania. Si tratta di una piccola rivoluzione ed a dicembre si deciderà se quest’arma potrà definitivamente essere adottata. Molte le perplessità, soprattutto da parte delle associazioni di tutela dei diritti, anche alla luce delle considerazioni da parte degli organismi internazionali per la prevenzione della tortura che affermano che l’uso di questi strumenti “alternativi” si presta facilmente ad abusi. Inoltre, nel 2017 l’Onu ha classificato il Taser come arma di tortura e Amnesty International ha denunciato centinaia di morti a causa dell’utilizzo della pistola elettrica. Sarà davvero la soluzione?

  • vecchia foto

    Il racconto di crimini di guerra commessi in Italia durante l’occupazione nazifascista risulta finalmente consultabile online sul sito dell’Archivio storico della Camera dei deputati. Tredicimila pagine e oltre novecento fascicoli che raccontano la storia delle stragi di oltre quindicimila persone; fascicoli occultati che furono ritrovati solo nel 1994 in un armadio che aveva le ante rivolte verso il muro.

  • Migranti pubblicato il dossier dellONU

    L’indagine su Open Arms è stata archiviata: a distanza di un anno, la procura di Catania non ha trovato prove del rapporto fra l'Ong spagnola - fra le più attive nel soccorso dei migranti nel tratto di mare fra Italia e Libia - e i trafficanti libici. Le accuse che il Pubblico Ministero di Catania aveva rivolto alla Ong erano di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina: in particolare, l’inchiesta aveva riguardato lo sbarco di 218 migranti a Pozzallo, in provincia di Ragusa, avvenuto il 17 marzo 2018.

  • appuntamento il 4 dicembre a milano per il cild fest 2018

    Il 4 dicembre si terrà a Milano il Cild Fest 2018, una giornata organizzata dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili e dedicata al tema delle libertà civili, un'occasione di incontro e scambio tra le organizzazioni della società civile e i cittadini che si articolerà in vari momenti. Si svolgeranno presentazioni, workshop e dibattiti nel corso dei quali si parlerà di migrazioni, privacy e tecnologia, comunicazione, giustizia e tanto altro.

  • carcere minorile

    L’Associazione Antigone, per la quarta volta, scatta una fotografia della realtà carceraria degli istituti penitenziari minorili, dove risultano reclusi ben 452 ragazzi, il 42% minorenni. In questi numeri ci sono sempre le stesse persone: gli stranieri, i ragazzi più marginali del sud Italia, tutti coloro per i quali la fragilità sociale e l’assenza di legami sul territorio rende difficile trovare percorsi alternativi alla detenzione.

  • carcere 2015 02 19

    Lo scorso 17 marzo, a Roma, l’associazione Antigone ha presentato l’undicesimo rapporto sul sistema carcerario italiano, dal titolo “Oltre i tre metri quadri”. Un appuntamento annuale ed imprescindibile per entrare nella dura realtà degli istituti penitenziari del nostro Paese e gettare uno sguardo nelle celle in cui migliaia di detenuti sono costretti spesso a vivere in condizioni disumane, privati della propria dignità personale.

  • Sono 34mila, tra richiedenti asilo e titolari di una delle tre forme di protezione internazionale, le persone accolte nel Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Uno su due ha già ottenuto il permesso, mentre è record anche per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati: complessivamente 2.898 minori stranieri a fronte dei 1.640 dell’anno precedente. Sicilia e Lazio restano le due regioni in cui si registra il maggior numero di persone in accoglienza (oltre il 19% sul totale delle presenze a livello nazionale) seguite da Calabria (10%) e Puglia (9,7%).

  • ca aderisci appello diritti in comune

    Promuovere l’accesso ai diritti essenziali come il diritto all’istruzione, alla salute, alle prestazioni sociali, per i richiedenti asilo nelle nostre città. Con questo obiettivo ActionAid, Asgi e i sindaci di Crema, Siracusa e Palermo promuovono l’appello #dirittincomune a tutti i Sindaci d’Italia affinché sottoscrivano un impegno a iscrivere nei registri anagrafici i richiedenti asilo, anche dopo l’entrata in vigore del Decreto sicurezza e immigrazione.

  • carcere copia

    Meno spazi, meno attività, meno lavoro: questa la situazione delle donne detenute secondo l’indagine dell’Ufficio garante nazionale dei detenuti.  Si tratta di un sistema pensato e organizzato al maschile: l’unica norma che riguarda e tutela le donne è quella relativa alla maternità. Ma le donne, che rappresentano il 4% della popolazione penitenziaria, non sono solo madri.

  • amnesty international evento 8 marzo a roma

    Amnesty International si fa promotrice di una campagna di sensibilizzazione sul diritto alla libertà di prendere decisioni sulla propria salute, il proprio corpo, la propria sessualità e la propria vita riproduttiva senza paura, coercizione, violenza o discriminazione. La necessità di tale campagna è legata alle ancora troppe violazioni che in questo ambito si registrano, come il mancato accesso alle informazioni sulla sessualità e la riproduzione, ai relativi servizi sanitari relativi e sulla contraccezione; l’impossibilità di scegliere il proprio partner e se e quando avere figli; le mutilazioni dei genitali femminili, gravidanze, sterilizzazioni, aborti e matrimoni forzati.

  • detenuto carcere

    Carcere o ospedale? La denuncia arriva della Società di medicina penitenziaria che ha diffuso questi drammatici numeriv nel corso del XVI Congresso Nazionale SIMSPe-Onlus/L'Agorà Penitenziaria 2015. Dall’ indagine svolta, "Se il Paziente è anche Detenuto", emerge che il 48% dei detenuti negli istituti penitenziari  italiani è infettivo, un terzo ha problemi psichiatrici, un altro terzo l'epatite. Detenuti, ma prima di tutto pazienti, che si trovano purtroppo a vivere (o sopravvivere) in condizioni igienico sanitarie scarse: la diffusione delle malattie all’interno delle carceri dipende infatti anche dalla qualità e dallo stato delle strutture restrittive.

  • lab di comunità

    Sono partiti in tre città - Torino, Campobasso e Perugia - i primi cicli di laboratori previsti dal progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” che Cittadinanzattiva sta realizzando in partenariato con Aics e Fictus e che coinvolgerà moltissime città italiane. Il progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato avviato i primi di settembre 2018 ed ha l'obiettivo principale di realizzare dei percorsi di cittadinanza inclusiva mediante una serie di attività artistico-ricreative e iniziative di promozione dell’attivismo civico, animate da giovani cittadini italiani e migranti. Il percorso prevede la costituzione di gruppi di lavoro misti, composti da ragazzi italiani e giovani richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale e umanitaria inseriti in strutture o progetti di accoglienza presenti nei territori coinvolti (CAS e/o SPRAR).

  • carcere

    Alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il 19 maggio si è svolta a Bollate la giornata di presentazione degli Stati generali dell’esecuzione penale, un percorso semestrale di riflessione e approfondimento sulle tematiche legate al carcere per arrivare in autunno all'elaborazione di un progetto di riforma del sistema penitenziario italiano. Il seminario coinvolgerà diverse personalità del mondo della cultura, della magistratura, del volontariato, della politica e dell’amministrazione penitenziaria.

  • E’ per giovedì 5 maggio 2016 alle 14.30 l'appuntamento presso la Casa circondariale di Viterbo Mammagialla per la presentazione del libro di Luigi Manconi, “Abolire il carcere: una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini”. L’appuntamento, a numero chiuso, è organizzato da Arci Solidarietà Viterbo, che da undici anni è presente all’interno della struttura con uno sportello di ascolto, informazione e orientamento sociale rivolto a tutte le persone detenute.

  • Immigrati libia sicilia

    Lo scorso 2 febbraio a Roma è stato siglato l’accordo tra il governo italiano e il governo di riconciliazione nazionale libico per il contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e per il rafforzamento della sicurezza delle frontiere. Un accordo che, da punto di vista delle associazioni di volontariato e delle Ong che ogni giorni operano a favore di quanti cercano la fuga da guerra e povertà, sulla rotta del Mediterraneo, appare quanto mai inefficace e certamente inumano, perché non prevede specifiche misure di tutela e salvaguardia dei diritti di coloro che fuggono. In questo modo centinaia di migliaia di uomini donne e bambini, già in fuga da guerra e persecuzioni, correranno il rischio di perdere la vita e subire nuovi abusi e sofferenze.

  • accoglienza solidale

    E’ partito da Firenze il progetto “Accoglienza solidale” promosso dall’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e dall’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù)  che vedrà coinvolte sette città italiane in un progetto di accoglienza, ospitalità e integrazione dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

  • diritti umani human rights shadow

    L'Europa è la culla dei diritti umani... Ma questo rapporto di Médecins du monde mostra come, in pratica, essi spesso rimangano solo parole, piuttosto che applicazione effettiva. Sulla base degli esiti della ricerca, ribadiscono con forza la necessità di un accesso incondizionato alle cure prenatali per le donne incinte e alle vaccinazioni infantili essenziali, nessuno dei quali attualmente universalmente garantiti. Leggi di più (link in inglese)  e consulta l'infografica riassuntiva

  • nterruzione volontaria di gravidanza

    Il tema è quello dell’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), un diritto delle donne sancito dalla legge n. 194 del 1978, ma minato dal fatto che ad oggi, in Italia, solo il 40% delle strutture lo garantisce. Parliamo, quindi, di un diritto che spesso viene violato, rimanendo solo sulla carta. Uno dei motivi principali può sicuramente essere visto nella massiccia diffusione dell’obiezione di coscienza: secondo i dati forniti dal Ministero della salute, dal 2010 ad oggi in Italia la percentuale dei medici obiettori è del 70%, con dei picchi in alcune regioni – come il Molise – anche al di sopra del 90%.

  • A Roma una scuola di strada insegna lintegrazione

    Situata al civico 241 di via Giolitti, a Roma, la scuola di italiano per stranieri della Casa dei diritti sociali è tra le più vecchie e frequentate nella Capitale. A due passi dalla stazione Termini  e dal quartiere multietnico di piazza Vittorio, ogni anno accoglie più di 1400 persone da tutto il mondo. Non si tratta di un “pronto soccorso linguistico”, ma di un vero e concreto aiuto per i migranti per il loro inserimento nella società e per favorire la loro integrazione. Un presidio che da circa trent’anni anni aiuta le persone che arrivano nel nostro Paese a costruirsi un futuro, a partire dall’apprendimento della lingua e della cultura italiana.

  • riace torna ad accogliere

    Nonostante sul modello Riace penda un processo pesantissimo, che nei mesi scorsi ha travolto il sindaco Mimmo Lucano con una sfilza di accuse infinite, il Tar ha deciso di riattivare i finanziamenti per l'accoglienza degli immigrati nella città in provincia di Reggio Calabria. È stato infatti accolto il ricorso presentato dal Vice sindaco contro la decisione del Viminale di escludere il piccolo Comune della Locride dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; per il Tribunale amministrativo, dunque, è stato un errore cancellare i progetti Sprar di Riace.

  • accoglienza

    Va a Reggio Calabria la medaglia d’oro per il sistema di accoglienza dei migranti messo a punto per fronteggiare gli sbarchi nel Mediterraneo. Se ci fosse una classifica, dunque, al capoluogo calabrese spetterebbe il primato di città italiana più virtuosa, grazie ad un patto di ferro stretto tra cittadini e istituzioni, per dare dignità e sollievo alle centinaia di profughi e migranti che approdano sulle sponde italiane.

  • Napoli il primo forum itinerante sui Diritti umani

    Partirà il 12 gennaio a Napoli, articolandosi su tre fitte giornate di lavori, il “Primo Forum Annuale Itinerante sui Diritti Umani”, intitolato “L’inviolabilità dei Diritti Umani. Dalle ragioni del disagio agli strumenti del rilancio”, a cura della Commissione Diritti Umani del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del capoluogo campano.  

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    Il progetto di bilancio partecipativo “Idee in fuga”, il primo in Italia, partirà a Milano, nel carcere di Bollate e coinvolgerà i 1.200 detenuti presenti all’interno dell’istituto penitenziario. I detenuti avranno la possibilità di proporre e votare interventi e iniziative volte al miglioramento dell’ambiente in cui sono costretti a vivere; interventi che verranno realizzati grazie a una raccolta fondi tra i cittadini "liberi”. L’obiettivo del progetto è quello di rendere accessibili temi delicati e complessi, spesso male interpretati, avviando un processo di cittadinanza attiva creando relazioni positive tra detenuti, istituzioni e liberi cittadini.

  • Nuova e lodevole iniziativa quella del Comune di Milano sul tema dell’immigrazione. Il capoluogo lombardo ha infatti deciso di indire un bando per l’accoglienza domiciliare per creare un elenco di famiglie residenti all’interno del territorio comunale, disposte ad ospitare richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Il bando sarà valido fino al 15 gennaio prossimo: può parteciparvi chi è residente a Milano e può offrire una camera agli eventuali ospiti, possibilmente con bagno personale.

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    “Chi è Bologna?”, questo il nome della mostra fotografica in scena fino al prossimo 26 novembre nella città emiliana, nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio. Venti scatti per raccontare gli uomini e le donne ospiti dei centri di prima e seconda accoglienza per richiedenti asilo di Bologna, per lanciare un messaggio di solidarietà e integrazione, un modo per sfidare il pregiudizio in favore della conoscenza, svelando il vero io dei soggetti ripresi dalla macchina fotografica, con tutte le speranze e le prospettive di persone assolutamente normali.

  • 365 giorni senza Giulio

    Si è svolta a Roma, lo scorso 25 gennaio, a un anno dalla scomparsa in Egitto la manifestazione nazionale di Amnesty International per continuare a chiedere verità per Giulio Regeni. E' trascorso un anno esatto dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano al Cairo e, nonostante ciò, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio è ancora lontana.

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