Raccolta Buone Pratiche "Umanizzazione è Partecipazione"

 
Informazioni
Nome del servizio: USL 8 Arezzo - U.O. Medicina Interna e Geriatria Osp. S. Donato
 
Indirizzo: VIA Pietro Nenni 23 , arezzo
Regione: TOSCANA Provincia: Arezzo  
Comune: Arezzo CAP: 52100  
Telefono: 0575255501  
Tipologia
Azienda:
ASL
Tipologia
Stuttura:
Ospedale
 
Dettagli
Progetto / Esperienza in Atto:
Responsabile
Progetto / Esperienza in Atto:
Dr. Felici / Dr.ssa Farnetani Telefono
Responsabile:
0575255501 Email: m.felici@uls8.toscana.it
 
Titolo
Progetto / Esperienza in Atto:
Una nuova armonia fra Ospedale/paziente/famiglia ovvero restituire l'umanesimo ad uno Ospedale tecnoligico dall'incrocio dei saperi della medicina ai più moderni strumenti relazionali  
Data Inizio: 01 Set 2010 In corso d’opera? Si Data Conclusione Prevista 01 Set 2012
 
Coinvolgimento  di organizzazioni civiche e di tutela del diritto alla salute (specificare se si tratta di Cittadinanzattiva)? Si
Tipologia di coinvolgimento
e soggetti coinvolti :
pazienti ricoverati con i loro familiari - medici - infermieri - OSS - 4 operatori servizio civile
 
Area Trattata
Comfort e processi organizzativi, Presa in carico, Relazione
 
Categoria di appartenenza
Accesso ai servizi / trasparenza, Ricoveri, Patologie croniche, Partecipazione, Ospedale, Dimissioni, Disabilità
 
Individuo coinvolto
Anziano, Persona con sofferenza mentale, Persona affetta da patologia cronica
 
 
Descrizione sintetica del progetto

All'interno di questa sezione dovranno essere presenti le seguenti informazioni: criticità che si intendeva risolvere, descrizione dell'intervento realizzato, metodo utilizzato, strutture e risorse umane interne ed esterne coinvolte, innovazione/i apportata/e, schema del processo organizzativo sottostante la realizzazione del progetto ed eventuali normative di riferimento utilizzate per la predisposizione e/o l'attuazione del progetto.
Il progetto coinvolge circa 1200 pazienti / anno di età media 83,4 anni ed i loro familiari di età media di circa 80 anni per il coniuge e 60-65 anni per i figli. Queste circa 3000 persone / anno ( 1200 ricoveri x 2,5 familiari per paziente) SI PORTANO DIETRO un bisogno relazionale , affettivo , emotivo esprimendo la necessità di un sostegno “globale” alla persona ed alla famiglia . Peraltro le necessità socio-assistenziali del paziente anziano a domicilio determinano un nuovo equilibrio familiare e molto spesso la creazione di nuove famiglie allargate con badanti , caregiver ecc…ed inoltre sempre più frequentemente si evidenziano problematiche affettive correlate alla perdita della figura genitoriale .Il tema della morte e della fine della vita è oggi sempre più impopolare ma è un tema che non si può nascondere ignorare o mistificare . Le criticità correlate alle problematiche sopra descritte coinvolgono aspetti organizzativi ( garantire un confort adeguato ai familiari anziani che assistono il loro paziente anziano ) , aspetti relazionali ( acquisizione di specifiche competenza da parte del personale sanitario in modo da poter passare da una comunicazione spontanea ad una comunicazione consapevole fino ad una vera e propria relazione d'aiuto ) ed aspetti correlati ad una migliore umanizzazione nei processi di accoglienza del paziente e della sua famiglia , della presa in carico dei suoi bisogni non solo assistenziali ma anche affettivi . L'intervento è iniziato nel 2010 con una raccolta ed un'analisi dei bisogni formativi del personale sanitario L’indagine ha evidenziato che la motivazione che principalmente veniva messa in campo dal gruppo era l’orientamento di affiliazione con i colleghi, la condivisione ed il gioco di squadra. Questa analisi ci ha permesso di presentare il progetto di Formazione nel Piano 2011, orientato alla valutazione dello stress percepito e delle strategie di coping in ambito sanitario. Contemporaneamente è stato avviato Il Progetto Clessidra : generazione che si aiutano per guadagnare salute ( Progetto che vede coinvolti 4 operatori del Servizio civile ) - Infatti In tali situazioni una particolare assistenza ed una buona gestione del tempo e della malattia può permettere all’anziano di ottenere un buon recupero fisico con una conseguente accettazione della malattia ed un favorevole rientro in famiglia. Inoltre una buona qualità delle relazioni con la famiglia / badante / caregiver può permettere una migliore strategia socio-assistenziale territoriale e favorire quelle dimissioni difficili correlate a problematiche non strettamente sanitarie ed una migliore accettazione di un possibile ingresso in una struttura residenziale.In funzione della complessità dei bisogni espressi dal paziente ma anche dai familiari, dalle badanti e da tutti i caregiver, con il presente progetto si vuole proporre di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dalla rete socio-sanitaria, integrate con personale volontario aggiuntivo allo scopo di sviluppare uno specifico livello di risposta adeguato alle esigenze dei malati anziani, soli o con gravi problemi socio-assistenziali nel territorio. Nel 2012 si svilupperà la terza ed ultima fase dal titolo " La struttura che accoglie : la dignità del morire in medicina Geriatrica" Troppo spesso infatti si muore in Ospedale e sempre meno a casa. In questa ottica tutto il contesto del Reparto punta ad un comportamento etico nei confronti della morte, cioè che questa avvenga senza dolore, in un luogo adeguato, che avvenga con la consapevolezza da parte di tutti del rispetto e delle volontà in vita del malato e che tutto il personale sia formato sui temi di massima dell’approccio psicologico al “ percorso della morte”. In tale ottica è previsto un processo multidisciplinare in modo da garantire che la morte mantenga una sua dignità preparandosi a gestire il processo del morire e sviluppando linee guida che prevedano strategie compassionevoli di fine vita, compresa una adeguata accoglienza logistica dei familiari. ( camera singola , adeguato confort per i familiari , gestione della privacy , relazione d'aiuto attraverso specifiche compteenze acquisite durante il progetto di formazione/ aggiornamento obbligatorio di 72 ore completato nel 2011.)
 
Risultati attesi (max. 1000 caratteri)
migliorare l’accoglienza in reparto.offrire ai ricoverati compagnia per una migliore accettazione della malattia in una fase difficile della loro vita. offrire presenza quotidiana nei reparti per rispondere ai bisogni presentati dai pazienti e realizzando attività occupazionali, interventi formativi ed informativi dove è possibileoffrire ai cittadini una migliore informazione attraverso opportuni desk e la elaborazione di depliant informativi.realizzazione di una ” consulenza amicale”. offrire un supporto ai familiari dei degenti, liberandoli da alcuni impegni assistenziali e fornendo loro informazioni necessarie per l’utilizzo della rete dei servizi.
Risultati raggiunti (rispetto agli obiettivi previsti dal progetto) (max. 1000 caratteri)
Nel 2010 terminata la raccolta ed analisi dei bisogni del reparto Nel 2011 completato il progetto di formazione/ aggiornamento obbligatorio di 72 ore circa le competenze relazionali necessarie per offrire relazioni di aiuto e non semplice comunicazione spontanea - Approvazione e formalizzazione da parte del Ministero degli Interni di 4 operatori del Servizio Civile .
 
Valutazione dei risultati
E' stato utilizzato un metodo per la misurazione dei risultati ottenuti?
Si  
 
Il progetto è stato realizzato come modello anche in altre realtà? No  
 
Durata Progetto / Esperienza in Atto (in mesi): 36 Costi complessivi del progetto: 7000
 
Note:
 

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