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A seguire, una sintesi dei principali problemi riscontrati dai cittadini in questo ambito.

Cittadini e assistenza farmaceutica (sintesi Rapporto Pit 2011)

Nonostante una lieve flessione (- 0,8 punti percentuali) rispetto allo scorso anno, in cui il dato assoluto rispetto alle segnalazioni su problemi di accesso ai farmaci si attestava al 3,9%, il tema dei farmaci è sempre molto sentito dai cittadini che ci contattano.

Anche in questo ambito gli effetti del federalismo sanitario si fanno sentire, determinando differenti trattamenti per i cittadini provenienti dalle diverse regioni. La garanzia di accesso ai farmaci, soprattutto in questi ultimi anni, è messa a dura prova  dai consueti provvedimenti attuati dal Governo di revisione dei tetti di spesa per la farmaceutica e si stenta ad intravedere una via d’uscita.

I tetti di spesa ogni anno si rivelano inadeguati e insufficienti, determinando grossi disagi ai cittadini, costretti a subire i provvedimenti attuati sia a livello centrale sia regionale per contenere la spesa.
Il risultato è che i cittadini lamentano il lievitare dei prezzi dei farmaci, vedono applicare ticket sulla farmaceutica sempre più salati, sono costretti a pagare la differenza di prezzo tra il farmaco griffato e quello equivalente, rischiano di non poter accedere ad un farmaco ospedaliero solo perché costa molto e l’ospedale ha già sforato il budget annuale

farmaci tabella pit 2011
Fonte Cittadinanzattiva – Rapporto PiT Salute 2011

Andando ad analizzare le singole voci che compongono il grafico, notiamo al primo posto le segnalazioni inerenti i farmaci irreperibili (13,5% nel 2010 contro il 14,5% nel 2009). Le segnalazioni in questo ambito riguardano soprattutto la necessità di utilizzare farmaci, spesso innovativi, già autorizzati all’estero ma non ancora in Italia e difficoltà a reperire farmaci orfani (farmaci per patologie rare).
A seguire troviamo le difficoltà incontrate dai cittadini con i farmaci in fascia A che dal 12,3% dello scorso anno passano al 12,7% nel 2010. Il dato mostra dunque un trend in crescita frutto delle segnalazioni dei cittadini alle prese con l’aumento delle spese determinato dall’introduzione di nuovi ticket regionali sulla farmaceutica e dalla corresponsione della differenza di prezzo tra la quota rimborsata dal ssr e il costo del farmaco che abitualmente si utilizza. Seguono le segnalazioni inerenti i problemi con i farmaci in fascia C che dal 13,4% del 2009 passano ad un 12,3 nel 2010. A lamentarsi sono soprattutto i cittadini che non riescono più a sostenere i costi dei farmaci in fascia C, che sono completamente a carico dei pazienti. Problemi con farmaci in fascia H continuano ad essere pesantemente avvertiti dai cittadini sebbene il dato mostri una lieve flessione rispetto al 2009 (12,2% nel 2009 11,6% nel 2010). In questo particolare ambito troviamo le segnalazioni di pazienti che hanno difficoltà ad accedere a terapie con farmaci ospedalieri. In particolare abbiamo ascoltato decine di persone lamentarsi dell’interruzione della terapia in concomitanza con la fine dell’anno, quando le aziende sanitarie hanno ormai esaurito il proprio budget. Inoltre, si avverte la tendenza a privilegiare farmaci meno costosi ed a limitare l’impiego di farmaci innovativi al fine di contenere i costi nonostante in alcuni casi si ravvisino addirittura profili di illegittimità. Un esempio fra tanti, per spiegare il paradosso, è l’impiego di farmaci fuori indicazione (ma di consueto utilizzo per una data patologia) dal basso costo piuttosto che l’impiego di farmaci innovativi e specificamente studiati per la patologia in questione dal costo maggiore. L’impossibilità di usufruire di questi farmaci innovativi  per i cittadini può rappresenta l’impossibilità di giungere ad una guarire certa e rapida.
Altra questione, rilevante ai fini dell’accesso alle cure farmacologiche ospedaliere, riguarda il ritardo (per procedure eccessivamente burocratiche) o il mancato inserimento da parte delle Regioni di quei farmaci, specie di quelli ad alto costo, nei Ptor (prontuario terapeutico ospedaliero regionale). Molte regioni stentano ad inserire alcuni farmaci nei loro prontuari terapeutici, determinando disparità di cure tra cittadini di diverse regioni. Oltre a ciò, nonostante la Conferenza Stato-Regioni abbia firmato un accordo in considerazione proprio della difformità di comportamento delle varie Regioni prevedendo che i farmaci innovativi autorizzati dall’AIFA debbano essere resi immediatamente disponibili su tutto il territorio nazionale anche senza l’inserimento nel Ptor, tali farmaci non vengono comunque garantiti dagli ospedali.
Proseguendo nella descrizione dei dati emersi dalla nostra indagine, troviamo le segnalazioni inerenti l’incidenza della spesa per la farmaceutica avvertita dai cittadini. Il dato cresce dal 7,8% del 2009 al 9,6% del 2010.
Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra il 10% e il 14,3%. Nelle Regioni che non applicano ticket sui farmaci (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa), le quote di partecipazione hanno avuto comunque una notevole incidenza sulla spesa lorda (tra il 5,6% e il 7,9%).
Le segnalazioni su piano terapeutico  - quelle cioè che riguardano le difficoltà burocratiche derivanti dalla necessità dei rinnovi dei piani terapeutici e dalle limitazioni che questi piani apportano quindi all’accesso ai farmaci - subiscono un incremento dal 9,2% del 2009 al 9,4% del 2010. Anche le segnalazioni inerenti le sperimentazioni aumentano dal 7,7% registrato nel 2009 al 9% del 2010. In questo caso le segnalazioni si riferiscono in particolare alla carenza di informazioni rispetto alla presenza di sperimentazioni in atto sul territorio ed alla difficoltà ad accedervi.
I farmaci in Nota rappresentano per l’8,1% dei cittadini un ulteriore elemento di difficoltà d’accesso, in particolare determinato, ancora una volta, dalla burocrazia connessa alla certificazione necessaria per poter usufruire dei farmaci gratuitamente. Per quanto riguarda i farmaci off label notiamo un aumento di segnalazioni rispetto allo scorso anno, registrando un 7,3% nel 2010 contro un 6% nel 2009. Infine troviamo i problemi con i farmaci in distribuzione diretta, segnalati dal 6,5% dei cittadini nel 2010, contro il 7,7% nel 2009. Come sempre le segnalazioni si riferiscono alla difficoltà per i cittadini, per lo più affetti da patologie che li costringono a letto, a doversi recare presso le Asl, spesso lontane dal domicilio, a ritirare i farmaci. In più le lunghe file presso la Asl determinano un disagio ulteriore.

Area specialistica

2010

2009

Neurologia

18,3%

19,2%

Oncologia

18,0%

19,0%

Ortopedia

8,0%

9,2%

Cardiologia

7,7%

8,8%

Endocrinologia

7,6%

6,7%

Gastroenterologia

7,5%

6,4%

Immunologia

7,2%

6,2%

Pneumologia

7,0%

6,1%

Patologie rare

6,6%

5,9%

Oculistica

6,3%

4,9%

Urologia

4,0%

5,7%

Altre aree terapeutiche

1,8%

1,9%

Totale

100%

100%

Fonte Cittadinanzattiva – Rapporto PiT Salute 2011

Ad essere maggiormente sofferenti dei disagi legati all’accesso ai farmaci sono le aree della neurologia e dell’oncologia, che si attestano entrambe intorno al 18% delle segnalazioni.
In aumento rispetto allo scorso anno le aree dell’endocrinologia (6,7% nel 2009 – 7,6% nel 2010), della gastroenterologia (6,4% nel 2009 – 7,5% nel 2010),  dell’immunologia (6,2% nel 2009 – 7,2% nel 2010), della pneumologia (6,1% nel 2009 – 7% nel 2010), dei farmaci per le patologie rare (5,9% nel 2009 – 6,6% nel 2010) e dell’oculistica (4,9% nel 2009, 6,3% nel 2010) che in particolare sale di 1,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

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