Politiche scolastiche

  • Mai più seggi nelle scuole! Si comincia da 117 Comuni

    Sono 117 i Comuni che hanno manifestato, entro il termine previsto, il proprio interesse ad ottenere i contributi previsti dal Fondo di 2 milioni di euro (art. 23-bis del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito nella legge 21 maggio 2021, n. 69) per realizzare sedi alternative agli edifici scolastici da destinare a seggi elettorali, al fine di evitare la sospensione delle attività didattiche, in occasione della tornata elettorale di ottobre. In totale si tratta di 510 i seggi elettorali, con il coinvolgimento di circa 300.000 elettori e di oltre 30.000 studenti che non saranno privati delle lezioni in quei giorni.
    Nella maggior parte dei casi sono state individuate come sedi alternative, palestre comunali, strutture polivalenti e uffici municipali dismessi.
    I contributi saranno effettivamente erogati, come stabilito dalla normativa vigente, a seguito dell’attestazione dell’avvenuto trasferimento dei seggi da parte dei Comuni interessati. 
    Un battaglia che Cittadinanzattiva conduce da tempo. "Il numero di Comuni riferito dal Ministero certo non è elevato. Si può tuttavia dire che è un segnale, che si vede che comincia a crescere la sensibilità su questo tema, sia da parte degli amministratori sia dei cittadini. Se ne parla. È l’inizio di un percorso», commenta Adriana Bizzarri, Coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva in una intervista a Vita.it.

  • Presentato il XIX Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola

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    460 mila i bambini e ragazzi che studiano in 17mila classi con più di 25 alunni; il problema è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).
    Più della metà degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità statica (54%) e di quello di prevenzione incendi (59%); il 39% è senza collaudo statico. 35 gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 ed agosto 2021, circa tre al mese.
    Inoltre sono 17.343, pari al 43% del totale, le scuole in zone ad elevata sismicità. Notizie incoraggianti sulla ricostruzione degli istituti scolastici colpiti dal sisma del 2016: gli interventi in corso o programmati riguardano 433 istituti, con un impegno di spesa di 1,2 miliardi di euro.
    Sono alcuni dei dati del XIX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato oggi da Cittadinanzattiva, che contiene un focus specifico sugli asili nido.

  • Presentato il XIX Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola

    XIX Rapporto sicurezza scuola

    Oltre la metà delle scuole senza certificazioni; 17mila le classi sovraffollate; tre crolli al mese nell’ultimo anno scolastico. I problemi ancora irrisolti della scuola italiana. E sui nidi mancano informazioni ufficiali.

    Scarica il Rapporto integrale, l’Abstract e le infograficheSul nostro canaleYoutube la testimonianza di due dirigenti scolastici di Napoli e Palermo alle prese con problemi di sovraffollamento delle classi e di mancanza di spazi.

    460 mila i bambini e ragazzi che studiano in 17mila classi con più di 25 alunni; il problema è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).
    Più della metà degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità statica (54%) e di quello di prevenzione incendi (59%); il 39% è senza collaudo statico. 35 gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 ed agosto 2021, circa tre al mese.
    Inoltre sono 17.343, pari al 43% del totale, le scuole in zone ad elevata sismicità. Notizie incoraggianti sulla ricostruzione degli istituti scolastici colpiti dal sisma del 2016: gli interventi in corso o programmati riguardano 433 istituti, con un impegno di spesa di 1,2 miliardi di euro.

    Sono alcuni dei dati del XIX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato oggi da Cittadinanzattiva.

  • Presentato il Manifesto della mobilità sostenibile realizzato dagli studenti

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    Giovedì 16 settembre 2021 le studentesse e gli studenti dell’Open Road Alliance hanno consegnato a Roma, al Ministro Enrico Giovannini, il primo Manifesto della mobilità sostenibile della scuola italiana. Dieci delegazioni di altrettante scuole superiori, da Torino fino a Palermo, sono state i portavoce dei 1.863 giovanissimi e 140 docenti che hanno partecipato al Progetto O.R.A. - Open Road Alliance promosso da Cittadinanzattiva e Fondazione Unipolis.
    Il Manifesto, che si presenta nella duplice versione di sito web e poster, è frutto di un percorso formativo e laboratoriale iniziato nel 2019 nelle aree metropolitane del nostro Paese a partire dall’analisi dello stato della mobilità nella sua dimensione sociale, economica, ambientale e della sicurezza.
    Attraverso differenti forme e linguaggi e per promuovere un vero cambiamento il Manifesto raccoglie le istanze, le proposte e le richieste dei giovani in tema di mobilità. A Roma hanno avuto l’occasione di essere ascoltati dalle Istituzioni nazionali, prima che il Manifesto approdi nelle 14 città dove sarà presentato pubblicamente coinvolgendo l’intera comunità a partire dagli Amministratori locali.

  • Presentato il Manifesto della mobilità sostenibile realizzato dagli studenti

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    Il progetto promosso da Fondazione Unipolis e Cittadinanzattiva, frutto del lavoro di 2.000 studenti di 57 scuole italiane, immagina e delinea la mobilità e le comunità del futuro.

    Tra le proposte: app in grado di premiare chi utilizzi mezzi green, aree sostenibili e integrate nelle città dove ricaricare auto e bici, panchine a pannelli solari, autobus mangia smog e sensori in grado di rilevare se il guidatore abbia assunto alcol o stupefacenti.

    Dieci delegazioni di altrettante scuole superiori, provenienti da Torino fino a Palermo, hanno presentato e consegnato il Manifesto a Roma al Ministro Enrico Giovannini.

  • Cittadinanzattiva su avvio anno scolastico. Tre richieste al Ministro e al Governo

    Abrogare la disposizione contenuta nel DPR 81 del 2009, che consente fino a 30 alunni per classe nelle scuole secondarie di I e II grado, per ritornare ovunque ai parametri stabiliti dalla normativa antincendio (DM 26.08.1992) che fissano il numero massimo in 25 alunni (26 con l’insegnante) e a quelli del DM18/12/1975 che prevede uno spazio “vitale” per alunno di mq 1,80 e mq 1,96 secondo il tipo di scuola.
    È la richiesta che Cittadinanzattiva avanza con forza per superare un paradosso normativo e uscire dall’emergenza che vede, all’avvio domani dell’anno scolastico nella gran parte delle regioni, quasi 17.000 classi con oltre 25 alunni, appartenenti nel 55% dei casi agli Istituti di II grado. “Una situazione che va sanata una volta per tutte per ottemperare alle esigenze di sicurezza legate non solo all’emergenza sanitaria ma anche alle emergenze che si potrebbero creare per il rischio alluvione e sismico, che interessano il nostro territorio nazionale. Oltre a ciò si migliorerebbe la vivibilità e il benessere all’interno delle aule, si assicurerebbe una migliore qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, delle relazioni interpersonali significative a beneficio di tutti ma soprattutto dei ragazzi più fragili”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

    “Gli istituti scolastici italiani sono ancora privi del certificato di agibilità per una percentuale pari al 53,8%, nel 38,6% del collaudo statico e nel 59% del certificato di Prevenzione Incendi, fondamentali in un Paese nel quale le scuole in zone ad elevata sismicità sono 17.343 pari al 43% del totale. Inoltre, nell’ultimo anno, a seguito della pandemia, in gran parte dei casi le scuole non hanno rivisto il Piano di Emergenza né realizzato le prove di evacuazione”, continua Bizzarri.

  • La rete EducAzioni per la scuola in presenza

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    La rete EducAzioni ha chiesto esperessamente al Ministro dell' Istruzione ed al Governo di garantire la riapertura delle scuole a settembre in presenza. Il nostro è il paese Europeo con il maggior numero di chiusure, i nostri studenti non possono affrontare un altro anno nell'incertezza e con la didattica a distanza. La didattica in presenza è necessaria. Si chiede di pianificare una riapertura a settembre con una scuola in presenza ma anche di qualità ed in sicurezza, intensificando la campagna vaccinale e prevedendo delle misure puntuali per il contenimento della pandemia. Vanno inoltre definiti dei Patti Territoriali di Governance, che in ciascun territorio garantisca la didattica in presenza valutando le varie possibilità a disposizione.

  • Prove invalsi 2021: forte l'effetto del Covid

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    Gli esiti delle prove Invalsi 2021, sono molto preoccupanti e la conferma di un trend registrato negli ultimi anni. A giocare un ruolo fondamentale sembra sia stato il Covid e le relative restrizioni. La scuola primaria ancora resiste, i dati infatti confermano quelli degli anni precedenti, ma per il resto degli istituti vi è un dilagante e consistente arretramento degli esiti in particolare in italiano e matematica, sia alle medie che alle superiori.Puglia e Campania le regioni messe peggio. I dati emersi non lasciano scampo, l'apprendimento dopo quasi un anno di scuola a distanza è in netto calo. Gli studenti maggiormente in difficoltà provengono dai contesti socio economico culturali più sfavorevoli. Ma diverse sono le interpretazioni dei dati emersi, alcune anche discordanti e non in linea con gli anni precedenti.

  • Segnala a Cittadinanzattiva nidi o scuole dell'infanzia chiusi o abbandonati

    bambini scuola grafica

    La Scuola di Cittadinanzattiva ha lanciato in questi giorni un'operazione rivolta a tutti i cittadini, per chiedere di segnalare strutture di nidi e scuole dell'infanzia abbandonati, dismessi o non completati. L'iniziativa nasce in risposta  a quanto previsto nel PNRR, che destina 12 miliardi e 600 milioni per l’edilizia scolastica, di cui ben 4 miliardi e 600 milioni per nidi e scuole infanzia. L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare l'offerta arrivando alla creazione di circa 228.000 posti. Per evitare sprechi di denaro, tempo e suolo pubblici, crediamo sia utile censire e recuperare, ove ciò sia possibile e conveniente, strutture educative pre esistenti per la fascia 0-6 su cui investire i fondi del PNRR. Da qui l'idea di coinvolgere la cittadinanza nelle segnalazioni.

  • Arrivano le indicazioni ufficiali del CTS sul rientro in classe a settembre

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    Il Ministero dell'istruzione ha chiamato in causa il Comitato Tecnico Scientifico per avere dei pareri sulle modalità del rientro in classe per il nuovo anno scolastico. Il CTS, ritiene "necessario" un ritorno in presenza per il benessere psico-fisico degli studenti, ribadisce l'importanza dei vaccini per il personale scolastico e per gli studenti, e raccomanda il distanziamento e dove questo non sia possibile, fondamentale sarà l'obbligo dell'uso della mascherina nei luoghi chiusi. Anche per quanto riguarda la somministrazione dei pasti, si raccomanda l'uso di mascherine per il personale servente, l'ingresso e l'uscita dai locali adibiti al servizio dovrà essere organizzato e misurato in base alla disponibilità dei posti, e dovranno essere predisposte delle stazioni per il lavaggio ed igienizzazione delle mani. 

  • Scuola: chiediamo al Governo un Piano urgente per ritornare in presenza

    "Il Governo metta in campo in maniera urgente un piano di azioni in otto settimane perché riteniamo che a settembre vada garantita, senza ulteriori deroghe, la scuola in presenza per i quasi 10 mln di studentesse e studenti”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. “Un primo importante passo in questa direzione è contenuto nell’approvazione, all’interno del DL Sostegni Bis, del «Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 per l’anno scolastico 2021/2022», con lo stanziamento di 350 milioni di euro nel 2021, da destinare a spese per l’acquisto di beni e servizi. Occorre però andare oltre. Il Piano che chiediamo dovrebbe affrontare e proporre delle misure su varie questioni: le vaccinazioni di studenti e personale scolastico, le regole anti covid e il personale “anti covid”, gli orari scolastici, il recupero/la creazione di nuovi spazi all’interno e all’esterno degli edifici scolastici, il potenziamento della rete internet e l’acquisto di dispositivi adeguati ad un uso scolastico, i trasporti urbani. Dopo quanto è stato “sopportato” dai bambini e dai ragazzi in questi 16 mesi e dopo che gran parte dei settori della vita economica e sociale del nostro Paese sono tornati alla quasi normalità, non è pensabile ipotizzare provvedimenti che penalizzino il ritorno in presenza a scuola senza andare incontro a manifestazioni di malessere e di ribellione diffusi da parte dei più giovani e delle loro famiglie”.

  • Stop ai seggi elettorali nelle scuole, ora si può fare!

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    Entro il 15 luglio i Comuni devono comunicare gli edifici che utilizzeranno come seggi elettorali al posto delle scuole e per farlo ci sono anche 2 milioni di euro stanziati ad hoc. Una battaglia che Cittadinanzattiva porta avanti da mesi: «Innanzitutto per far capire che cambiare si può, che votare nelle scuole è una tradizione quasi solo italiana, probabilmente è una tradizione comoda ma certamente non è inevitabile. È utile cominciare a sperimentare alternative adesso, per farsi trovare pronti per le elezioni politiche», commenta Adriana Bizzarri, Coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva nell'intervista a Vita.it.

  • Il rapporto della Fondazione Agnelli sulla DaD

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    La Fondazione Agnelli ha realizzato un rapporto dal titolo : "La DaD alle scuole superiori nell'anno 2020- 2021: una fotografia", insieme al Centro Studi Crenos ed al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Cagliari. L'indagine ha coinvolto un campione di 123 scuole superiori, statali e paritarie, di tutto il Paese. In ogni Istituto coinvolto sono stati proposti questionari a studenti del 3° e 5° anno, docenti e dirigenti scolastici per un totale di 105 dirigenti, 3.905 docenti ed 11.154 studenti.

  • Riapertura scuole: occorre un piano urgente del Governo per ritornare in presenza.

    “Chiediamo che il Governo metta in campo in maniera urgente un piano di azioni da mettere in atto in otto settimane perché riteniamo che a settembre vada garantita, senza ulteriori deroghe, la scuola in presenza per i quasi 10 mln di studentesse e studenti”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

    “Un primo importante passo in questa direzione è contenuto nell’approvazione, all’interno del DL Sostegni Bis, del «Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 per l’anno scolastico 2021/2022»,con lo stanziamento di 350 milioni di euro nel 2021, da destinare a spese per l’acquisto di beni e servizi. Occorre però andare oltre. Il Piano che chiediamo dovrebbe affrontare e proporre delle misure su varie questioni: le vaccinazioni di studenti e personale scolastico, le regole anti covid e il personale “anti covid”, gli orari scolastici, il recupero/la creazione di nuovi spazi all’interno e all’esterno degli edifici scolastici, il potenziamento della rete internet e l’acquisto di dispositivi adeguati ad un uso scolastico, i trasporti urbani. Dopo quanto è stato “sopportato” dai bambini e dai ragazzi in questi 16 mesi e dopo che gran parte dei settori della vita economica e sociale del nostro Paese sono tornati alla quasi normalità, non è pensabile ipotizzare provvedimenti che penalizzino il ritorno in presenza a scuola senza andare incontro a manifestazioni di malessere e di ribellione diffusi da parte dei più giovani e delle loro famiglie”.

  • Tempo pieno a scuola per tutte e per tutti: firma la petizione

    petizione scuola

    A cinquanta anni dall'istituzione del tempo pieno nella scuola elementare, ad usufruirne oggi sono 4 bambini su 10 nella primaria e appena il 13% di ragazze e ragazzi della secondaria di primo grado.
    La sua data di nascita ufficiale è infatti legata alla legge n. 820 del 24 settembre 1971, anche se non erano mancati negli anni precedenti i precursori  di questo modello innovativo di organizzazione scolastica. "Allora la sfida stava nel dare voce e una lingua comune ai figli della grande migrazione interna dal sud, oggi sta nel praticare un’efficace arte del convivere tra le molteplici culture che popolano le nostre città e nell’includere pienamente e non solo a parole bambine e bambini portatori di disabilità che dal 1977 abitano le nostre scuole, insieme a fragilità di ogni genere".

  • Quando e come riapriranno le scuole a settembre

    orino i dati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole

    La riapertura della scuola a settembre sarà accompagnata con l'uso della mascherina e con il distanziamento. Misure confermate in vista di uno scenario epidemiologico incerto anche a seconda del colore in cui si troverà ciascuna regione. Il Comitato Tecnico Scientifico, in una riunione tenuta a fine giugno, ribadisce che le misure da adottare per il nuovo anno scolastico dovrebbero essere uguali a quello appena concluso. Al momento, infatti, non è possibile prevedere quanti minori saranno vaccinati, perciò l'uso del green pass non è plausibile, anche perchè il dato da non sottovalutare è che non esistono vaccini approvati per la fascia di età 0-12 anni.

  • Edilizia scolastica, asili nido, povertà educativa: tre punti per la scuola che verrà

    edilizia scolastica

    A un anno dalla sua nascita, la rete EducAzioni, alla quale aderisce anche Cittadinanzattiva, ha individuato tre priorità per la scuola: edilizia scolastica, asili nido, dispersione scolastica e povertà educativa. E le ha presentate al Ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi e alla Sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra in un web talk sulla pagina facebook di Vita.
    Sul tema dell'edilizia scolastica è intervenuto Andrea Gavosto di Asvis, che ha sottolineato che "gli 8 miliardi per l’edilizia scolastica nel PNRR, più 4,6 solo per i nidi - a fronte dei 150 milioni di mq che costituiscono il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, con un’età media di 53 anni - non sono risorse che permetteranno di arrivare dappertutto ma è un inizio significativo, a patto che si definiscano chiaramente aree di intervento prioritarie, individuando sia le scuole sia le tipologie di intervento da fare".

  • Adolescenti e pandemia: indagine “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”

    Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola per “riprendersi il futuro”. Quel futuro che oggi vedono così minaccioso che, come dice Francesca, valdostana di 17 anni parafrasando Ennio Flaiano “faccio progetti per il mio passato”; Marco stessa età e residente in Campania ha solo voglia di “riprendere da dove mi sono fermato, recuperare, colmare i vuoti e riprendermi ciò che di diritto di adolescente mi spetta: la mia vita”. Sono le voci dei 5713 giovani che hanno partecipato,tra aprile e maggio di questo anno, all'indagine online “Ora parliamo noi”, promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute-Federchimica, e rivolta direttamente a ragazzi dai 14 ai 19 anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.
    Chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile, perché dicono “non siamo delle marionette da manipolare”, (Flavia quindicenne della provincia di Lecce), “prima di decidere su scelte che ci riguardano devono ascoltarci perché a volte alcune loro decisioni sono dannose per noi ragazzi” (Federica, 17enne della periferia milanese).

  • Adolescenti e pandemia: indagine “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”

    Adolescenti e pandemia: oltre la metà ha sperimentato disagi psico-fisici. Ma non si arrendono e avanzano richieste e proposte a istituzioni e scuola.

    I risultati della indagine di Cittadinanzattiva “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”.

    Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola per “riprendersi il futuro”. Quel futuro che oggi vedono così minaccioso che, come dice Francesca, valdostana di 17 anni parafrasando Ennio Flaiano “faccio progetti per il mio passato”; Marco stessa età e residente in Campania ha solo voglia di “riprendere da dove mi sono fermato, recuperare, colmare i vuoti e riprendermi ciò che di diritto di adolescente mi spetta: la mia vita”.

    Sono le voci dei 5713 giovani che hanno partecipato,tra aprile e maggio di questo anno, alla indagine online “Ora parliamo noi”, promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute - Associazione Nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica - e rivolta direttamente a ragazzi dai 14 ai 19 anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.

    Chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile, perché dicono “non siamo delle marionette da manipolare”, (Flavia quindicenne della provincia di Lecce), “prima di decidere su scelte che ci riguardano devono ascoltarci perché a volte alcune loro decisioni sono dannose per noi ragazzi” (Federica, 17enne della periferia milanese).

  • Concluso IOEquivalgo scuola: premiati due video spot realizzati dagli studenti su farmaci e corretti stili di vita

    Gli studenti conoscono i farmaci e non li acquistano sul web. Ma peccano su stili di vita e corretta alimentazione. 

    Gli studenti della quinta A dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giordano Bruno” di Perugiae quelli della quinta I del Liceo Scientifico Peano di Roma si aggiudicano, rispettivamente come primo e secondo classificato, i premi per i migliori video spot su “buon uso del farmaco e diritto alle cure”, realizzati nell’ambito del progetto IOEquivalgo Scuola, promosso da Cittadinanzattiva con il supporto non condizionato di Egualia. I video spot prodotti dalle scuole sono disponibili al linkhttps://www.youtube.com/playlist?list=PL_KZaaO14IRsgtCTZRr5x47D47YqcLDQa

    Si conclude oggi con la premiazione delle scuole in un evento online IOEquivalgo Scuola, progetto promosso da Cittadinanzattiva con lo scopo di informare e sensibilizzare i ragazzi sugli stili di vita e sulla conoscenza e corretto uso dei farmaci. Il progetto ha coinvolto 400 studenti di Istituti secondari di II grado di Piemonte, Lazio, Umbria e Campania: si è partiti con un questionario per sondare il livello di conoscenza ed informazione dei ragazzi sui temi del progetto, passando per un percorso formativo e laboratoriale, nonché da tre tour virtuali presso gli stabilimenti farmaceutici per conoscere come vengono prodotti i farmaci (equivalenti e brand). I video spot sono stati realizzati dagli studenti, grazie all’aiuto di videomaker professionisti, al termine di questo percorso sottoposti alla valutazione di una giuria qualificata.
    IOEquivalgo nasce nel 2016 come campagna di comunicazione e sensibilizzazione sull’uso dei farmaci equivalenti rivolta ai cittadini. Nel 2020 abbiamo deciso di coinvolgere gli studenti, che diventano i protagonisti di un percorso per la promozione della salute e del benessere proprio e dei loro coetanei”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Nello stesso tempo, IOEquivalgo è stato anche un incubatore sperimentale per avvicinare i ragazzi e le ragazze alla informazione scientifica e ci auguriamo anche alle discipline STEM per il loro futuro professionale, in un anno in cui tutti abbiamo fatto i conti con la necessità di saperne di più su questi temi e di impegnarci a livello personale per la tutela della salute globale”.

  • Concluso IOEquivalgo scuola: premiati due video spot realizzati dagli studenti su farmaci e corretti stili di vita

    Gli studenti della quinta A dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giordano Bruno” di Perugia e quelli della quinta I del Liceo Scientifico Peano di Roma si aggiudicano, rispettivamente come primo e secondo classificato, i premi per i migliori video spot su “buon uso del farmaco e diritto alle cure”, realizzati nell’ambito del progetto IOEquivalgo Scuola, promosso da Cittadinanzattiva con il supporto non condizionato di Egualia.

    Si conclude - con la premiazione delle scuole e un dialogo fra studenti ed esperti su "salute globale" e "donne e scienza" - IOEquivalgo Scuola, progetto promosso da Cittadinanzattiva con lo scopo di informare e sensibilizzare i ragazzi sugli stili di vita e sulla conoscenza e corretto uso dei farmaci. 

  • XV Premio Scafidi: ecco i progetti vincitori e le nostre proposte per la scuola

    Sono quattro le scuole che salgono sul podio del Premio Buone Pratiche Vito Scafidi, promosso da Cittadinanzattiva e giunto alla sua quindicesima edizione. Si tratta della Scuola Secondaria di I grado “G. Custer dè Nobili” di Lucca, del Polo Tecnico “Franchetti Salviani” di Città di Castello (PG), dell’Istituto superiore Polo 3 di Fano e del Nido d’infanzia “Arcobaleno” di Sanremo.

    A premiarle oggi, nel corso di una diretta social sulla pagina facebook di Cittadinanzattiva, dalle ore 15 alle ore 16:30, sarà Er Gennaro, nome d’arte di Alessandro Scarpa, uno degli influencer più seguiti in Italia, con 4.4 milioni di followers su Tiktok e 545k su Instagram. Questo grazie alla collaborazione fra Cittadinanzattiva e l’Agenzia Stardust. All’evento parteciperanno, oltre a rappresentanti di Cittadinanzattiva e delle scuole coinvolte: Salvatore Butti, Presidente Assosalute-Federchimica; Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile; Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi al quale è dedicato il Premio.

  • XV Premio Scafidi: ecco i progetti vincitori e le nostre proposte per la scuola

    Consegnato il XV Premio Scafidi promosso da Cittadinanzattiva. 216 progetti pervenuti, quattro le scuole premiate. Sette proposte per una scuola aperta anche in tempi di pandemia

    Sono quattro le scuole che salgono sul podio del Premio Buone Pratiche Vito Scafidi, promosso da Cittadinanzattiva e giunto alla sua quindicesima edizione. Si tratta della Scuola Secondaria di I grado “G. Custer dè Nobili” di Lucca, del Polo Tecnico “Franchetti Salviani” di Città di Castello (PG), dell’Istituto superiore Polo 3 di Fano e del Nido d’infanzia “Arcobaleno” di Sanremo.

    A premiarle oggi, nel corso di una diretta social sulla pagina facebook di Cittadinanzattiva, dalle ore 15 alle ore 16:30, sarà Er Gennaro, nome d’arte di Alessandro Scarpa, uno degli influencer più seguiti in Italia, con 4.4 milioni di followers su Tiktok e 545k su Instagram. Questo grazie alla collaborazione fra Cittadinanzattiva e l’Agenzia Stardust. All’evento parteciperanno, oltre a rappresentanti di Cittadinanzattiva e delle scuole coinvolte: Salvatore Butti, Presidente Assosalute-Federchimica; Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile; Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi al quale è dedicato il Premio.

  • Il curriculum dello studente, dubbi sulla sua utilità e non solo

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    Per gli studenti prossimi alla maturità, le scuole sono al lavoro per stilare il "curriculum dello studente". 10 pagine, divise in 3 parti con tabelle e informazioni sul percorso scolastico, le certificazioni ottenute, le attività extrascolastiche realizzate nel corso degli anni. Una novità prevista dalla legge della Buona Scuola del 2015, ma messa in atto solo quest'anno con una piattaforma ad hoc. L'esordio del curriculum però è stato accompagnato anche da alcune osservazioni  poichè si rischia di privilegiare gli studenti provenienti da famiglie più agiate che possono offrire maggiori possibilità di formazione. Anche i presidi ed i docenti hanno espresso non poche perplessità riguardo al curriculum e soprattutto tanti dubbi sulla sua reale utilità.

  • Premio Scafidi: per conoscerlo meglio vi aspettiamo il 21 maggio su Twitch tv

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    Il prossimo 27 maggio, in diretta sul nostro canale Facebook, dalle ore 15.00 alle ore 16.30, si svolgerà la premiazione delle scuole vincitrici del XV Premio Buone Pratiche Sicurezza e Salute a scuola "Vito Scafidi". L'evento vedrà protagonisti gli studenti vincitori del Premio ed un giovane influencer, Alessandro Scarpa, noto come Er Gennaro, che sarà il co-conduttore della premiazione. 
    Ad anticipare la premiazione del 27, venerdì 21 maggio alle 17 su Pixeldust_tv, il canale Twitch ufficiale della Stardust, una piacevole ed informale chiacchierata fra Anna Lisa Mandorino - segretaria generale di Cittadinanzattiva - e i giovani influencer, su alcuni dei temi principali del Premio.

  • #Proteggoenoninquino, ecco come attivarsi per l'uso delle mascherine lavabili a scuola

    Sono oltre 33 milioni le mascherine usa e getta utilizzate ogni settimana in Italia dagli studenti, dalla primaria alla maturità, e 118 le tonnellate di CO2 prodotte dal loro incenerimento. Le mascherine usa e getta infatti non sono riciclabili e vanno conferite nella raccolta dei rifiuti indifferenziati.

    L'Associazione TRiciclo, insieme all'Istituto Nautico San Giorgio di Genova e Camogli, ha deciso di lanciare #ProteggoenonInquino, una campagna di promozione all’uso di mascherine lavabili a scuola, attivando anche uno specifico gruppo di acquisto. Anche il DPCM del 3 novembre 2020 -  all'articolo 1, comma 7 - prevede la possibilità di utilizzare a scuola “anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

  • Nel Piano estate si preveda la mensa gratuita per i ragazzi. La nostra proposta

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    “Tra gli obiettivi indicati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è prevista la creazione di circa 1.000 nuove mense scolastiche. Scelta importante ma non sufficiente soprattutto ora che, a causa delle difficoltà economiche in cui versano tante famiglie per la crisi indotta dalla pandemia, per molti ragazzi il pasto a scuola rappresenta il pasto più completo se non addirittura l’unico”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. “Chiediamo che il Governo trovi le risorse per garantire il tempo pieno e la mensa scolastica ad un numero sempre maggiore di bambini, soprattutto nelle regioni del Centro Sud. La pandemia dovrebbe spingerci verso un ulteriore ambizioso obiettivo: trasformare la mensa in servizio pubblico universale e gratuito. Garantire il tempo pieno e la possibilità di usufruire della ristorazione scolastica in maniera gratuita, a cominciare in modo sperimentale dall’estate, rappresenta un incentivo importante per favorire la presenza dei bambini e ragazzi nelle scuole per le quali il Ministero ha appena varato, con nostra grande soddisfazione, il piano di apertura per l’estate”.

  • PNRR: ecco le priorità da correggere secondo la rete EducAzioni

    educazioni

    Ecco le criticità da correggere subito nel PNRR sul tema educativo. La rete EducAzioni, di cui fa parte anche Cittadinanzattiva, le rileva in tre ambiti: i servizi educativi per la prima infanzia; la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa; l'edilizia scolastica.
    Per quanto riguarda i servizi educativi per la prima infanzia, nel PNRR si destinano 4,6 miliardi, ancora non sufficienti alla copertura del 33% (obiettivo che l’Italia doveva raggiungere nel 2010) e si prevedono 228.000 posti da creare negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. Tuttavia non viene citato un target di copertura omogeneo a livello nazionale. E’ invece necessario stabilire un target minimo della copertura dei servizi (33%), in gestione pubblica diretta o affidati in convenzione, per ciascuna regione ed anche nelle aree interne e periferiche, con accesso gratuito o semi-gratuito in modo tale da favorire la frequenza dei bambini appartenenti a famiglie in condizione economica modesta. Inoltre occorre dare supporto tecnico alle amministrazioni locali per la progettazione e gestione di questi nuovi servizi, e realizzare contestualmente servizi integrativi volti a rafforzare la genitorialità, in particolare in territori caratterizzati da forte disagio economico e sociale.

  • Il Piano Estate per la Scuola: come funzionerà e cosa ne pensano studenti e docenti

    la scuola d estate

    Il Ministro Patrizio Bianchi ha dato il via libera al pacchetto "Piano Estate" del valore di 510 milioni di euro che prevede attività rivolte agli studenti per l'intero periodo estivo. L'obiettivo è far recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti usufruendo di laboratori e attività alternative come musica, sport, tutela ambientale e tanti altri temi trasversali. Il difficile periodo della pandemia ha messo a dura prova la scuola italiana e questo Piano vuole essere un ponte per il nuovo anno. Le attività saranno complementari ed integrate con quelle organizzate dagli Enti Locali. Le risorse e le modalità sono state illustrate alle scuole con una nota operativa inviata lo scorso 27 aprile. Vi sarà, inoltre, un sito dedicato con informazioni specifiche, un helpdesk per le scuole, una campagna social con l'hashtag #lascuoladestate.

  • Economia solidale circolare: il 14 maggio online l'evento finale di ESC

    progetto esc

    Si terrà il 14 maggio, dalle 10 alle 17, l’evento finale del progetto ESC-Economia Solidale Circolare, promosso dal CNCA, Cittadinanzattiva e CICA. L’evento - che si svolgerà online su piattaforma Zoom ed in diretta sulle pagine Facebook del CNCA e Cittadinanzattiva e sulla pagina Youtube del progetto - avrà al centro la restituzione delle azioni e dei risultati del progetto; si svolgerà inoltre una tavola rotonda con il coinvolgimento dei rappresentanti delle tre organizzazioni promotrici e di esperti sul tema con un focus sul ruolo delle organizzazioni del Terzo settore e dell’economia solidale circolare nel panorama politico-culturale italiano ed europeo.

  • Mense scolastiche: ecco quanto pagano le famiglie. "Per l'estate mensa gratuita per gli studenti"

    80 euro: è quanto in media spende al mese, nell’anno in corso, una famiglia italiana per la mensa scolastica di un figlio che frequenta la scuola primaria o dell’infanzia.
    Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 813€ per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 802€ in quella dell’infanzia; segue il Centro, 697€ nella primaria e 676€ nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 662€ nella primaria e 649€ nell’infanzia. Tuttavia l’incremento maggiore si rileva nelle regioni centrali, le tariffe crescono, ma di poco, anche al sud mentre calano al nord.
    L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 103€; la Sardegna quella più economica con 65€ mensili.
    Rispetto all’anno precedente, le tariffe a livello nazionale sono rimaste sostanzialmente invariate; in Puglia e in Toscana l’incremento più elevato (rispettivamente +5,97% e +5,73%).
    Questi i dati che emergono dalla V Indagine sulle tariffe delle mense scolastiche, con la quale Cittadinanzattiva ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. La famiglia di riferimento è composta da tre persone (due genitori e un figlio minore), ha un reddito lordo annuo di € 44.200, con corrispondente ISEE di 19.900. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi escludendo eventuali quote extra annuali e/o mensili.
    L’indagine, che fornisce una panoramica anche sulle singole regioni, è scaricabile a questo link. Cittadinanzattiva presenterà il dettaglio dei dati e delle proposte sulla ristorazione scolastica nell’ambito del webinar “La mensa come servizio pubblico essenziale: perché ora?” promosso dall’onorevole Fusacchia e che sarà possibile seguire dalle ore 13 sulla pagina Facebook di Cittadinanzattiva.

  • Mense scolastiche: venerdì 30 aprile un webinar e il lancio del nostro Dossier sulle tariffe

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    Un incontro online pubblico, promosso e moderato dall’onorevole Alessandro Fusacchia, cui partecipano esperti e rappresentanti di organizzazioni interessate alla ristorazione scolastica - fra le quali Cittadinanzattiva - per discutere insieme di proposte concrete, volte a ripensare completamente la nutrizione a scuola, il sistema delle mense scolastiche, l’educazione alimentare. Un imperativo, anche alla luce dell'emergenza alimentare data dalla chiusura delle mense che ha portato ad una crescita esponenziale di disagio e povertà alimentare tra alunne/i e studenti/studentesse di ogni ordine e grado. In occasione dell'incontro, Cittadinanzattiva presenterà i dati aggiornati sulle tariffe delle mense scolastiche 2020-2021.

  • Rientro in classe: ecco le nuove regole ma...ogni regione fa da sè

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    Dal 26 aprile sono entrate in vigore nuove regole per il rientro in classe. Il Ministero dell'Istruzione ha reso pubblica una nota operativa per le scuole relativa al Decreto Legge del 22 Aprile. Le norme principali sono le lezioni in presenza dalla scuola dell'infanzia fino alle secondarie di I grado, fino alla fine dell'anno, su tutto il territorio nazionale mentre le superiori rientrano in percentuale diversa in base al rischio. In zona rossa la presenza sarà garantita al 50% fino ad un massimo del 70%, in zona arancione e gialla dal 70% fino al 100%.

  • Il manifesto per Next Generation della Rete Studenti medi del Lazio

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    I giovani della rete Studenti Medi si sono mobilitati per presentare il "Manifesto studentesco per il futuro della scuola". Hanno manifestato davanti alle scuole del Lazio per una scuola del domani diversa e a misura di studente, attraverso lo strumento del Next Generation. Gli studenti chiedono a gran voce di realizzare una scuola diversa e di poter decidere come trasformarla. Voglioni una scuola capace di renderli maggiormente consapevoli e formati.

  • Abbandoni scolastici: impennata di segnalazioni alle procure minorili

    scuola bici

    E' uno, fra i tanti, effetti devastanti della pandemia: la crescita del numero di studenti che lasciano la scuola. E a denunciarlo non sono il Ministero dell'Istruzione o gli Uffici scolastici regionali ma i magistrati dei tribunali per i minorenni. "Alla procura minorile di Cagliari in un solo mese sono arrivate 300 segnalazioni di abbandoni o di interruzione della frequenza scolastica a fronte di 700 fascicoli aperti, in media, in un anno. Stessi dati allarmanti si registrano negli uffici di viale Colli Aminei a Napoli". A raccontarlo Il fatto quotidiano, in un articolo di Alex Corlazzoli.

  • Indagine civica: Essere universitari/e ai tempi del Covid nel Lazio

    università e covid

    Sei uno studente universitario? Studi nel Lazio? Il Covid impatta su tutti ma la "tua" categoria non è mai presa in considerazione?
    Compila il nostro sondaggio civico. Dacci una mano, fai passa parola tra i tuoi colleghi studenti universitari e diffondi il questionario. Pubblicheremo i risultati e daremo spazio alle voci degli universitari per raccontare le vostre storie al tempo del Covid.

  • A Bollate arriva il tampone "lecca-lecca"

    bambini soli scuola

    A Bollate, dal 12 aprile inizia la sperimentazione di un tampone alternativo rispetto a quello naso-faringeo per individuare il Covid. Si tratta di un tampone messo a punto da alcuni ricercatori dell'Università Statale di Milano, molto più adatto ai bambini e di semplice somministrazione. Consiste in un dispositivo dotato di spugnetta da usare come un lecca lecca. Ha la stessa affidabilità del tampone "classico" e si spera che dopo la sperimentazione possa essere usato in tutta Italia. Identificare i bambini positivi e asintomatici è fondamentale per la diffusione del virus. La sperimentazione coinvolgerà su base volontaria prima i bambini della scuola materna e poi anche primaria, per poi passare agli studenti della scuola media e a tutto il personale scolastico.

  • La DAD piace solo a 3 italiani su 10

    didattica digitale

    Secondo un'indagine realizzata dall'Istituto Demopolis per l'Impresa Sociale Con i Bambini, la didattica a distanza piace solo a 3 italiani su 10. I genitori con figli in età scolare la giudicano positivamente al 34%, mentre i docenti al 48%. Nonostante sia molto migliorata rispetto alla fase iniziale dello scorso anno, secondo il 51% dei genitori non permette un accesso adeguato e garantito a tutti gli studenti. Il 57% dei genitori dichiara inoltre, che questo sistema abbia garantito maggiore autonomia nell'uso delle nuove tecnologie ma uno dei grandi problemi riscontrati per il 73% è la distrazione durante le lezioni, unita alla complessa situazione emotiva (63%), e alla scarsa dotazione tecnologica delle case (51%). Secondo il 39% dei genitori l'impegno richiesto alle famiglie è stato eccessivo e il dato cresce al 61% per chi ha figli alle elementari . Secondo il 31% l'orario scolastico è troppo ridotto. Per quanto riguarda invece la tipologia dei dispositivi , il 16% dei ragazzi utilizza lo smartphone ed il 41% dei genitori dichiara di aver difficoltà nel sostenere i figli in dad per via della scarsa connessione e per i dispositivi insufficienti in casa. Altro problema segnalato da 6 famiglie su 10 è la mancanza di socialità.

  • Edilizia scolastica, 700mln per nidi e materne. "Si può fare di più"

    Il Ministero dell’Istruzione punta sulla fascia 0-6 anni e sulle periferie e investe settecento milioni di euro da assegnare ai Comuni per la messa in sicurezza, la ristrutturazione, la riqualificazione, la riconversione o la costruzione di edifici per asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia. I settecento milioni saranno così ripartiti: 280 riguarderanno gli asili nido; 175 le scuole dell’infanzia; 105 i centri polifunzionali per servizi alla famiglia mentre 140 milioni saranno destinati alla riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati. Inoltre, il 60% delle risorse di ciascuno di questi capitoli sarà destinato alle aree periferiche e svantaggiate, per recuperare i divari esistenti.
    “In media per realizzare una scuola servono cinque milioni di euro", spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva nell'intervista per il Fatto Quotidiano. "Ciò significa che con questi soldi si potranno finanziare circa 140 strutture”. 

  • Oggi l'evento “A partire da noi. Luoghi di salute”, con il Ministro Speranza

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    La salute è un prerequisito e una conseguenza dello sviluppo. Esiste un legame inscindibile fra la salute e gli altri luoghi, materiali e immateriali, nei quali si consolida il benessere di una società. Come costruire una cornice complessiva fatta di lavoro, reddito di qualità, ambiente salubre, una scuola capace di offrire un’istruzione solida ed eguale e di essere presidio di educazione nelle comunità, un servizio pubblico di sanità organizzato, diffuso nei territori ed eguale nell’accesso ai diritti? Di questo si discuterà nel corso dell’evento “A partire da noi. Luoghi di salute” promosso da Cittadinanzattiva oggi pomeriggio ore 16:30/17:30, che sarà possibile seguire sui profiliFacebook e Youtubedell’organizzazione.

    Intervengono: Marco Frey, Presidente uscente di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso, Segretario generale uscente di Cittadinanzattiva, Nunzia De Capite, Caritas Italiana, Massimo Mercati, Aboca, Andrea Morniroli, EducAzioni.
    Partecipa il Ministro della Salute, On.le Roberto Speranza.

  • Sicurezza e salute a scuola in tempi di Covid: partecipa alla XV edizione del Premio Vito Scafidi

    premio scafidi

    Al via la XV edizione del Premio Buone Pratiche Sicurezza e Salute a scuola "Vito Scafidi", organizzato dalla rete Scuola di Cittadinanzattiva. Il concorso è rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado che abbiano realizzato progetti dedicati all'emergenza sanitaria in cui si trova il nostro Paese e declinati in 3 grandi ambiti tematici: sicurezza a scuola e sul territorio; educazione al benessere; educazione alla cittadinanza attiva. Potranno concorrere anche quest'anno i nidi per l'infanzia, infatti il Premio ha dedicato una sezione speciale per la classe di età 0/3 anni. Le scuole potranno inviare i progetti entro e non oltre il 16 di Aprile. L'invio dovrà avvenire tramite posta elettronica e saranno consentiti solo materiali digitali. Una giuria di esperti valuterà i lavori pervenuti e decreterà i vincitori che saranno premiati nel corso di una cerimonia che si terrà nel mese di maggio.

  • Un quarto degli alunni con disabilità esclusi dalla DAD. Il Rapporto 2020 Istat su benessere equo e sostenibile

    La didattica a distanza ha escluso quasi un alunno disabile su quattro. Ben oltre, dunque, la soglia dell'8% di bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado rimasto escluso da una qualsiasi forma di didattica a distanza, nonostante gli sforzi di dirigenti, docenti e famiglie. A dirlo è il X Rapporto BES dell'Istat sul benessere equo e sostenibile. 
    "Oltre alla disponibilità di dispositivi informatici, la improvvisa e necessaria introduzione della didattica a distanza si è scontrata con le difficoltà nelle competenze digitali della popolazione italiana, che presenta una delle situazioni peggiori in Europa".

  • Pandemia: persi 74 giorni di scuola in media a studente. Dall'8 marzo nuove restrizioni

    Da lunedì 8 marzo il ritorno alla Didattica a distanza potrebbe coinvolgere almeno 6 milioni di studenti, il doppio rispetto ai 3 milioni che risultavano in DAD a inizio mese. E’ quanto stima la rivista specializzata Tuttoscuola, effettuando delle proiezioni sulla base delle indicazioni del nuovo Dpcm, firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, che entra in vigore il prossimo 6 marzo. La previsione è stata realizzata tenendo in considerazione la possibilità che i governatori regionali predispongano la sospensione delle lezioni in presenza in tutte le zone in cui si registrano oltre 250 contagi settimanali per 100 mila abitanti, come indicato dal decreto varato dal governo.

    In concomitanza, Save The Children ha elaborato in un report i dati relativi ai giorni persi, a causa delle chiusura delle scuole, ad un anno dall'inizio della pandemia. I dati evidenziano forti differenze fra le città, legate all'andamento del rischio di contagio così come alle differenti scelte amministrative.

  • Scuole aperte oltre giugno. Una intervista a Franco Lorenzoni

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    "Non un’estensione del calendario scolastico né un recupero degli apprendimenti generalizzato. Quello su cui è a lavoro il Comitato tecnico istituito dal neoministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è piuttosto un piano per tenere aperte le scuole agli studenti anche dopo la chiusura di giugno, con il coinvolgimento delle realtà del terzo settore. L’idea sarebbe quella di aprire gli istituti anche d’estate, proponendo attività educative di ogni tipo: artistiche, sportive e musicali". E' quanto riporta l'Agenzia di stampa Dire che sul tema ha intervistato Franco Lorenzoni, maestro elementare ora in pensione, fondatore della Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa, e membro del Comitato tecnico istituito dal ministro Bianchi.

  • Maturità: niente scritti ma solo prova orale

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    La maturità 2021 partirà il 16 giugno e sarà caratterizzata soltanto da un esame orale che partirà da un elaborato realizzato dagli studenti. La conosciuta e "vecchia" tesina lascerà il posto ad un elaborato multimediale, un testo, o una prova pratica che gli studenti potranno preparare con almeno un mese di tempo. L'argomento sarà assegnato dai docenti entro il 30 di Aprile. L'elaborato dovrà rappresentare il percorso di studi svolto e le discipline dell'indirizzo scolastico scelto. Dopo la discussione dell'elaborato si proseguirà con l'analisi di un testo già oggetto di studio della lingua e della letteratura italiana. Saranno poi analizzati alcuni materiali predisposti dalla Commissione che sarà composta dai docenti interni e da un Presidente esterno. Sarà prevista comunque l'ammissione all'esame, mentre le prove Invalsi non concorreranno ai fini del punteggio finale anche se saranno comunque effettuate dal 1 marzo.

  • Le varianti Covid: il nuovo incubo delle scuole

    aulascuola

    "La scuola è sicura" era lo slogan che si ripeteva fino a qualche mese fa, ma a quanto pare non è più così. Le varianti del Covid, quella inglese e brasiliana, sembrano molto più aggressive e pare si diffondano molto più rapidamente tra i giovani. La fascia di età 8/19 anni è la più colpita. L'area più critica del nostro Paese resta la Lombardia: sono state chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado nella città di Brescia, in 7 comuni della provincia di Bergamo ed anche in un comune del Cremonese. Ma altre regioni stanno lanciando l'allarme; il Lazio, ad esempio, ha chiuso le scuole a Colleferro, a Fiumicino e Carpineto. Anche in Puglia la situazione è molto preoccupante.

  • Il Governo Draghi dia priorità al diritto all'educazione

    Mario Draghi World Economic Forum 2013

    L'appello arriva dal network EducAzioni, composto da 10 reti nazionali che comprendono centinaia di associazioni, ordini professionali, sindacati, organizzazioni di società civile. La rete chiede al nuovo esecutivo che il tema del diritto all’educazione sin dai primi anni di vita sia posto al centro dell’azione del Governo e che si faccia un passo avanti coraggioso per investire sulla scuola e l’educazione.

  • XV edizione del Premio Buone Pratiche Sicurezza e Salute a Scuola

    premio scafidi

    Al via la XV edizione del Premio Buone Pratiche Sicurezza e Salute a scuola "Vito Scafidi", organizzato dalla rete Scuola di Cittadinanzattiva. Il concorso è rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado che hanno realizzato progetti dedicati all'emergenza sanitaria in cui si trova il nostro Paese e declinati in tre grandi ambiti tematici: sicurezza a scuola e sul territorio; educazione al benessere; educazione alla cittadinanza attiva. Le scuole potranno inviare i progetti entro e non oltre il 16 di Aprile. L'invio dovrà avvenire solo tramite posta elettronica e saranno consentiti solo materiali digitali. La cerimonia di premiazione si svolgerà in modalità online nel mese di maggio.

  • A Scuola per mare: un viaggio contro la dispersione scolastica

    DISPERSIONE SCOLASTICA

    "A Scuola per mare" è un progetto cofinanziato dall'impresa sociale Con i Bambini. Un progetto nazionale che coinvolge 5 regioni del nostro Paese: Sicilia, Lazio, Lombardia, Sardegna, Campania e che ha come protagonisti adolescenti tra i 15 e i 17 anni che hanno difficoltà nel portare avanti gli studi. Situazione aggravata in questo periodo dal lockdown e dalla didattica a distanza. In Italia il 13,5% dei giovani lascia la scuola prima del diploma, il 23,2% non è occupato e neanche inserito in un percorso di formazione. A Scuola per mare è un viaggio, un'esperienza che aiuta i giovani in difficoltà a sviluppare percorsi di consapevolezza, cambiamento e crescita.

  • "Come Stiamo?" Il sondaggio di Cecilia sulla scuola durante la pandemia

    Cecilia Bombari, studentessa del Liceo Racchetti-Da Vinci di Crema, ha realizzato un sondaggio tra i suoi compagni di scuola, in particolare fra gli studenti che faranno la maturità a giugno. 146 sono quelli che hanno partecipato, rispondendo a domande non solo sulla DAD, sulla pandemia, ma anche sulle loro emozioni, stati d'animo, cambiamenti, e sentimenti provati in questo lungo periodo.
    Dai dati emerge che gli studenti del Liceo  considerano la DAD poco motivante (86,6%), ma sempre meglio di una didattica a singhiozzo in presenza. Soffrono molto la mancanza di contatto e vicinanza con i propri compagni di classe e gli insegnanti.

  • Arriva la APP per l'educazione civica

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    Si chiama "Discovering Diversity" - sulle tracce della diversità, ed è una app/gioco che durante le lezioni di Educazione Civica può essere usata per educare gli studenti alle diversità - culturali, religiose - ed alla disabilità. I protagonisti della App/gioco sono un gruppo di studenti che. guidati dai loro docenti. dovranno condurre ricerche su specifici territori. Ogni ricerca è una vera e propria avventura, caratterizzata da nuove scoperte e soprattutto da nuovi legami sociali.

  • Rientro a scuola per gli studenti delle superiori ma non senza proteste

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    Lo scorso lunedì, 1 febbraio, è stato il giorno del rientro a scuola di quasi un milione di alunni delle superiori, per le sette regioni che ancora non avevano dato il via alle lezioni in presenza. La ripartenza è stata caratterizzata da non poche polemiche. Genitori spaventati dai tanti contagi, dall'insicurezza degli ambienti scolastici e soprattutto dai mezzi pubblici, hanno dato il via a mobilitazioni via chat. La situazione è molto diversa in base ai territori; in Puglia ad esempio, alcune classi hanno ripreso le lezioni in presenza, altre sono rimaste in DAD. La presenza oscilla tra il 20% ed il 25%. A Napoli la giornata del rientro in aula è stata caratterizzata da scioperi in almeno 40 istituti e gli studenti hanno deciso per la maggior parte di non rientrare in aula. In Basilicata, dopo circa 3 mesi di DAD, si rientra in classe al 50%. In Umbria, sono 31 i Comuni a rischio zona rossa e di conseguenza è stata prolungata la DAD. In Sardegna, il ritorno tra i banchi è stato preceduto da un lavoro di sinergia tra le istituzioni locali per creare un piano efficiente del trasporto pubblico locale.

  • Ritorno a scuola, cosa è cambiato?

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    Solo uno studente su due ha sperimentato orari d’ingresso e di uscita scaglionati, lezioni accorciate e didattica pomeridiana; appena uno su quattro ha visto prolungare la didattica anche al sabato (molti, però, già la facevano). Nota dolente quella dei trasporti: meno della metà (47%) ha notato dei miglioramenti. Eccole le prime settimane di scuola in presenza del 2021, raccontate da 3500 studenti di licei, istituti tecnici e professionali – raggiunti da un sondaggio di Skuola.net – residenti in quelle Regioni in cui è ripresa la didattica ‘dal vivo’. 

  • Asili nido, mensa e tempo pieno per tutti: le proposte di #EducAzioni

    Rilanciare l'impegno per i diritti di bambine e bambini e di ragazzi e ragazze in particolare su tre punti: la necessità di ampliare e migliorare i servizi educativi per la fascia 0-6 con particolare attenzione per le aree territoriali più sguarnite e i soggetti più svantaggiati; l’importanza di ampliare il tempo pieno a scuola; la centralità dei patti educativi di comunità, non solo come strumento utile per affrontare l’emergenza, ma per creare comunità educanti che durino nel tempo. Sono stati questi i temi al centro dell'assemblea pubblica della rete #EducAzioni che si è tenuta il 23 gennaio con una diretta live su facebook.

  • Investire sull’educazione: il 23 gennaio l'evento della rete #EducAzioni

    educazioni 23 gennaio

    Il 23 gennaio, alle ore 10:00, la rete educAzioni organizza un momento di confronto pubblico sulle sue proposte per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

    Investire nel diritto allo studio e nell’istruzione e farlo davvero. L’occasione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può segnare una svolta per il futuro delle prossime generazioni e un forte segno di discontinuità dopo decenni di limitati investimenti su istruzione e politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Per non sprecare questa occasione la rete educAzioni rilancia le sue proposte durante un’assemblea pubblica il prossimo 23 gennaio alle ore 10:00 in diretta sulla pagina Facebook.

  • Da tre licei di Roma,Torino e Matera un decalogo contro la violenza sulle donne

    Duecento studenti, coordinati da un team di docenti, un giornalista e seguiti dalla redazione di Tuttoscuola, dopo aver lavorato per oltre un anno a un’indagine giornalistica che affronta la tematica della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne, hanno prodotto un Decalogo per affrontare questa importante emergenza. I protagonisti sono i ragazzi dei licei classici “Giulio Cesare” di Roma, “Vincenzo Gioberti” di Torino e dell’Istituto “Duni Levi” di Matera che hanno lavorato nell’ambito del progetto “Pari e Dispari: due insiemi un gioco. Tre mosse per prevenire la violenza sulle donne”. Il risultato è un’indagine dettagliata che affronta la tematica della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne e la sviluppa in maniera originale arrivando alla realizzazione di un “decalogo”, dieci punti individuati dalle ragazze e dai ragazzi dei tre licei per suggerire, se non una via d’uscita da un fenomeno doloroso e antico, almeno un percorso di graduale affrancamento.  

  • Investire nell'infanzia, come? Il Documento della rete EducAzioni

    Una “proposta di ampliamento, rafforzamento e integrazione della copertura dell’offerta di servizi educativi e scolastici per i bambini tra 0 e 6 anni e degli interventi a sostegno della genitorialità, cui dedicare una quota significativa del fondo Next Generation Eu”. È quanto formulano l’Alleanza per l’Infanzia in collaborazione con la rete #educAzioni, di cui fa parte anche Cittadinanzattiva, nel documento “Investire nell’infanzia: prendersi cura del futuro a partire dal presente”.
    Oltre a chiedere che vengano definiti “Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) anche nel campo dell’educazione per i bambini in età 0-6 anni”, nel testo si propone di arrivare nell’arco di un triennio in tutte le Regioni ad “una copertura pubblica di almeno il 33% dei bambini sotto i tre anni” con asili nido a finanziamento pubblico e “una copertura della scuola dell’infanzia del 95% in per i bambini in età 3-5 anni, assicurando il tempo pieno e la parziale gratuità nell’accesso anche per quello che riguarda i costi delle mense scolastiche”.

  • A scuola con la mascherina: cosa sapere

    Il Ministero dell'Istruzione aggiorna le FAQ relative all'uso delle mascherine a scuola. Fra le novità, previste già dal DPCM del 3 novembre, anche la possibilità di utilizzare "anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

    Inoltre, per quanto riguarda gli alunni con disabilità, il Ministero sottolinea che "Se la disabilità non è compatibile con l’uso continuativo della mascherina non devono indossarla. Lo ricorda il verbale n. 94 del Comitato Tecnico Scientifico del 7 luglio 2020. A ogni modo le scuole e le famiglie sono invitate a concordare le soluzioni più idonee a garantire le migliori condizioni di apprendimento".

  • Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici: rivedi il webinar!

    La scuola è tornata al centro dell'attenzione pubblica in questo periodo di emergenza sanitaria. E con essa lo spazio scolastico che riconosce o dovrebbe riconoscere centralità agli studenti nel processo educativo e che diventa luogo di incontro dell’intera comunità e che da essa si fa attraversare. Di questo si è parlato nell'ultimo webinar del ciclo "Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi nell'era del Covid", promosso da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica - Assosalute. 

  • Scuola e contagi da Covid: ecco i dati del Ministero elaborati da Wired

    Al 31 ottobre ci sono stati 64.980 casi nella popolazione scolastica di elementari, medie e superiori. Si tratta di studenti e di lavoratori della scuola che sono risultati positivi al nuovo coronavirus.  Sono i dati che la rivista Wired ha elaborato sulla base dei dati ottenuti dal Ministero dell'Istruzione che ha risposto al Foia, l’istanza di accesso generalizzato, presentato dalla stessa rivista lo scorso  30 ottobre. Grazie a questi numeri, Wired ha potuto costruire una mappa che mostra l’incidenza dei contagi su base provinciale e ha di fatto costruito un indicatore, mettendo in rapporto l’incidenza all’interno delle scuole con quella che si registra nella popolazione generale. 

  • Storie di ragazzi nell'emergenza sanitaria: preoccupati dal futuro ed isolati nel presente

    Con il Covid aumenta il rischio di isolamento e di cyberbullismo, i ragazzi hanno sempre più difficoltà a immaginare il proprio futuro. Sei ore al giorno davanti allo schermo per la didattica a distanza. Poi pomeriggi interi on line per studiare o chattare con gli amici. Le scuole sono chiuse, anche piscine e palestre. Le vite dei ragazzi durante la pandemia sono sempre più nella piazza virtuale ed è lì che per loro si gioca tutto. Qualche rara passeggiata all’aria aperta, ma per il resto tutto è fatto di bit. Tanto che per il 36% potrebbe essere utile un’app con la quale affrontare i genitori.

    Sono i dati che emergono da un sondaggio dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, GAP e cyberbullismo. Sondaggio condotto in collaborazione con il portale Skuola.net e con Università Politecnica delle Marche. Lo studio è stato condotto su un campione di 3.115 studenti di età tra 11 e 19 anni.

  • Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici. Iscriviti al webinar

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    Si conclude il 4 dicembre il ciclo di webinar "Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi nell'era del Covid", promosso da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica - Assosalute. L'ultimo appuntamento è sul tema "Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici", in programma il 4 dicembre dalle ore 17 alle ore 18:30 su Gotowebinar, qui per iscriversi

    Il webinar si rivolge a genitori, docenti, educatori e studentiper comprendere come stia cambiando la concezione degli spazi scolastici, quali siano le esperienze innovative già in atto sia in termini di costruzione di nuove strutture e di trasformazione di quelle esistenti, che in termini di nuove metodologie didattiche. Lo spazio scolastico che riconosce o dovrebbe riconoscere centralità agli studenti nel processo educativo. Lo spazio scolastico che diventa luogo di incontro dell’intera comunità e che da essa si fa attraversare.

  • Congedo parentale per quarantena scolastica dei figli: come usufruirne

    Per il congedo parentale COVID-19 in caso di quarantena scolastica dei figli minori di 14 anni, l'INPS pubblica le istruzioni in una prima circolare del 2 ottobre e a seguire in una del 20 novembre. Nell’ultimo mese infatti si sono susseguite diverse disposizioni in materia di quarantena scolastica per i figli minori di 14 anni che hanno modificato via via l’indennità ampliandone i requisiti. 

  • Come attivare i giga gratis per la didattica a distanza

    Tim, Vodafone e Wind Tre hanno accolto l’invito del Governo escludendo le piattaforme di didattica a distanza dal consumo di Giga. Per la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Bonetti “l’impatto, anche economico, della didattica a distanza sulle famiglie, già pesantemente provate dalle conseguenze della pandemia è un nodo a cui le istituzioni devono una risposta fatta di soluzioni concrete. La sinergia con le società di telecomunicazioni è un passo che guarda in special modo alle situazioni familiari di maggiore disagio, che sono quelle più gravemente esposte al rischio di esclusione sociale e di povertà educativa”. Ma come si potrà accedere a questa opportunità? Le modalità sembrano abbastanza semplici. Eccole.

  • Sicurezza nelle scuole: i dati del nostro XVIII Rapporto e per le scuole una smart box

    Cinquanta fra episodi di crolli, distacchi di intonaco, caduta di finestre, muri di recinzione ed alberi in prossimità delle scuole. Sono quelli che Cittadinanzattiva ha censito tra agosto 2019 e novembre 2020, dal 2013 si contano 326 episodi di questo genere, da settembre di quest’anno se ne sono registrati già 11.
    17.343 scuole (il 43% dei 40.160 istituti scolastici italiani) sono situate in zone a rischio sismico elevato (zona 1 e 2), zone in cui vivono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi. Di queste scuole, 4.176 hanno inoltrato richieste di finanziamento al Ministero dell’Istruzione per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica, ma le indagini finanziate sono 1.564 a fronte di 2.612 non finanziate (oltre il 60%) per mancanza di fondi.
    In riferimento all’emergenza sanitaria, molti istituti segnalano la carenza di docenti e di collaboratori scolastici. Fra i servizi “tagliati”, invece, c’è soprattutto quello di pre e post scuola (65%) e, ancora più grave, il servizio mensa in circa il 39% delle scuole e il tempo pieno nel 26%.
    Sono alcuni dei dati che emergono dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla XVIII edizione, presentato oggi da Cittadinanzattiva in diretta streaming, con la partecipazione fra gli altri della viceministra Anna Ascani.

  • Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi: iscriviti al 3° webinar!

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    "Virtuale e reale: una difficile convivenza quotidiana" è il titolo del terzo webinar del ciclo promosso dalla Scuola di Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica-Assosalute, in programma giovedì 26 novembre dalle ore 17 alle ore 18:30 sulla piattaforma Gotowebinar. E' possibile partecipare gratuitamente iscrivendosi a questo link 

    Il webinar si rivolge soprattutto a genitori e docenti per comprendere quali siano le potenzialità, i limiti ed i rischi connessi all’uso del web e dei social per ragazzi e ragazze nel loro utilizzo quotidiano. Il ritorno alla Dad per gli studenti delle scuole secondarie di II grado ed in parte per quelli di I grado, impone un’ulteriore riflessione sulle sue modalità di realizzazione, sugli effetti nell’apprendimento ma soprattutto sull’isolamento sociale sempre più accentuato in cui sono costretti oggi i ragazzi.

  • Sicurezza nelle scuole: i dati del nostro XVIII Rapporto e una smart box per le scuole

     

    Cinquanta fra episodi di crolli, distacchi di intonaco, caduta di finestre, muri di recinzione ed alberi in prossimità delle scuole. Sono quelli che Cittadinanzattiva ha censito tra agosto 2019 e novembre 2020, dal 2013 si contano 326 episodi di questo genere, da settembre di quest’anno se ne sono registrati già 11.
    17.343 scuole (il 43% dei 40.160 istituti scolastici italiani) sono situate in zone a rischio sismico elevato (zona 1 e 2), zone in cui vivono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi. Di queste scuole, 4.176 hanno inoltrato richieste di finanziamento al Ministero dell’Istruzione per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica, ma le indagini finanziate sono 1.564 a fronte di 2.612 non finanziate (oltre il 60%) per mancanza di fondi.
    In riferimento all’emergenza sanitaria, molti istituti segnalano la carenza di docenti e di collaboratori scolastici. Fra i servizi “tagliati”, invece, c’è soprattutto quello di pre e post scuola (65%) e, ancora più grave, il servizio mensa in circa il 39% delle scuole e il tempo pieno nel 26%.

    Sono alcuni dei dati che emergono dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla XVIII edizione, presentato oggi da Cittadinanzattiva in diretta streaming, con la partecipazione fra gli altri della viceministra Anna Ascani.

  • 37 pc in arrivo nelle scuole delle aree interne grazie alla nostra campagna Riconnessi

    Trentasette computer in arrivo per altrettanti studenti dell’Istituto comprensivo di Santa Marina Policastro (Sa) e dell’Istituto Omnicomprensivo "Beato Simone Fidati" di Cascia (PG), grazie alla campagna Riconnessi promossa da Cittadinanzattiva, in collaborazione con la Federazione delle Aree Interne. La campagna - partita ad aprile, quando, in piena emergenza coronavirus, le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse e viene attivata la didattica a distanza – ha l’obiettivo di fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese, al fine di superare gli ostacoli rappresentati dal digital divide che caratterizza questi territori. La raccolta fondi è attiva sulla piattaforma gofund.megofundme.com/f/riconnessi.

    Un altro passo avanti, grazie alle donazioni di Aifos (per la scuola di Cascia) e di Medtronic Foundation (per la scuola di Policastro), per contribuire alla carenza di dispositivi e di connettività che affligge il nostro Paese e pesa, in termini di disuguaglianze, sui nostri studenti.

  • La scuola abbandonata e il cacciatore di aule

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    Il blog Genitore attivo riporta la denuncia del giovane Francesco che, dal balcone della sua casa di Roma nel quartiere Pisana del XII Municipio, assiste da 9 anni al degrado di una scuola d’infanzia i cui lavori iniziati nel 2011 non sono mai stati portati a termine.
    "Mi chiamo Francesco Zanella ho 13 anni, frequento la terza media della scuola Villoresi di via della Pisana a Roma e sono un “cacciatore di aule” perché nella mia scuola le aule sono piccole, non possiamo distanziarci sufficientemente e dobbiamo stare sempre con la mascherina che è fastidiosa da portare così a lungo. La mia classe è stata anche in quarantena perché una mia compagna è stata ammalata di Coronavirus.

  • Riconnessi: il 13 novembre torna la nostra campagna sulle scuole nelle aree interne

    DIRETTA RICONESSI LIVE 13 DIRETTA

    Ad aprile 2020 in piena emergenza coronavirus, con la chiusura delle scuole e la conseguente attivazione della didattica a distanza, Cittadinanzattiva dà il via alla campagna Riconnessi, una campagna destinata a fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese, al fine di superare gli ostacoli rappresentati dal digital divide che caratterizza questi territori. La campagna si svolge in partnership con la Federazione delle Aree interne. Nel corso della diretta social di venerdì 13, racconteremo le esperienze e i risultati raggiunti con la campagna a favore dell’Istituto Omnicomprensivo "Beato Simone Fidati" di Cascia (PG) e dell’Istituto Comprensivo di Santa Marina Policastro (SA).

  • Riconnessi: il 13 novembre torna la nostra campagna sulle scuole nelle aree interne

    DIRETTA RICONESSI LIVE 13 DIRETTA

    Nuovi pc in arrivo nelle scuole delle aree interne grazie alla campagna Riconnessi promossa da Cittadinanzattiva. Ancora 300mila studenti senza pc o connessione.
    Oggi alle 16.30 una diretta sui canali social

    Trentasette computer in arrivo per altrettanti studenti dell’Istituto comprensivo di Santa Marina Policastro (Sa) e dell’Istituto Omnicomprensivo "Beato Simone Fidati" di Cascia (PG), grazie alla campagna Riconnessi promossa da Cittadinanzattiva, in collaborazione con la Federazione delle Aree Interne. La campagna - partita ad aprile, quando, in piena emergenza coronavirus, le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse e viene attivata la didattica a distanza – ha l’obiettivo di fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese, al fine di superare gli ostacoli rappresentati dal digital divide che caratterizza questi territori. La raccolta fondi è attiva sulla piattaforma gofund.megofundme.com/f/riconnessi.

    Un altro passo avanti, grazie alle donazioni di Aifos (per la scuola di Cascia) e di Medtronic Foundation (per la scuola di Policastro),per contribuire alla carenza di dispositivi e di connettività che affligge il nostro Paese e pesa, in termini di disuguaglianze, sui nostri studenti.

    Come certificato dallo stesso Ministero dell’Istruzione, allo scorso 1° settembre alle scuole mancano ancora 283.461 Pc mentre 336.252 alunni non avevano connettività. Inoltre appena il 13% delle famiglie ha accesso alla banda ultralarga e solo 17,4% la percentuale di edifici scolastici raggiunti dalla fibra Ftth*.

    Sebbene riteniamo che le scuole debbano essere lasciate aperte laddove possibile perché sono un presidio importante per l’educazione, la socialità e anche la sicurezza dei ragazzi, la didattica a distanza continua ad essere una realtà per tantissimi studenti del nostro Paese a causa della emergenza sanitaria. È fondamentale, quindi, che le scuole e gli studenti, soprattutto nelle aree interne del Paese, siano messi nella condizione di poter seguire le lezioni a distanza, perché nessuno sia lasciato indietro e non si acuiscano le disuguaglianze fra i territori e i gap di apprendimento fra i cittadini più giovani. Per questo la nostra campagna Riconnessi va avanti ed invitiamo ancora scuole e famiglie a segnalarci situazioni di carenza di dispositivi e di connettività alla emailQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”, dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva.

  • Sicurezza nelle scuole: il 20 novembre la diretta social!

    Un doppio appuntamento sul tema della sicurezza scolastica: il 20 novembre Cittadinanzattiva invita scuole, cittadini ed istituzioni all'evento online di presentazione dei dati della XVIII edizione del suo Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola e di celebrazione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, promossa per la prima volta da Cittadinanzattiva 18 anni fa dopo il terremoto che nel 2002 colpì il Molise causando il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia e la morte di 27 bambini e di una maestra.

    Quest’anno Cittadinanzattiva ha scelto la data del 20 novembre, in cui si celebra la Giornata internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, per sottolineare come il tema della sicurezza nelle scuole debba essere vissuto e affrontato come un vero e proprio diritto, anche attraverso la garanzia di una cornice normativa che tuteli tutti coloro che quotidianamente le vivono, a partire dai nostri bambini e ragazzi.

  • Iscriviti al II webinar su benessere e relazioni di bambini e ragazzi nell'era del Covid-19!

    Dopo il webinar di mercoledì 4 novembre, dedicato a "CORRETTA ALIMENTAZIONE E PREVENZIONE DEI DISTURBI ALIMENTARI" che è possibile rivedere a questo link, l'11 novembre ci occuperemo di come far in modo che i ragazzi e i bambini possano vivere questo non facile momento di emergenza sanitaria mantendendo il necessario equilibrio fra rispetto delle norme anticovid e cura delle relazioni sociali.

    Si tratta del secondo appuntamento del ciclo di quattro incontri di formazione ed informazione per famiglie, docenti, educatori, su temi strettamente connessi alle criticità ed esperienze di vita sperimentate da bambini e ragazzi durante il lockdown e la successiva fase di emergenza sanitaria ancora in atto. Il ciclo è promosso da Cittadinanzattiva con il sostegno non condizionato di Federchimica-Assosalute.

  • Oltre 300mila studenti senza connessione internet

    Allo scorso 1° settembre mancavano ancora 283.461 Pc e tablet nelle scuole e 336.252 alunni non avevano connettività. A confermarlo dati del Ministero dell'Istruzione e di Agcom. Dunque, mentre il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede la possibilità di estendere al 100% la didattica a distanza per gli istituti superiori, le scuole e le famiglie italiane fanno ancora i conti con una grave ritardo nella connettività e nella disponibilità di pc e tablet.

  • Didattica a distanza, ancora scarsa la formazione e mancano i pc

    Ritorna la didattica a distanza per il 75% degli studenti degli istituti superiori, a partire dal secondo anno. E' quanto prevede l'ultimo Decreto del 24 ottobre. In realtà la cosiddetta DAD era già utilizzata da settembre in moltissime scuole superiori di secondo grado per ovviare al problema della carenza di spazi e della conseguente impossibilità di mantenere il distanziamento fisico in molte aule. E, attraverso specifiche ordinanze regionali, Lombardia, Calabria, Campania e Sicilia la prevedono per il 100% degli studenti più grandi. "Ma a che punto sono gli istituti sulla tanto contestata dad? Secondo i dirigenti scolastici e gli esperti del mondo digitale tra i banchi, il mondo della scuola ancora arranca". 

  • Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi: al via 4 webinar di formazione ed informazione

    Parte il 4 novembre un ciclo di quattro incontri di formazione ed informazione per famiglie, docenti, educatori, su temi strettamente connessi alle criticità ed esperienze di vita sperimentate da bambini e ragazzi durante il lockdown e la successiva fase di emergenza sanitaria ancora in atto. L'obiettivo è fornire, attraverso il coinvolgimento nei web meeting di esperti e soggetti interessati a vario titolo ai temi affrontati, suggerimenti ed esperienze per ritrovare nuovi equilibri basati sulle relazioni sociali e sul recupero di abitudini, stili di vita e di benessere messi fortemente in discussione dalla situazione attuale.

    Questo il calendario dei webinar che si terranno sulla piattaforma Gotowebinar e ai quali sarà possibile partecipare registrandosi ai link disponibili a breve sulla pagina del progetto

  • “BENESSERE E RELAZIONI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI NELL’ERA DEL COVID 19”

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    Il progetto si propone, attraverso la realizzazione di un ciclo di 4 web meeting, di fornire spunti di riflessione, suggerimenti ed esperienze volti a sostenere e facilitare, da parte degli educatori, la consapevolezza delle criticità sperimentate dai bambini e dai ragazzi durante il lock down e, con il perdurare dell’emergenza Covid 19, la necessità di ritrovare insieme a loro nuovi equilibri basati sulle relazioni sociali e sul recupero di abitudini, stili di vita e di ben-essere messi fortemente in discussione dalla situazione attuale.

    Questo ciclo di 4 web meeting, ognuno della durata di 1 ora e 30 circa, è gratuito e si avvale della partecipazione di esperti e soggetti a vario titolo coinvolti nei temi affrontati: psicologi, psicoterapeuti, pediatri, medici, pedagogisti, associazioni, Istituzioni dello Stato, docenti, dirigenti scolastici, media studenteschi, genitori, ecc.

  • Scuole all'aperto, le esperienze che insegnano oltre la pandemia

    Scuole all'aperto, didattica innovativa, nuovi spazi di apprendimento, comunità educante. Attorno alla scuola del post-covid si rincorrono temi ed esperienze che, rompendo il tradizionale schema che vedeva l'aula al centro della didattica, cercano di trovare soluzioni all'emergenza e nel contempo mostrare buone pratiche già in essere per un nuovo modo di fare scuola.

    Nella scuola primaria Giovanni Pascoli di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, è stata da poco inaugurata la prima Aula Natura d’Italia, uno spazio scolastico particolare: niente banchi, niente tetto, ci sono invece uno stagno, tante piante officinali, una casetta di legno e un “condominio” per insetti. 
    Nei 18 plessi scolastici dell'Istituto Valle Versa (8 scuole d’infanzia, 6 primarie, 4 secondarie di primo grado), nell’Oltrepò Pavese, si fa scuola nei parchi e nei boschi, tutto l’anno. E se piove? Nessun problema: si ricorre a portici, strutture estive riconvertite, tensostrutture fornite dagli Alpini, tettoie. 

  • Nuovo DPCM, tutte le misure sulla scuola

    Il Decreto firmato il 18 ottobre dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prevede nuove disposizioni che riguardano anche il mondo della scuola, soprattutto per gli studenti delle superiori e per i docenti. Come spiegato in una nota dal Ministero dell'Istruzione, le disposizioni hanno carattere generale e quindi non devono essere necessariamente messe tutte in campo in assenza di stato di criticità o di pericolo, ma vanno applicate solo dove è necessario. Il primo chiarimento riguarda le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie: in tutti questi casi non cambia nulla. Le novità riguardano solamente le scuole superiori. 

  • Uscite didattiche? Se sono ordinaria attività, si possono fare

    Il Decreto della Presidenza del Consiglio del Ministri appena varato sembra escludere qualsiasi gita o visita didattica. L’articolo 1, comma 6, lettera s) del DPCM del 13 ottobre, prevede infatti quanto segue: «Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio». Ma il Ministero dell'Istruzione, in una nota, chiarisce forse la questione.

  • Seggi elettorali fuori dalle scuole. Cittadinanzattiva disponibile a collaborare

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    Nel corso delle ultime votazioni di settembre sono state 1.453 le sezioni elettorali, in 465 comuni italiani, collocate al di fuori degli edifici scolastici. Ora il lavoro prosegue: una circolare del 2 ottobre scorso del Viminale (Dipartimento per gli Affari interni e territoriali) invita le prefetture a proseguire nella ricerca di immobili alternativi agli edifici scolastici da destinare ai seggi  elettorali. ''Un'attività già avviata dal ministero dell'Interno, d'intesa con l'Anci, nel corso delle ultime elezioni, da svolgere in collaborazione con le amministrazioni locali. Obiettivo principale è di non aggravare l'ordinaria programmazione delle attività scolastiche in previsione del turno elettorale del prossimo anno'', comunica il Viminale.
    L'urgenza di spostare i seggi elettorali fuori dalle scuole è stata più volte ribadita da Cittadinanzattiva che, con un comunicato stampa, manifesta la disponibilità a collaborare, a livello locale, per l'individuazione di sedi alternative.

  • Mai più seggi elettorali nelle sedi scolastiche, disponibili a collaborare per l’individuazione di sedi alternative.

    “Apprezziamo vivamente e condividiamo la decisione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese di proseguire l’interlocuzione con l’Anci, attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro per individuare immobili alternativi agli edifici scolastici, d’intesa con le Prefetture, da utilizzare come seggi elettorali, come avviene già da decenni in molti altri Paesi europei. Sin da su subito abbiamo chiesto che si superasse questa pratica irrispettosa e incivile che perdura da troppo tempo nel nostro Paese e che lede il diritto costituzionale allo studio interrompendo, ad ogni tornata elettorale, l’erogazione di un servizio pubblico cruciale quale è quello della scuola. Tanto più che, in questo periodo di emergenza, non si può pensare di sottrarre ulteriori spazi alle scuole né di privare i ragazzi di un solo giorno di scuola”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

  • Misure di prevenzione a scuola: troppo stringenti, accademici chiedono una revisione

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    "Ai tempi del virus SARS-CoV-2, le decisioni sulla scuola sono fra le più difficili da adottare. Si tratta di comparare rischi complessi, in un contesto non agevolato dalle politiche scolastiche dei decenni precedenti. Sono quindi comprensibili le cautele e anche le preoccupazioni dei decisori, persino quando appaiono eccessive. Oggi però esiste, a nostro avviso, evidenza scientifica sufficiente per riesaminare alcune delle decisioni sin qui adottate allo scopo di meglio conciliare l'esigenza di contenere il virus in ogni ambiente con le specificità del contesto scolastico e con le esigenze di socialità, cultura e apprendimento di ragazzi e bambini".

  • La scuola riparte. Come? Rispondi al nostro questionario!

    In che modalità le scuole hanno organizzato la riapertura? Cittadinanzattiva lancia un questionario online per conoscere come i singoli istituti si siano attivati per riprendere le attività didattiche ed avere informazioni specifiche su: il numero di aule utilizzate o la riorganizzazione di nuovi spazi; la presenza o meno di banchi monoposto; la fornitura e le modalità di uso delle mascherine in classe; l’eventuale carenza di docenti, anche di sostegno, e di collaboratori scolastici; le modalità di organizzazione della refezione scolastica; l’eventuale attivazione da parte delle famiglie dell’homeschooling; la presenza o meno di tempo pieno e servizi di pre-post scuola; l’organizzazione del trasporto scolastico.

  • Covid: via libera ai test rapidi nelle scuole, ecco come funzionano

    In arrivo nelle scuole i test antigenici rapidi, per effettuare screening a tappeto su studenti e personale scolastico ed avere i risultati entro 20-30 minuti. Lo ha deciso il Comitato tecnico scientifico, che ha accolto la richiesta avanzata dal Ministro della Salute Roberto Speranza. L’accordo prevede che questa tipologia di tampone possa essere impiegata negli istituti scolastici “ai fini esclusivi di screening“. Di fronte a un sospetto Covid, si potrà avere una prima risposta nel giro di 20-30 minuti ed eventualmente estendere l’esame a tutti i contatti stretti (ad esempio a un’intera classe). In caso di positività, però, bisognerà sottoporsi al tampone molecolare per avere la diagnosi definitiva. L’obiettivo, come si legge nella circolare emanata dal Ministero della Salute, è infatti quello di distinguere in modo tempestivo chi ha solo una sindrome influenzale da chi, invece, è stato contagiato dal virus.  

  • XIV Premio Scafidi: ecco i video delle scuole vincitrici

    Cava dei Tirreni, Nardò (LE), Robecchetto con Induno (MI), Roma, Udine: provengono da varie parti d’Italia gli studenti delle cinque scuole premiate con la quattordicesima edizione del Premio Buone pratiche a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva. Al centro dei loro progetti temi come la sicurezza del territorio, la cittadinanza attiva, l'aducazione al benessere. E quest'anno anche le esperienze innovative per fare scuola e mantenere i legami con  gli studenti più piccoli durante il lockdown. Vediamoli nel dettaglio.
    I ragazzi del Liceo Scientifico Statale Genoino di Cava de’Tirreni (SA), con il progetto “Il Rosso e il Giallo”, hanno realizzato un percorso formativo sulla sicurezza del territorio, iniziato con la giornata del geologo, la giornata della sicurezza e la visita didattica presso il Dipartimento della protezione civile. Attraverso l’incontro e l’intervista al Sindaco di Amalfi vengono portati alla luce i principali rischi del territorio, quali frane, smottamenti, mareggiate. Dalla conoscenza dei rischi alla consapevolezza di un territorio esposto, il percorso didattico continua con la verifica, da parte dei ragazzi dei Piani comunali e delle aree di attesa presenti sulla costiera amalfitana.
    Gli studenti del Liceo Scientifico Copernico di Udine ricostruiscono, attraverso una complessa sceneggiatura, il percorso de “La banconota X” che la vede protagonista di alcuni scambi fra malavitosi, da Palermo a Milano passando per il territorio “insospettabile” del Friuli Venezia Giulia, fino a giungere nelle mani di un ignaro cittadino, imparentato con la prima vittima dell’estorsione.

  • Certificato medico a scuola e Covid-19: per i pediatri è inutile e dannoso

    dottore medico

    Il certificato medico per il rientro in classe senza la prova del tampone è "inutile e dannoso", a dirlo Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana Medici Pediatri (FIMP), in merito alla richiesta dell'Associazione Nazionale Presidi di rendere obbligatoria, dopo un'assenza superiore a 5 giorni, la presentazione del certificato medico per la riammissione a scuola. Per Biasci "si tratta di un adempimento burocratico già cancellato in molte Regioni che potrebbe tornare a complicare il lavoro dei medici e la vita delle famiglie".

    Il Certificato, inoltre, a detta di Biasci contraddice le raccomandazioni sin qui promosse per contenere l'epidemia e , basandosi solo sulla valutazione delle condizioni cliniche del bambino, "offrirebbe invece una falsa sicurezza sulle condizioni di contagiosità degli alunni".

    Approfondisci su Repubblica.it e visita il sito web della FIMP.

  • XIV Premio Scafidi: 5 le scuole sul podio, 7 le nostre proposte per la scuola

    Cava dei Tirreni, Nardò (LE), Robecchetto con Induno (MI), Roma, Udine: provengono da varie parti d’Italia gli studenti delle cinque scuole che salgono sul podio della quattordicesima edizione del Premio Buone pratiche a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato oggi in una diretta sui canali Youtube e Facebook dell’organizzazione.

    Una maratona che ha visto protagonisti in diretta social studenti ed insegnanti delle scuole vincitrici e delle altre sette che hanno ricevuto una menzione speciale per aver realizzato progetti innovativi nell’ambito della sicurezza scolastica, della cittadinanza attiva, del benessere e – novità di questa edizione – dell’emergenza covid-19.

    Alle buone pratiche raccontate dalle scuole protagoniste del Premio Scafidi, Cittadinanzattiva affianca #lascuolachevorrei. 7 proposte per non tornare indietro. Dalla richiesta di investire parte del recovery fund sull’edilizia scolastica a quella di spostare una volta per tutte i seggi elettorali in altri luoghi rispetto agli edifici scolastici, dall’estensione del tempo pieno alla richiesta di una diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza, anche sanitaria, nelle scuole che vada oltre l’emergenza covid-19, Cittadinanzattiva lancia sette proposte per far ripartire davvero la scuola e non lasciare indietro nessuno.

  • XIV Premio Scafidi: 5 le scuole sul podio, 7 le nostre proposte per la scuola

    Consegnato il XIV Premio Scafidi promosso da Cittadinanzattiva.

    Cinque scuole sul podio e sette proposte per non tornare indietro.

    Cava dei Tirreni, Nardò (LE), Robecchetto con Induno (MI), Roma, Udine: provengono da varie parti d’Italia gli studenti delle cinque scuole che salgono sul podio della quattordicesima edizione del Premio Buone pratiche a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato oggi in una diretta sui canali Youtube e Facebook dell’organizzazione.

    Una maratona che ha visto protagonisti in diretta social studenti ed insegnanti delle scuole vincitrici e delle altre sette che hanno ricevuto una menzione speciale per aver realizzato progetti innovativi nell’ambito della sicurezza scolastica, della cittadinanza attiva, del benessere e – novità di questa edizione – dell’emergenza covid-19.

    Alle buone pratiche raccontate dalle scuole protagoniste del Premio Scafidi, Cittadinanzattiva affianca #lascuolachevorrei. 7 proposte per non tornare indietro. “L’emergenza covid-19 ha portato gravi disagi, ma anche alcune cose buone per le scuole come una maggiore igiene, l’attenzione per gli spazi, investimenti sulla didattica digitale. E qualche buona pratica: si pensi ai Comuni, troppo pochi, che hanno spostato i seggi elettorali fuori dagli edifici scolastici”, afferma Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Ora bisogna andare avanti, garantire quello che doveva essere già scontato prima e guardare oltre per far ripartire davvero la scuola e non lasciare indietro nessuno. Da qui le nostre sette proposte, fra cui: investire parte del recovery fund per l’edilizia scolastica, estendere il tempo pieno, garantire la mensa a tutti, investire sugli asili nido, migliorare il trasporto scolastico per gli studenti soprattutto nelle aree interne”.

  • Come cambia la mensa scolastica dopo l'emergenza Covid-19

    La scuola riparte, in alcune Regioni il 14 settembre, in altre il 24. Fra le numerose novità che accompagneranno l'inizio del nuovo anno scolastico, dettate dall'emergenza coronavirus, vi è anche quella relativa a modalità alternative di gestione della mensa scolastica. Non solo menù un pò diversi, ma anche spazi alternativi che molte scuole hanno dovuto ricavare per consentire il pasto agli studenti in condizioni di sicurezza. E il timore per Comuni e famiglie di veder ritoccare all'insù le tariffe.

  • Segnalaci come è partito il nuovo anno scolastico: scrivi a ripartenza.scuola@cittadinanzattiva.it

    In gran parte delle regioni il 14 settembre è stato il primo giorno di scuola. In altre, soprattutto del Sud, si riparte il 24 settembre. Non sono poche le difficoltà e gli intoppi da superare, fra banchi ancora non arrivati, carenza di docenti, misure di prevenzione ancora da calibrare.

    Cittadinanzattiva monitora attentamente la situazione e invita le famiglie, gli studenti e tutti i cittadini a segnalare alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. situazioni di disagio o al contrario buone pratiche che le scuole hanno messo in piedi per ripartire in sicurezza.

    Per maggiori informazioni sulle principali novità di cui tener conto per l'avvio dell'anno scolastico, è possibile consultare la nostra Guida Covid-19 che dedica una sezione speciale a "La scuola che riparte".

  • Buone pratiche a scuola: il 24 settembre la consegna del Premio Scafidi in una diretta social!

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    Studenti, insegnanti, rappresentanti istituzionali e civici insieme per raccontare un anno scolastico particolare, quello appena trascorso, e premiare le buone pratiche che in tante scuole, dall'infanzia alle superiori, sono state messe in campo anche in tempo di pandemia.

    E' il Premio "Vito Scafidi" promosso da Cittadinanzattiva e che quest'anno giunge alla sua 14° edizione. L'evento di premiazione si terrà giovedì 24 settembre, con una diretta streaming sui canali Youtube e Facebook di Cittadinanzattiva, dalle ore 10 alle ore 13. Collegati anche tu!

  • La nostra indagine sulle mascherine a scuola: ancora non pervenute quelle del Governo. Ci pensano le famiglie

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    Indagine di Cittadinanzattiva su mascherine a scuola: ancora non pervenute quelle del Governo. E per il momento ci pensano le famiglie.Da oggi disponibile Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per segnalazioni su disagi e buone pratiche per la scuola che riparte

    “Per il momento portatele da casa, perché quelle che abbiamo bastano per le emergenze e per fornirle ai docenti e a tutto il personale scolastico”. È in sintesi quello che emerge da una indagine telefonica, svolta fra il 9 e il 10 settembre da Cittadinanzattiva, sulla dotazione di mascherine nelle scuole e sulle indicazioni che in questi giorni stanno arrivando alle famiglie e agli studenti in vista della prossima apertura. L’indagine ha riguardato 4 regioni del Nord, 4 del Centro e 5 regioni del Sud, per un totale di 23 città e 39 istituti coinvolti.

    Il lavoro ha messo in evidenza come ci sia una profonda incertezza tra i dirigenti e il personale scolastico, le mascherine non sono arrivate o quando ci sono, spesso acquistate direttamente dalla scuola, la quantità non è sufficiente per coprire le esigenze quotidiane degli studenti e di tutto il personale docente e non docente. Dubbi anche in merito alla tipologia di mascherina che si può usare in classe.

  • Cittadinanzattiva Lazio su situazione scuole a Roma

    bambini soli scuola

    Grande preoccupazione per le situazioni che stanno emergendo. "Chiediamo chiarezza su procedure, dispositivi di protezione e piani adeguati di gestione del rischio. La scuola, come la salute e il benessere, devono essere la prima preoccupazione di chi governa. E su questi aspetti che si misura la capacità di governare".

  • Medico scolastico: Cittadinanzattiva Lazio è favorevole all'introduzione

    dottore medico

    Cittadinanzattiva Lazio su introduzione medico scolastico: importante passo per rimettere al centro la prevenzione sanitaria, a partire dai più giovani. Servono competenze di tutti gli attori. "La “novità” del medico-pediatra scolastico è il primo passo per andare verso un nuovo modello di benessere e per mettere la prevenzione al centro della organizzazione sanitaria.

  • Il referente Covid della scuola: chi è e quali sono i compiti

    aulascuola

    Nasce nelle scuole una figura che ha un incarico nuovo: il referente Covid. Dovrà promuovere azioni di informazione al personale e alle famiglie, ricevere segnalazioni nel caso in cui risultassero contatti stretti con un caso di Covid e trasmetterle alla Asl competente, concertare una sorveglianza degli alunni con fragilità, dalle disabilità alle malattie croniche.

  • Rete EducAzioni, la scuola che riparte non lasci indietro nessuno

    In questi mesi di emergenza in cui 9,8 milioni di giovani hanno interrotto le normali attività scolastiche, si è accentuato il disagio di chi già aveva difficoltà di apprendimento. Per questo, alla riapertura delle scuole, oltre alle precauzioni sanitarie obbligatorie, è necessario l’impegno di tutti per contrastare ogni forma di discriminazione, affinché nessuno venga lasciato indietro e tutti abbiano la possibilità di sviluppare le proprie capacità. Nella difficile gestione delle classi, complicata dai distanziamenti, nel programmare ove necessario l’alternarsi di lezioni a distanza e in presenza, occorre la massima attenzione affinché i ragazzi e le ragazze con difficoltà di apprendimento o fragilità di altra natura non vengano per nessuna ragione isolati o emarginati.

  • Medico scolastico e non solo: cosa ne pensiamo

    febbre dottore

    "La nostra prospettiva è più ampia, ascoltando quello che le scuole chiedono, ci piacerebbe cambiare approccio. Più che pensare a una figura unica, o a un medico o a un pediatra, a noi sembrerebbe più necessaria una equipe medico psicopedagogica. Di questo dovrebbero dotarsi le Asl. I bisogni che stanno emergendo per la ripresa della scuola, sia per il personale docente che Ata, sia per i ragazzi, sono vari. Non solo una necessità di tipo sanitario o di gestione di casi covid”. A dirlo Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva all'Agenzia Dire. "I problemi sono anche psicologici, legati alla paura, alla difficoltà di avere relazioni tra persone, di potersi muovere, di rinunciare al gioco".

  • Rete educAzioni, la scuola che riparte sia sicura e capace di non lasciare indietro nessuno

     

    Alla riapertura delle scuole è necessario mettere al centro dell’agenda politica la necessità che l’attività educativa accolga tutti gli studenti, a partire dai più fragili, per disegnare nel post Covid-19 una scuola nuova, solidale e inclusiva

     

    Roma, 3 settembre 2020. In questi mesi di emergenza in cui 9,8 milioni di giovani hanno interrotto le normali attività scolastiche, si è accentuato il disagio di chi già aveva difficoltà di apprendimento. Per questo, alla riapertura delle scuole, oltre alle precauzioni sanitarie obbligatorie, è necessario l’impegno di tutti per contrastare ogni forma di discriminazione, affinché nessuno venga lasciato indietro e tutti abbiano la possibilità di sviluppare le proprie capacità. Nella difficile gestione delle classi, complicata dai distanziamenti, nel programmare ove necessario l’alternarsi di lezioni a distanza e in presenza, occorre la massima attenzione affinché i ragazzi e le ragazze con difficoltà di apprendimento o fragilità di altra natura non vengano per nessuna ragione isolati o emarginati.

    Per affrontare la grave crisi in atto c’è bisogno di più cultura, più istruzione, più educazione. Per questo vanno rilanciati con convinzione i patti educativi in grado tenere aperte le scuole tutto il giorno, a partire dai territori dove è più grave e diffusa la povertà educativa, per risarcire, con tutti gli strumenti possibili e attraverso scelte coraggiose e sperimentazioni didattiche, bambine e bambini, ragazze e ragazzi del tempo scuola perduto.

  • Test sierologici per docenti e non: serve responsabilità, altrimenti siano obbligatori

    “A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, ci troviamo di fronte a situazioni che non vanno nella direzione di garantire la riapertura delle scuole in piena sicurezza per studenti e personale scolastico. Abbiamo segnalazioni di problemi nella campagna per effettuare i test sierologici a docenti e personale Ata, per scarsa disponibilità sia da parte di chi li somministra sia dei soggetti che dovrebbero essere testati. Sebbene i test non siano al momento obbligatori, ribadiamo una volta di più che c’è una differenza tra diritto individuale ed interesse generale che, in questo momento, è quello che le scuole ripartano in piena sicurezza e nessuno può scaricare le responsabilità su altri”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

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