Dimissioni e assistenza al domicilio

Caso:
Salve, mia nonna si trova attualmente ricoverata in ospedale, ha subito un piccolo intervento pochi giorni fa. Adesso i medici parlano di dimissione e mi hanno fatto capire che vorrebbero che lei tornasse a casa; la nonna, però, al momento, in conseguenza dell’operazione, non è in grado di essere autonoma e abita da sola. Per noi famigliari la gestione della sua assistenza sarebbe assai problematica, in quanto abbiamo poca possibilità di accedere a ferie e permessi per poterla assistere con un minimo di continuità. I medici mi hanno anche detto che mia nonna può avere le cure al domicilio, ma non sono stati più specifici;  quali sono le operazioni che debbo compiere? quali le figure da attivare?

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Assistenza Territoriale

1. Al di fuori dell'ospedale, quali tipi di servizi o strutture è possibile attivare per l'assistenza ai pazienti parzialmente autosufficienti o non autosufficienti?
Uno dei principi fondamentali del nostro Servizio Sanitario Nazionale è la garanzia della continuità dell'assistenza sanitaria che si esplicita nell'assistenza denominata "distrettuale", ovvero, quella che viene erogata sul territorio. In particolare è possibile attivare servizi di assistenza domiciliare, servizi di assistenza residenziale, con ricovero in Lungodegenze o RSA e di riabilitazione.

Assistenza Residenziale: le Lungodegenze e le RSA

 

2. Che differenza c'è tra lungodegenza e RSA?

  • Le lungodegenze sono strutture sanitarie di ricovero per soggetti adulti parzialmente o totalmente non autosufficienti, affetti da patologie croniche non sufficientemente stabilizzate dal punto di vista clinico che necessitano di assistenza continua e cure non erogabili a domicilio, con le finalità di ottenere un miglioramento delle condizioni di malattia o impedirne il peggioramento. Spesso ospitano anche pazienti in fase terminale.
  • Le RSA sono strutture per persone perlopiù anziane e non completamente autosufficienti ed in cui sono garantiti livelli medi di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa.

3. Che differenza c'è tra l'assistenza prestata dalle lungodegenze e dalle RSA?

  • Nelle lungodegenze vi è una totale presa in carico del paziente, con assistenza medica 24 ore su 24, assistenza infermieristica, prestazioni riabilitative, consulenze specialistiche, assistenza alberghiera e cura della persona. Nelle Lungodegenze il medico curante diventa quello operante nella struttura.
  • Nelle RSA, a differenza delle lungodegenze, non sono presenti medici 24 ore su 24 perché il livello di autosufficienza delle persone ricoverate è più elevato. Il tipo di assistenza è più di tipo infermieristico. Nelle RSA i pazienti hanno un medico di base assegnato che provvede a visite e prescrizioni di farmaci o prestazioni specialistiche.

 

4. In che modo si entra in Lungodegenza ed in RSA?

L'ingresso in lungodegenza ed in RSA può avvenire con tre diverse modalità:

  • Per iniziativa dell'ospedale al momento della dimissione nel caso in cui non fosse possibile il ritorno al domicilio ed il livello di complessità delle cure necessarie prevede il ricovero in struttura.
  • Tramite il CAD (centro assistenza domiciliare della asl) che sollecitato dai parenti del degente o dal medico di famiglia, manda in ospedale una apposita commissione (UVG unità valutativa geriatria o UVD unità valutativa distrettuale) che verifica le condizioni fisiche e decide se autorizzare il ricovero o meno.
  • Nel caso il paziente non fosse ricoverato, con una visita diretta domiciliare da parte del CAD su richiesta del medico di famiglia o dai familiari stessi, ma in questo caso l'attesa per l'ingresso nella struttura può prolungarsi perché inserito in liste d'attesa spesso anche molto lunghe.

5. Quanto si può rimanere in lungodegenza ed in RSA? È previsto un limite di tempo?

  • Sì, il periodo di permanenza in lugnodegenza è di 60 giorni prorogabili qualora il medico (primario del reparto) ne faccia richiesta. A decidere sulla richiesta di proroga avanzata dal medico della lungodegenza è l'apposita Commissione CAD (attraverso l'unità valutativa) del distretto ove ha domicilio la persona ricoverata che deve valutare l'esistenza dei presupposti per il ricovero.

È molto frequente che la degenza venga prorogata anche a diversi mesi.

  • Anche per le RSA la permanenza è temporanea e perlopiù stabilita in base alle esigenze individuali. La proroga del periodo di degenza è subordinata ad una ulteriore richiesta da presentare, come per le lungodegenze, al CAD che valuterà attraverso la propria commissione (UVG) l'opportunità e l'utilità di prolungare la permanenza in R.S.A.

6. Cosa si paga?

  • Presso le lungodegenze il paziente non deve pagare nulla infatti alla persona ricoverata sono assicurate tutte le prestazioni sanitarie come i farmaci, i pannoloni, le visite specialistiche oltre alle prestazioni di tipo alberghiero: vitto, alloggio, lavaggio biancheria, ecc. Per questo motivo la commissione CAD per concedere il ricovero in lungodegenza deve valutare, oltre ai requisiti sanitari, anche quelli di tipo economico del paziente.

Importante!! È bene sapere che l'ingresso in lungodegenza determina la sospensione dell'erogazione dell'eventuale assegno di accompagnamento.

  • Presso le RSA invece si paga una retta mensile relativa alle prestazioni non sanitarie in rapporto alle proprie condizioni reddituali (il Comune interviene nella compartecipazione della retta in base all'ISEE del paziente).

Importante!! Una recente Sentenza del Consiglio di Stato ha messo ordine su una questione dibattuta da anni ed ha stabilito che le rette per le degenze in RSA di persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti e disabili gravi, devono tener conto dei redditi del solo assistito e non anche del reddito dei parenti!!!

Assistenza domiciliare

7. In cosa consiste l'assistenza domiciliare?
È una assistenza erogata al domicilio del paziente dalla Asl di residenza ed offre cure infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali secondo un piano assistenziale definito dal Medico di famiglia e dal personale della ASL.
Il servizio è prettamente rivolto a persone con patologie oncologiche, croniche, fortemente e progressivamente invalidanti, persone dimesse in regime di dimissione protetta.

8. In che modo fare la richiesta di attivazione?
La richiesta di attivazione può essere inoltrata dal medico di famiglia, dal medico ospedaliero, dai servizi sociali, dal paziente stesso o dai familiari.
Nel caso fossero il paziente o i familiari a fare la domanda, questi si devono recare alla ASL di residenza e presentare la domanda presso l'ufficio per l'assistenza domiciliare.
Dalla ASL viene attivata entro 24-48 ore dalla domanda, l'UVD (unità valutazione distrettuale) incaricata di valutare le condizioni del potenziale utente e viene fissata una visita.
L'UVD a seguito della visita, dopo aver sottoposto il consenso informato concorderà, con il paziente ed il medico di famiglia, il piano assistenziale che terrà conto delle reali necessità del paziente, della durata dell'intervento da erogare, delle ore di assistenza da prestare ecc.
Tali annotazioni dovranno essere riportate su una scheda di ingresso compilata al momento dell'attivazione del servizio.

9. L'assistenza domiciliare può essere interrotta?
Solamente nel caso in cui cessino le condizioni che la rendevano necessaria. È sempre l'UVD a valutare la permanenza dei requisiti programmando dei momenti di verifica nel corso del programma. Comunque vi deve essere sempre un preavviso di almeno 7 giorni!!!

 

(ultimo aggiornamento: gennaio 2011)
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