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La Corte Suprema degli Stati Uniti, con una sentenza di risonanza storica dopo anni di battaglie, ha dichiarato incostituzionale il divieto di sposarsi per le persone dello stesso sesso, legalizzando il matrimonio gay in tutti i cinquanta Stati che compongono gli Stati Uniti. La decisione è stata presa con cinque giudici favorevoli e quattro contrari; da adesso in poi gli Stati dovranno permettere a tutti i cittadini di sposarsi liberamente e riconoscere i matrimoni gay celebrati fuori dai loro confini, cessando – a fronte della proclamata incostituzionalità - i divieti dei matrimoni gay.

È una sentenza storica che, ovviamente, non pone fine a tutte le discriminazioni ancora in essere, ma che rappresenta una tappa importantissima nel percorso verso l’uguaglianza dei diritti.
La causa che ha portato alla sentenza è stata seguita dalla American Civil Liberties Union (ACLU).
Leggi sul sito della CILD  l’intervista con Anthony Romero, direttore di ACLU. E intanto la Corte di Strasburgo condanna l’Italia.

Valentina Ceccarelli

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