Asili nido

  • Per venire incontro alle difficoltà delle madri lavoratrici e favorire il rientro al lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio, la legge 92/2012 dà la possibilità alle madri di richiedere un contributo per il pagamento di una baby sitter o un contributo per il pagamento della retta dell’asilo. Il contributo, pari a 300 euro mensili, può essere richiesto per un massimo di 6 mesi divisibile solo per frazioni mensili intere. Approfondisci

  • Gli asili nidi non esisteranno più, è questa la proposta contenuta all'interno di una legge presentata dal PD ora al vaglio della Settima Commissione del Senato e vicina al voto. I nidi saranno accorpati alle materne, ci sarà un'unica scuola per i bambini dagli 0 ai 6 anni. Ma quali saranno i costi per le famiglie? A loro carico sarà solo il 20% della retta.

  • adeguamento antincendio

    Firmato uno slittamento ulteriore per le norme antincendio sia per scuole che per nidi. Un emendamento al decreto legge Semplificazioni prevede infatti un rinvio dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2021 per le scuole ed al 31 dicembre 2019 per i nidi, introducendo anche la realizzazione di un piano triennale degli interventi con l'obiettivo di semplificare e razionalizzare le procedure di adeguamento alla normativa antincendio. Secondo la prima versione del decreto entro il 1° gennaio 2019, tutte le scuole dovevano essere dotate del Certificato Prevenzione Incendi e dovevano rispettare le norme previste da un decreto del 92, per gli asili nido invece la normativa di riferimento è del 2014. La scadenza per mettersi in regola ora slitta ulteriormente. Il quadro della situazione degli istituti riguardo le norme antincendio è davvero problematico, secondo il MIUR sono il 58% le scuole non a norma.

  • serviziincomune

    Il prossimo 26 ottobre a Roma, Cittadinanzattiva presenterà il report relativo alle tariffe e alla qualità delle mense scolastiche e dei nidi. L'evento si svolgerà presso la Sala Igea dell'Istituto della Enciclopedia Treccani in piazza dell'enciclopedia n.4. Per partecipare è necessario accreditarsi al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Rinnovato anche per il 2018 il Bonus asilo nido

    La Legge di Bilancio 2018 ha riconfermato per l’anno corrente il bonus asilo nido erogato dall’Inps a sostegno delle famiglie con bambini; è possibile utilizzarlo per il pagamento delle rette dell’asilo nido senza distinzione tra pubblico e privato. L’importo ammonta ad € 1000 e la domanda per l’ottenimento del contributo può avvenire entro il 31 dicembre 2018.
    La richiesta può essere effettuata dalle famiglie con figli nati, adottati o in affido dal 1° gennaio 2016 in poi, senza limite di reddito Isee, i quali risultano iscritti all’asilo e da famiglie di bambini malati cronici con necessità di cure presso il proprio domicilio.

  • mense.asilinido

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382, precisamente 300€ per la retta dell’asilo e 82€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale per gli asili nido, in leggera crescita per le mense scolastiche (+0,7% nell’infanzia, +1,4% nella primaria). A pesare sono soprattutto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaroai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 32€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

    Il Sud, virtuoso sui costi, pecca però sulla disponibilità di posti all’asilo nido e sulla carenza del servizio di ristorazione scolastica. La copertura dei nidi sulla potenziale utenza è solo dell’11,2%, rispetto alla media nazionale del 21,7%; in sette regioni del Sud e delle isole, più dei due terzi dei bambini non usufruisce del servizio mensa.

    Sul “piacere” di mangiare a scuola, permangono giudizi contrastanti da parte degli studenti: più di uno su due (57%) sostiene di farlo volentieri, ma solo il 14% gradisce tutti i cibi serviti (verdure e pesce i più rifiutati); la monotonia del cibo, le scarse porzioni e l’ambiente triste e disadorno sono tra i principali motivi per cui il 43% degli studenti non ama mangiare a scuola. Il 59% del cibo avanzato viene buttato.

  • mense.asilinido

    Tariffe stabili per i nidi, in leggero aumento per le mense. Ai bambini piace mangiare in compagnia, ma solo uno su dieci consuma tutto.

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382, precisamente 300€ per la retta dell’asilo e 82€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale per gli asili nido, in leggera crescita per le mense scolastiche (+0,7% nell’infanzia, +1,4% nella primaria). A pesare sono soprattutto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaroai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 32€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

  • jMamma mi leggi una storia

    Secondo gli ultimi dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro le neomamme che si sono licenziate sono state più di 25 milaLa ragione principale sono le grandi difficoltà che incontrano le donne nel riuscire a lavorare e prendersi cura dei propri figli contemporaneamente. Tra i costi alti dei nidi, gli stipendi bassi e i nonni spesso ancora al lavoro diventa difficile la gestione del tempo per le neomamme.

    A fotografare il Paese con gli occhi di delle donne lavoratrici è un dossier di Save the Children, pubblicato di recente,“Le Equilibriste. La maternità in Italia”, stila la classifica delle regioni italiane dove è più o meno facile essere madri, con le province autonome di Bolzano e Trento sul podio e la Campania fanalino di coda. Peggiora l'Emilia Romagna.

  • maltrattamenti asili nido
     
    Cittadinanzattiva su maltrattamenti in asili nido: la videosorveglianza non è la soluzione. Puntare sulla prevenzione anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie
    "Verifica degli standard di qualità per le strutture pubbliche e private convenzionate; criteri stringenti di selezione del personale, formazione continua, vigilanza e controllo, istituzione di un coordinamento psico-pedagogico che supporti il personale, monitorando costantemente il mantenimento degli standard richiesti dal ruolo. Queste le priorità da affrontare nell'ottica di una revisione complessiva del sistema educativo rivolto ai più piccoli”, è quanto sostiene Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva, in merito al caso dell’asilo Bicocca di Milano. E' questo solo l’ultimo degli episodi di maltrattamenti su minori, registrati in questi ultimi anni, che, aldilà di una prima naturale reazione di sgomento e di riprovazione, impongono l’avvio di una riflessione pubblica e l’adozione di un sistema articolato di provvedimenti anche di tipo normativo, volti a prevenire e non solo a reprimere tali comportamenti e azioni.
  • 13 settembre a Bologna presso la sede regionale di Cittadinanzattiva Emilia Romagna si svolgerà il primo incontro di formazione interregionale sui vaccini rivolto agli attivisti del Tribunale per i Diritti 1

    Lo scorso martedi 4 settembre alle ore 7:20 Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva Onlus, è stato ospite di Mattina Rai1 per parlare di Asili nido, in particolare di tariffe e copertura delle richieste. Guarda l'intervistaa Antonio Gaudioso dal minuto 11'16'' al 15'28'

  • Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali:
    al Nord le città più care, Lecco la provincia più costosa, a Siena invece l’incremento record (+33% rispetto al 2012/13)
    Un bimbo su tre resta senza posto

    309 euro al mese: tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, con notevoli differenze territoriali fra Nord, Centro e Sud, e fra le diverse province. Un costo che rappresenta il 12% delle uscite mensili di una famiglia tipo e che, considerando che gli asili nido in media vengono utilizzati per 10 mesi l’anno, ammonta a circa 3100 euro annuali.
    Gli asili più costosi al Nord (380 euro) seguiti dal Centro (322) e infine dal Sud (219). La regione più economica è la Calabriacon una tariffa media mensile di 139 euro, la più costosa la Valle D’Aosta con in media 432 euro. Fra le province il primato dei costi più alti spetta a Leccocon 515 euro al mese (5150 euro all’anno), mentre Vibo Valentia è la più economica con 120 euro mensili (1200 l’anno).

  • baby sitting

    L’Inps informa che il contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting (comunemente noto come “voucher per la babysitter”) non è stato prorogato per il 2019 e dunque sarà fruibile solo a coloro che l’hanno richiesto entro il 2018.
    L’agevolazione, introdotta dalla riforma Fornero nel 2013, prevedeva un sostegno fino a 600€ mensili per la copertura delle spese di baby sitting consentendo alle madri di non utilizzare il periodo di maternità facoltativa. La perdita del contributo andrà a gravare in particolar modo sulla condizione delle lavoratrici autonome alle quali non spetta il congedo di maternità obbligatoria, riservato alle sole dipendenti.

  • Domani su CorriereMagazine l’indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa: il 23% dei bimbi non riesce ad accedervi

    Esce domani sul Magazine del Corriere della Sera lo studio di Cittadinanzattiva su quanto costa in Italia mandare i propri figli all’asilo nido comunale fra alti costi, disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare e difficoltà di accesso: Il 23% dei bimbi non riesce ad accedervi, dato in lieve miglioramento (-1%) rispetto all’ultimo rilevamento che attestava al 24% la percentuale di bimbi che rimanevano esclusi.

  • Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa: il 23% dei bimbi non riesce ad accedervi. Lecco la più cara (572 € al mese), a Udine l'incremento record (+23% rispetto al 2006/2007)

    290 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all'asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un'altra provincia, e doppi tra province nell'ambito di una stessa regione.

  • Cittadinanzattiva scrive a Tremonti su rimborso del bonus bebè: moratoria sulle sanzioni, si limiti la richiesta ai mille euro erogati. Una guida per tutelarsi e raccontare le proprie "disavventure" su www.cittadinanzattiva.it

    "Caro(nomedelbimbo),felicitazioniperiltuoarrivo!" così esordiva la lettera, che l’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, indirizzava ai nascituri. E proseguiva: "losaichelanuovaleggefinanziariatiassegnaunbonusdi1.000euro?Ituoigenitoripotrannoriscuoterlopressoquestoufficiopostale".

  • bonus asilo nido

    Secondo la circolare n. 14 del 29 gennaio dell’Inps dal 29 gennaio fino al 31 dicembre 2018 è possibile presentare la domanda per richiedere il Bonus asilo nido per tutti i bambini nati dopo il 1° gennaio 2016.
    L’importo massimo del contributo è di € 1.000 annuali e per presentare la richiesta non ci sono limiti reddituali. Il bonus viene erogato fino ad esaurimento dei fondi a disposizione che, per l’anno in corso sono 250 milioni. I fondi sono destinati al rimborso delle rette per asili nido pubblici e privati autorizzati nonché per chi richiede supporto presso la propria abitazione per i bambini, minori di 3 anni, con gravi patologie croniche.  Il contributo viene erogato mensilmente dietro presentazione dei giustificativi degli avvenuti pagamenti delle rette mensili. La rata massima mensile è di € 90,91. L’importo viene accreditato direttamente al beneficiario che ha sostenuto il pagamento.

  • Collecchio asili aperti tutto lanno

    Il Comune di Collecchio nei giorni scorsi ha preso una decisione molto importante per i servizi erogati dal proprio Comune, i nidi saranno aperti tutto l'anno, senza interruzione nel periodo estivo. Un modo per venire incontro alle esigenze delle famiglie, in particolare alle donne che lavorano che in questo modo saranno facilitate nel conciliare la propria vita lavorativa con quella familiare. Le strutture saranno aperte sempre, tranne nei giorni di festività nazionale e con un limite dei genitori di scegliere 4 settimane di assenza obbligatoria nel periodo estivo, almeno 3 consecutive. Il servizio non avrà costi aggiuntivi per le famiglie rispetto allo scorso anno.

  • Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa.
    Costi: al Nord le città più care, a Bologna l’incremento record (+29,7% rispetto al 2010/11)
    Disponibilità di posti: in media, il 23,5% dei bimbi non riesce ad accedervi, in Calabria e Campania si sfiora il 40%

    302 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a più di 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione.
    Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 547€, è 7 volte più cara rispetto a Catanzaro (70€), il triplo rispetto a Roma (146€) e più che doppia rispetto a Milano (232€). Marcate differenze anche all’interno di una stessa regione: in Veneto, la retta più cara, in vigore a Belluno (525€ mese per il tempo pieno) supera di 316€ la più economica registrata a Venezia. Analogamente nel Lazio la retta che si paga a Viterbo (396€) supera di 250€ la più economica registrata a Roma. E le differenze ci sono anche tra le realtà che hanno il tempo ridotto: al Sud, in Sicilia tra la retta di Caltanissetta (220€) e quella di Agrigento la differenza è di 130€.

  • asili nido 2015 02 20

    Cittadinanzattiva su dati Istat su asili nido comunali:
    costi e liste di attesa scoraggiano le iscrizioni. 309 euro la spesa media mensile; un bimbo su tre resta fuori.

     “Il calo delle iscrizioni agli asili nido comunali (circa 2.600 utenti in meno nel 2012-2013 rispetto all'anno precedente), segnalato oggi dall’Istat, è una triste conferma alla crescente difficoltà per le famiglie di sostenere una spesa media di 309 euro al mese, pari al 12% delle uscite mensili Altrettanto scoraggiante sulla domanda risulta essere la scarsa disponibilità di posti nei nido comunali: uno su tre resta fuori, con punte del 71% in Basilicata e del 65% nel Lazio”, questo il commento di Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, in merito ai dati presentati oggi dall’Istat sull'offerta di asili nido nei Comuni italiani.

  • Caro(nomedelbimbo),felicitazioniperiltuoarrivo!" così esordiva la lettera, che l’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, indirizzava ai nascituri. E proseguiva:"losaichelanuovaleggefinanziariatiassegnaunbonusdi1.000euro?Ituoigenitoripotrannoriscuoterlopressoquestoufficiopostale".

  • con dossier asili nido 2015 800x450

    Asili nido: tariffe stabili, ma troppi bimbi in attesa di un posto.
    311 euro la retta media mensile, Lecco il capoluogo più costoso, a Cosenza incremento record. Ecco i dati della Indagine 2015 di Cittadinanzattiva

    311 euro, a tanto ammonta la retta media mensile per un bimbo iscritto all’asilo nido comunale. Un costo che incide del 12% sulla spesa sostenuta ogni mese da una famiglia media italiana e che varia, anche in maniera consistente, a livello regionale e provinciale. La regione più costosa la Valle D’Aosta (440 euro), quella più economica la Calabria (164 euro) che, rispetto al 2013/2014, ha però registrato l’incremento più consistente (+18%) a livello nazionale.

  • con dossier asili nido 2015 800x450

    311 euro, a tanto ammonta la retta media mensile per un bimbo iscritto all’asilo nido comunale. Un costo che incide del 12% sulla spesa sostenuta ogni mese da una famiglia media italiana e che varia, anche in maniera consistente, a livello regionale e provinciale. La regione più costosa la Valle D’Aosta (440 euro), quella più economica la Calabria (164 euro) che, rispetto al 2013/2014, ha però registrato l’incremento più consistente (+18%) a livello nazionale.

  • Gli asili nido fanno parte dei servizi pubblici locali ossia di tutti quei servizi che fanno capo ad un comune, provincia o altro ente territoriale. Devono essere un luogo sicuro di cura e crescita per i bambini, nel quadro di una politica di tutela dei diritti dell’infanzia.

  • Chi, come e entro quando è possibile richiedere il bonus? Dalle ore 10:00 del 17 luglio 2017 è possibile presentare sul sito dell’Inps le domande per ottenere i 1.000 euro di contributo a sostegno delle famiglie. Il bonus rientra tra gli interventi del Governo a sostegno delle famiglie, ha un tetto massimo di mille euro e può essere richiesto compilando una domanda specifica da parte di un genitore per far fronte al pagamento delle rette del nido (pubblico o privato autorizzato) frequentato da bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016 e alla retribuzione dei servizi di assistenza domiciliare necessari a bambini di età inferiore ai tre anni che non possono frequentare gli asili nido a causa di gravi patologie croniche.Chi, come e entro quando è possibile richiedere il bonus?

  • asili nido bonus

    Dal prossimo 28 gennaio sarà attivo sul sito dell'INPS il servizio online per richiedere il bonus asilo nido per il 2019. Il contributo, fino a un importo massimo di 1.500 euro su base annua, può essere corrisposto a beneficio di bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati.

  • La proposta di introdurre la ‘tariffa di frequenza’ è la Giunta Merola in una delibera del 21 novembre. Delibera che disciplina il sistema tariffario per la frequenza ai 48 nidi e alle 67 materne comunali; più il pagamento di refezione, pre e post scuola e trasporti che riguarda anche le elementari statali. ‘Modifica al sistema vigente’, si legge nel titolo. Più che una modifica, una rivoluzione per le scuole dell’infanzia comunali frequentate da più di 8mila bambini dai 3 ai 5 anni.

  • "C'è un nido?" questo il titolo dell'ultima indagine realizzata dall'Osservatorio Prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. 311 euro è la retta media che le famiglie italiane spendono ogni mese per un bimbo iscritto all’asilo nido comunale.

  • Aumentano le rette e diminuiscono le iscrizioni degli asili nido: il fenomeno è in stretta correlazione con i pochi posti disponibili a fronte di un costo elevato che pesa sul budget delle famigli. 311 euro è la retta media mensile per un bimbo iscritto all’asilo nido comunale. Un costo che incide del 12% sulla spesa sostenuta ogni mese da una famiglia media italiana e che varia, anche in maniera consistente, a livello regionale e provinciale. La regione più costosa la Valle D’Aosta (440 euro), quella più economica la Calabria (164 euro) che, rispetto al 2013/2014, ha però registrato l’incremento più consistente (+18%) a livello nazionale. Tra le città, Lecco risulta la provincia più cara (515 euro).

  • Nella regione Veneto l'accesso agli asili nido comunali sarà garantito prima ai bambini di genitori veneti o che risiedono in regione da almeno 15 anni. Questo è quanto sancito dalla proposta di legge approvata lo scorso 14 febbraio dal consiglio regionale che modifica la legge regionale n. 32 del 1990. La nuova proposta disciplina l'accesso agli asili nido comunali e sancisce i criteri di accesso al servizio solo per i "veneti" , per tutti gli altri l'accesso è garantito ma solo se c'è ancora posto.

  • L'Istat ha presentato una mappa aggiornata dei servizi educativi per la prima infanzia. Nel 2014/15 i posti nei nidi sono diminuiti, ma poiché i bambini sono sempre meno la percentuale di copertura è salita al 22,8%. Nonostante la disponibilità di posti sia molto lontana dall'obiettivo, molti restano vuoti. Anche perché ormai il 20,3% del costo del servizio è a carico delle famiglie.

  • La legge veneta in materia di asili nido prevede un accesso prioritario ai figli di chi è residente nella regione da almeno 15 anni. La Consulta ha bocciato la norma perchè contrasta il principio di uguaglianza, ed introduce un criterio irragionevole per l'accesso proprio perchè non vi è alcuna correlazione tra la prolungata residenza in Veneto e situazioni di bisogno e disagio.
    La norma infatti verrebbe contro i bisogni delle famiglie in difficoltà che non potrebbero pagare un nido privato e penalizzerebbe in particolare le madri .

  • Dopo le denunce di alcuni genitori ed insegnanti sono partiti i controlli in 14 asili nido della capitale. Due sono stati chiusi: un asilo ospitava 31 bambini rispetto ai 15 per i quali era abilitato, un altro era del tutto abusivo. Leggi di più

  • E' quanto dovrebbe essere contenuto nell'intesa con le Regioni sul Piano triennale per lo sviluppo del sistema integrato di servizi educativi per l'età prescolare, la cosiddetta riforma 0-6 anni.

    Nido e scuola dell'infanzia escono dai servizi assistenziali per diventare a pieno titolo servizi educativi; previste risorse per la costruzione di nuove strutture e l'ammodernamento dei nidi già esistenti.

  • Oggi solo il 55 per cento delle madri italiane lavora, il 7 per cento è in cerca di lavoro mentre il 36 per cento è inattiva. Fra coloro che lavorano, il 40 per cento ha un contratto part-time e per quasi la metà dei casi non si è trattato di una scelta volontaria. Ad incidere sulla scelta, infatti, lo sconfortante rapporto reddito/retta dell'asilo, ossia - a dirlo in parole povere - le mamme guadagnano troppo poco - anche rispetto ai colleghi maschi e ai compagni - e gli asili nido, o le babysitter, costano troppo. Così alle donne conviene rinunciare al lavoro, o ridurre l'orario lavorativo, per accudire i figli e gravare meno sul bilancio familiare.

  • Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa. Costi: al Nord le città più care, a Foggia l’incremento record (+55% rispetto al 2009/10) Disponibilità di posti: in media, il 25% dei bimbi non riesce ad accedervi, in Sicilia sono il 42%

    302 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a più di 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione.

  • A Bologna si è tenuto un incontro dal titolo: "Battiamo un colpo a proposito dei servizi prima infanzia. Parole e idee delle cooperative sociali", organizzato da Legacoop sociali. L'obiettivo dell'iniziativa è raccontare esperienze innovative presenti sul territorio emiliano e ipotizzare cambiamenti efficaci e il miglioramento dei servizi offerti alle famiglie, dei quali si discuterà in occasione degli "stati generali" di novembre organizzati dalla regione per puntare a nuove sfide per l'infanzia. Un esempio arriva dalla città di Faenza che, con il contributo della coop Zerocento, da quest'anno propone il part time pomeridiano dalle 14 alle 20 con cena al nido. Un'altra esperienza è rappresentata dal progetto "Karabak", promosso da varie coop e che coinvolge dieci nidi e circa 800 bambini.

  • asili nido e mense scolastiche presentato il nostro dossier 2017

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 380, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515€di Lecco; per la mensa scolastica dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

  • asili nido e mense scolastiche presentato il nostro dossier 2017

    “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense”: rette stabili. Ma liste di attesa in aumento nei nidi e troppi sprechi a mensa

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 380, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per la mensa.
    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.
    Il Sud, virtuoso sui costi, pecca però sulla disponibilità dei nidi. La copertura sulla potenziale utenza è solo del 7,6%, rispetto alla media nazionale del 20%.
    Sulle mense scolastiche, resistono i giudizi “in bianco-nero” dei piccoli utenti: mangiano felici in compagnia, ma vorrebbero cibi più vari, locali allegri, più tempo per mangiare e maggiore cortesia del personale addetto. Ancora troppi gli sprechi durante i pasti. E sulle Commissioni Mensa persistono grandi variabilità nella composizione e nel modo di operare.
    Questi i dati contenuti nel Dossier “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense”, presentato oggi da Cittadinanzattiva.

  • Esiste un documento che garantisca la qualità del servizio di asilo nido?

    Sì, dovrebbe. Infatti, anche gli asili nido, come tutti gli altri servizi erogati da una pubblica amministrazione, in seguito all'emanazione della Direttiva Ciampi-Cassese del 1994, dovrebbero dotarsi di una carta della qualità dei servizi contenente la definizione del servizio erogato, degli indicatori di qualità e delle modalità di tutela e partecipazione degli utenti.

    Un genitore immigrato extracomunitario può iscrivere suo figlio all'asilo nido?
    Sì, se dotato di regolare permesso di soggiorno può iscrivere il suo bambino all'asilo nido della città in cui risiede.

    È possibile prendere visione del regolamento e delle tariffe in vigore?
    Regolamento (es. informazioni su funzionamento del servizio, modalità di iscrizioni, accesso alle graduatorie, ecc.) e tariffe del servizio di asilo nido comunale vengono stabiliti annualmente mediante delibera comunale. Gli atti sono pubblici e possono essere richiesti dal singolo cittadino alla propria amministrazione di riferimento.

    Con che tempistica bisogna muoversi per l'iscrizione?
    Generalmente le iscrizioni per l'anno successivo si effettuano a partire dal mese di gennaio: si consiglia di informarsi sempre in modo tempestivo al fine di non restare esclusi dalla possibilità di iscrivere proprio figlio.

    (ultimo aggiornamento: gennaio 2012)

  • A 40 anni dalla entrata in vigore della legge 1044, che ha istituito gli asili nido in Italia, il Gruppo Nidi Infanzia fa il punto, e il 2 dicembre dà appuntamento in 1044 piazze italiane per un nuovo impegno per il futuro dei nostri bambini. Approfondisci. Leggi la ricerca di Cittadinanzattiva

  • 201mila in totale sono stati gli utenti iscritti tra il pubblico e il privato, che corrispondono a un 13% contro l'obiettivo preposto del 33% di posti da raggiungere". Questi i numeri forniti da Rita Visini, assessore alle Politiche sociali e Sport della Regione Lazio. Approfomdisci

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